Gli Stati Uniti preavvisano l’Italia di astenersi dall’adesione al nuovo progetto cinese “Silk Road”


Gli Stati Uniti hanno messo in guardia l’Italia dal sostenere lo sforzo economico globale della Cina, chiamato “Belt and Road Initiative” (BRI), denunciando il piano infrastrutturale come un “progetto vanità” (?).

In un rimprovero sottilmente velato del voler partecipare all’ iniziativa che mira ad unire mercati europei e asiatici, un portavoce del gruppo di consiglieri per la sicurezza nazionale della Casa Bianca ha affermato che la partecipazione dell’Italia alla BRI aggiungerebbe “legittimità” al progetto di infrastrutture di Pechino.

“L’Italia è una grande economia globale e una grande destinazione per gli investimenti. Non c’è bisogno che il governo italiano fornisca legittimità al progetto di vanità infrastrutturale della Cina “, ha affermato il portavoce della Casa Bianca, Garrett Marquis, su Twitter. Il progetto non sarebbe “legittimo”, secondo Marquis, perchè non in linea con gli interessi economici degli USA.
L’intenzione dell’Italia di tirarsi fuori da una recessione economica che ha attanagliato i paesi dell’Europa meridionale segnala un turbamento per gli Stati Uniti e l’amministrazione di Washington, che ha attivamente cercato di frenare l’influenza globale della Cina.

Il Marquis aveva in precedenza affermato che il progetto non avrebbe avuto “alcun beneficio economico sostenuto per il popolo italiano” e che “potrebbe finire col danneggiare la reputazione globale dell’Italia nel lungo periodo.

Il funzionario della Casa Bianca ha invitato “tutti i suoi alleati e partner, tra cui l’Italia, a esercitare pressioni sulla Cina per portare i suoi sforzi di investimento globale in linea con gli standard internazionali e le pratiche avanzate accettate” (quelle stabilite da Washington).

Il tweet del sabato è arrivato dopo che il primo ministro italiano Giuseppe Conte ha detto che potrebbe firmare un accordo con il presidente cinese Xi Jinping alla fine di questo mese, nonostante le notizie che Washington fosse preoccupata per la prospettiva che l’Italia aderisse all’iniziativa.

“Con tutte le precauzioni necessarie, l’adesione dell’Italia a una nuova via della seta rappresenta un’opportunità per il nostro Paese”, ha detto Conte venerdì, notando che la partecipazione al piano generale commerciale cinese sarebbe stata discussa durante la prossima visita di Xi in Italia.

Il presidente cinese dovrebbe recarsi in Italia dal 22 al 24 marzo. Conte ha sottolineato che Roma e Pechino cercheranno un accordo quadro durante la visita di stato.

via della seta

Il premier italiano ha anche annunciato i suoi piani per partecipare a un vertice BRI in Cina ad aprile.
l piano BRI, noto anche come progetto One Belt One Road e sostenuto da Xi, mira a collegare la Cina via mare e terra con l’Asia sud-orientale e centrale, il Medio Oriente, l’Europa e l’Africa, attraverso una rete di infrastrutture sulle linee dell’antico Via della Seta.

Gli Stati Uniti, che sono attualmente impegnati in una massiccia controversia commerciale con la Cina, considerano il vasto paese asiatico una minaccia diretta al suo predominio economico e hanno espresso pessimismo sul piano delle infrastrutture di Xi.

L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha imposto tariffe elevate a miliardi di dollari in prodotti cinesi.

Dal suo insediamento, Trump ha affermato che l’ascesa della Cina come centrale industriale esportatrice ha danneggiato i lavoratori e la produzione negli Stati Uniti. Questo nonostante i processi di delocalizzazione in Cina delle grndi aziende industriali siano iniziati proprio ad opera degli USA.

Trump ha imposto tariffe per 250 miliardi di dollari in prodotti cinesi e minacciato di indirizzare tutte le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti. Pechino ha risposto imponendo tariffe per $ 110 miliardi di prodotti statunitensi.

