Gli Stati Uniti pesano sulle tensioni mediterranee con armi e ipocrisia


Per due volte nella scorsa settimana, gli Stati Uniti hanno goffamente pesato sulle crescenti tensioni nel Mediterraneo orientale tra Grecia e Turchia.In primo luogo, Washington ha annunciato lo scorso fine settimana l’apertura di una base di sicurezza marittima nello stato insulare di Cipro, che è alleato della Grecia.

Successivamente gli Stati Uniti hanno proseguito aprendo formalmente la strada all’invio di armi a Cipro, ponendo fine a un embargo sulle armi di 33 anni. Washington afferma che le armi sono “non letali”, ma abbiamo già visto prima lo stratagemma semantico utilizzato dagli Stati Uniti quando hanno armato l’Ucraina e altri luoghi. Non importa il disordine, la mossa è un coinvolgimento militare in qualunque modo sia presentato.

Entrambe le mosse statunitensi hanno fatto infuriare la Turchia, che si trova a nord di Cipro e che mantiene rivendicazioni territoriali sulla parte settentrionale dell’isola popolata da turco-ciprioti. La parte principale dell’isola, la Repubblica di Cipro, è storicamente allineata con la Grecia. Cipro è stata divisa nel 1974 dopo l’invasione della Turchia in seguito a un colpo di stato guidato dai militari greci. Da allora il territorio è stato fonte di tensioni e causa ricorrente di scontri tra Grecia e Turchia per rivendicazioni concorrenti.

Quest’anno sono nuovamente scoppiate le tensioni sui controversi diritti all’esplorazione di petrolio e gas nel Mar Mediterraneo orientale. L’area è considerata ricca di risorse di idrocarburi non sfruttate. Si teme persino un’escalation di uno scontro militare tra le navi della marina greca e turca in pattuglia.

Ciò che è degno di nota è anche che entrambi gli stati confinanti sono membri dell’alleanza militare NATO guidata dagli Stati Uniti, che affermano di essere un protettore della pace e della sicurezza globali. Eppure qui abbiamo i suoi membri che spingono su un grilletto che potrebbe scoppiare in una guerra nell’arco meridionale dell’Europa.

Ciò che è ancora più notevole è il modo in cui gli Stati Uniti stanno intervenendo nella disputa. L’istituzione di una nuova base di “sicurezza” (leggi “militare”) a Larnaca, nel sud di Cipro e la fornitura di armi sono visti dalla Turchia come un tentativo flagrante da parte di Washington di mettere il pollice sulla bilancia a favore della Grecia e di Cipro contro Ankara .

Lo scorso fine settimana, il segretario di Stato americano Mike Pompeo era a Nicosia, la capitale di Cipro, dove ha firmato un memorandum d’intesa per istituire la base marittima a Larnaca. Ironia della sorte, l’installazione deve essere conosciuta con l’acronimo, CYCLOPS, dopo il mitico gigante con un occhio solo dell’antica leggenda greca.

Durante la sua visita, Pompeo ha rimproverato la Turchia per aver alimentato le tensioni nella regione e ha chiesto una risoluzione diplomatica della controversia. Pompeo ha continuato a colpire la Russia, dicendo : “L’aumento delle tensioni non aiuta nessuno tranne gli avversari che vorrebbero vedere la divisione nell’unità transatlantica”.

Il diplomatico di punta degli Stati Uniti sembrava riferirsi a una visita a Nicosia pochi giorni prima del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Nel suo incontro con il presidente greco-cipriota Nicos Anastasiades, Lavrov ha offerto l’aiuto di Mosca nella mediazione del conflitto con la Turchia. Viste le cordiali relazioni della Russia con entrambe le parti, l’offerta di Lavrov è stata certamente ragionevole e pragmatica. Perché Pompeo dovrebbe cercare di dipingere l’intervento russo come pernicioso tradisce solo la tipica russofobia riflessiva che domina a Washington.

