Gli Stati Uniti potrebbero ritirare le truppe dall’Arabia Saudita in rappresaglia per la guerra dei prezzi del petrolio

WASHINGTON (Sputnik) – Gli Stati Uniti ritireranno le loro truppe dall’Arabia Saudita se Riyadh continuerà a resistere non facendo la sua parte nel risolvere la crisi petrolifera in corso che sta influenzando negativamente i produttori statunitensi di olio di scisto, ha detto il senatore Kevin Cramer in una nota mercoledì.

“Fingono di essere un alleato, ma stanno usando [il romanzo coronavirus] COVID-19 per far fallire lo scisto americano”, ha twittato Cramer. ” Tiriamo fuori le nostre truppe dal regno se non smettono di fare la guerra ai lavori degli americani”.

Petrolio saudita

Cramer ha anche affermato che il governo degli Stati Uniti potrebbe usare le tariffe o imporre un embargo all’Arabia Saudita per impedire che il greggio saudita venga esportato negli Stati Uniti.

A Cramer si è unito il senatore Dan Sullivan nell’introduzione di questa settimana la legislazione per rimuovere truppe e sistemi di difesa statunitensi dall’Arabia Saudita, a meno che Riyadh non tagli la produzione di petrolio al fine di stabilizzare i mercati globali dell’energia e prevenire ulteriori danni alle compagnie energetiche statunitensi.

I media hanno riferito che sabato entrambi i legislatori dovrebbero avere una telefonata con i funzionari sauditi sulla situazione relativa alla caduta dei prezzi del petrolio.

Il 9 aprile si terrà una videoconferenza OPEC + sulla possibilità di un nuovo taglio nella produzione di petrolio per stabilizzare il mercato che sarà seguita da una riunione dei ministri dell’energia del G20 sulla stabilità del mercato energetico venerdì.

Fonte: Veterans Today https://www.veteranstoday.com/2020/04/09/us-may-pull-troops-out-of-saudi-arabia-in-retaliation-for-oil-price-war/

Traduzione: Lisandro Alvarado

4 Commenti

  • Vittoriano
    10 Aprile 2020

    Per approfondire
    ci invito alla lettura
    dell’articolo di Thierry Meyssan
    ‘La prima guerra della NATO-MO rovescia l’ordine regionale’

  • eusebio
    11 Aprile 2020

    Pare che un accordo nell’ambito dell’Opec+ sia stato raggiunto, con un tagli per i sauditi di una produzione giornaliera di 2 milioni di barili, il problema per gli USA è che il petrolio di scisto viene estratto comunque a costi troppo elevati e il crollo dei consumi a livello globale manderà comunque fallite le aziende del settore e le banche d’affari che le finanziano.
    Minacciare il ritiro delle truppe forse è un modo elegante per coprire le difficoltà di bilancio degli USA e la necessità di ridimensionare le enormi spese militari, il debito pubblico USA aumenta anche di 1 trilione di dollari l’anno e le spese militari arrivano quasi a quella cifra, a furia di tagliare le tasse ai ricchi e le spese sociali non hanno più margini e quindi devono per forza abbattere le spese inutili, ovvero quelle militari.
    Dato che la Cina vende circa 20 miliardi di dollari di titoli di debito USA ed è scesa a poco più di 1 trilione di dollari di quota il debito pubblico USA sta in piedi solo grazie alle massicce iniezioni di liquidità della FED nel sistema bancario USA, il quale usa i dollari stampati per comprare i titoli di stato americani che altrimenti resterebbero invenduti.
    Il fatto che i sauditi cerchino di rubare quote di mercato al settore petrolifero dello scisto americano, che fin qui ha prodotto tanti debiti e pochi utili, dimostra che ormai la torta è piccola e le petromonarchie preferiscono seguire gli interessi del loro potente cliente cinese piuttosto che del loro decadente protettore americano, in costante riduzione di potenza sia militare che economica.

  • Teoclimeno
    11 Aprile 2020

    Gli Stati Uniti, si sono installati in Arabia Saudita, per controllare da vicino che il petrolio non cadesse nelle mani sbagliate, e garantire la continuità del Petrodollaro. Quindi, non credo proprio che se ne andranno spontaneamente.

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