Altri partner commerciali degli Stati Uniti, tra cui l’Unione Europea, il Canada e il Messico, si sono anche vendicati con tariffe “tic-to-tat” contro prodotti americani. (Fonte: Press Tv)

Nota: L’invito di Washington fatto all’Italia rappresenta al momento un “preavviso” che lascia intravedere una linea rossa che l’Italia, come gli altri paesi nella sfera d’influenza (leggi subordinazione) agli USA non dovrebbero oltrepassare.
Fare affari con la Cina, con la Russia, con l’Iran e con gli altri paesi antagonisti dell’egemonia statunitense non è consentito. Gli USA naturalmente si riservano di far balenare il prossimo ricatto contro chi infrange le regole imposte dal Dipartimento di Stato. Lo stesso tipo di avvertimento Washington ha trasmesso alla Germania circa i progetti di investimento (questi in fase avanzata) sulle risorse energetiche con la Russia, il gasdotto Nord Stream 2, per il quale gli USA hanno previsto sanzioni contro le società che partecipano ai lavori. Senza parlare del bloco ai progetti di investimenti della Volkswagen con la Gaz in Russia e altri progetti similari.
In questo caso sarà interessante verificare quale sarà la reazione dei Governo giallo/verde italiano che viene indicato come un governo “sovranista”. Di sovranismo è facile parlare ma, quando sono in questione gli interessi nazionali del paese, allora bisogna muoversi con coerenza e chi lo fa deve essere consapevole che corre dei rischi. Gli stessi rischi che a suo tempo corsero personaggi della Storia italiana come l’ing. Mattei, come Aldo Moro e come Bettino Craxi. Tutte persone che non hanno fatto una bella fine.

di Luciano Lago

8 Commenti

  • Woland
    10 Marzo 2019

    Guardando la cartina si nota una cosa: che tutto quel ben di Dio di investimenti, nuove infrastrutture, e cooperazione internazionale non passa per il territorio USA.
    Le stesse cose le vogliono per loro ma le negano agli altri, anzi agli altri hanno sempre regalato democrazia sotto forma di bombardamenti a tappeto.
    Che sia ora di fare un po’ cambio?

    • atlas
      10 Marzo 2019

      cambiare ? Sì, così ti arriva un wahhabita qualsiasi a distruggerti la vita. O un anarchico a metterti la bomba sul treno delle vacanze …

      l’hanno già fatto

  • atlas
    10 Marzo 2019

    che l’italia possa cambiare la sua subordinazione agli usa non lo credo. Le Due Sicilie forse …

  • amadeus
    10 Marzo 2019

    Siamo in trepidante attesa di sapere quante volte possiamo andare al bagno visto che é l’unica cosa che mancava alla lista di cosa possiamo o non possiamo fare, sono accordi economici necessari a una Nazione, ma di cosa si impicciano !!!

  • Orazio
    11 Marzo 2019

    Gli USA, stanno applicando anche all’Europa, il progetto Monroe che viene di norma applicato agli stati del sud america.
    Con gli USA, parlare di alleati è un bel modo di dire che ci stanno prendendo per il culo.
    Non solo non sostengono gli alleati, ma li spolpano… o li ammazzano.
    Dico ammazzano, in quanto con gli aerei che circolano sopra la nostra testa, costantemente…. scaricano su di noi di tutto e di più.

  • Piero
    11 Marzo 2019

    Ora gli anglonazi vogliono che l’Italia, la Germania e altri paesi europei paghino per le truppe e le basi (ricordo che solo in Italia sono più di 100) che sono stazionate in Europa, vogliono, cioè, che noi paghiamo per essere occupati da soldataglia arrogante e incivile.
    Dobbiamo ringraziare di questo i vari governi che hanno preceduto quello attuale….ora voglio vedere cosa faranno i 5 stelle e la lega.

  • Zerco
    11 Marzo 2019

    È uno spartiacque importante per vedere chi vuol fare l’interesse nazionale e chi è un agente straniero mascherato da “populista/sovranista”. Ed ecco che la Lega dichiara di essere contro la “via della seta” . Guidata da quel Salvini che è andato a genuflettersi davanti a Netanyahu mettendosi a sua completa disposizione contro l’Iran.

  • Bruno
    12 Marzo 2019

    Non solo! Per compiacere gli americani l’Italia (con Moavero m5*) ha ribadito che non riconoscerà la Crimea come appartenente alla Russia.
    Governo del cambiamento de sta ceppa (sic)

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