In ogni caso, la realtà è che sono gli Stati Uniti che evidentemente stanno fomentando le tensioni nel Mediterraneo orientale attraverso le loro iniziative destabilizzanti. Le sue esortazioni alla risoluzione diplomatica sono una vuota ipocrisia smentita dalle sue azioni.

Cosa c’è dietro le mosse degli Stati Uniti? Uno dei motivi è il forte disappunto di Washington per la decisione della Turchia dello scorso anno di acquistare il sistema di difesa aerea russo S-400. Ciò rappresenta una grande perdita commerciale per il complesso militare-industriale americano. L’adozione da parte di Ankara della tecnologia di difesa aerea russa mina anche gravemente la propaganda della NATO che cerca di dipingere la Russia come una minaccia alla sicurezza per l’Europa.

Base turca Nato Incirlik

Un altro fattore sono gli avvertimenti della Turchia che a causa del bullismo americano sulla questione dell’S-400 potrebbe chiudere la base NATO a Incirlik, nel sud della Turchia. Se ciò dovesse accadere, gli Stati Uniti perderebbero un importante punto di proiezione del potere contro la Russia. Pertanto, sembra che la mossa degli Stati Uniti per creare una nuova base a Larnaca a Cipro possa essere una copertura contro la potenziale chiusura di Incirlik.

Un terzo fattore è la vicinanza alla Siria. Cipro è a soli 200 chilometri dalla Siria, che ospita basi aeree militari e navali russe di importanza strategica a Tartus e Hmeimim. Quelle basi sono state cruciali nell’alleanza della Russia con la Siria per sconfiggere la guerra segreta sponsorizzata dagli Stati Uniti per il cambio di regime a Damasco. Prendendo piede a Cipro, Washington potrebbe cercare di frenare il sostegno fondamentale della Russia alla Siria.

Qualunque sia il calcolo preciso, è comunque chiaro che l’atteggiamento di Washington è al tempo stesso sconsiderato e ipocrita. Ciclope, il goffo gigante sfortunato sconfitto da Ulisse, ha una controparte del 21 ° secolo: gli Stati Uniti.

Fonte: Strategic Culture

Traduzione: Luciano Lago

5 Commenti

  • atlas
    18 Settembre 2020

    gli anglosassoni non c’entrano niente col Mediterraneo: femmine come streghe e maschi come sgorbi, un pò come a Milano

    “è così bello il Mediterraneo, NON è in tutto il mondo uguale”

    oggi Venerdì, percorrendo la strada che da Gallipoli va a Porto Cesareo, dove c’è un luogo di orazione comunitaria Islamico Sunnita, come al solito non mi sono mai stancato della passeggiata che costeggia il mare stupendo, il cielo azzurro e costellata di ulivi, fichi d’India e palme, nessuna differenza con la Tunisia

    invitato poi dopo a casa di una Famiglia marocchina ho mangiato dell’ottimo cous-cous, ma soprattutto ho visto lineamenti e atteggiamenti comportamentali Arabi rasserenanti, che mi hanno fatto dimenticare per un pò quelli di Renzi e della Bonino (Berlusconi per me è il nulla). Quindi io personalmente, tra un magna-magna Grecia ed altri Popoli Mediterranei non ci vedo impossibilità di collaborazione per un bene comune. Domani inizia il campionato di calcio: ortodossi-salafiti ? Preferisco i primi a dei falsi musulmani

    il problema della Turchia, Grande Nazione Islamica a maggioranza Sunnita, è solo la fratellanza giudeo salafita. Quella il cui esponente di picco (cioè da prendere a picconate sul cranio), Yusuf Qaradaoui, dagli schermi della sua tv al jazeera, istigava qualsiasi soldato libico che si trovasse nella possibilità, di uccidere Gheddhafi. E pochi articoli fa la redazione ha pubblicato un’articolo su Haniyeh …… errore perdonabile ?

  • atlas
    19 Settembre 2020

    IN LIBIA C’E’ UN PESCHERECCIO DUO SICILIANO, DI MAZARA DEL VALLO, CHE E’ PRIGIONIERO PER PRESUNTA VIOLAZIONE DELLE LORO ACQUE TERRITORIALI, QUINDI L’EQUIPAGGIO, NON VIENE FATTO SBARCARE

    A PALERMO, CAPITALE DELLE DUE SICILIE, C’E’ UNA NAVE, TENUTA FERMA PER SICURA VIOLAZIONE DELLE ACQUE TERRITORIALI DUO SICILIANE, CARICA DI STRANIERI ILLEGALI CHE CONTINUANO A SBARCARE

    BASTA ITALIA, REGNO DELLE DUE SICILIE LIBERO DA UN SISTEMA DI LEGGI DEMOCRATICHE INFAMI, W SEMPRE IL NOSTRO RE BORBONE

  • eusebio
    19 Settembre 2020

    Nel 1974 di fronte al rischio dell’annessione greca di Cipro gli USA, che avevano sganciato il dollaro dall’oro e avevano chiesto agli sceicchi di sostenere il loro debito pubblico comprando i loro titoli di stato, permisero ai turchi di occupare metà Cipro, dove all’epoca vivevano 100000 turchi e 500000 greci.
    Oggi che la Turchia con 80 milioni di abitanti non minaccia solo una Cipro dove i greci sono 800000 e i turchi forse mezzo milione ma pure la Grecia svuotata dalle politiche genocide dei tedeschi alleati dei turchi, i quali in contemporanea ci mandano le ONG tedesche che ormai sbarcano centinaia di islamici al giorno, gli USA si ricordano che i turchi sono un nemico storico dell’Europa e TOLGONO l’embargo sulle armi a Cipro, cioè circa un milione di greci non aveva il diritto di difendersi contro 80 milioni di fanatici salafiti.
    La NATO è morta e la UE pure, adesso che gli sceicchi hanno finito i soldi e non possono più nemmeno comprare le costose e antiquate armi americane, e magari preferiscono le meno costose e più moderne armi russe e cinesi (il Qatar che ospita una base aerea USA ha comprato un sistema missilistico antiaereo cinese). per non concedere i Balcani e l’Egeo ai russi si atteggiano a protettori dei greci.
    In realtà il deep state sionista che controlla gli USA teme che i turchi se dovessero divenire padroni del Mediterraneo orientale farebbero cibo per gatti degli israeliani in pochi giorni, Erdogan non permetterà mai che i sionisti distruggano la moschea di Al Aqsa per ricostruire il loro tempio, giustamente distrutto dai romani i quali poi ci edificarono sopra un tempio a Giove divenuto poi una chiesa, e quindi passato agli arabi divenne il luogo della moschea di Al Aqsa.
    Gli americani protestanti si confermano banderuole ora dei sionisti ora dei wahabiti, mentre gli ortodossi del Balcani soffrono sotto il tallone dei protestanti anglosassoni e tedeschi, ormai più vicini al satanismo LGBT che al cristianesimo.
    Fortuna che la Turchia sta sulle scatole pure ai russi e ai cinesi, i quali controllano il Pireo e non dimenticano che i turchi hanno armato e addestrato i terroristi uiguri.

  • silvia
    19 Settembre 2020

    Si puo’ dire di tutto contro la politica degli USA, soprattutto riguardo alla Siria, che invece e’ stata salvata dalla Russia, pero’ se ora appoggiano la Grecia contro Erdogan fanno bene.

  • Farouq
    19 Settembre 2020

    Attenti al progetto Thor, armamento in orbita sviluppato dagli anni cinquanta, quindi completamente operativo

    Il sistema è stato regalato ai sionisti che lo stanno utilizzando alla grande in Iran, Libano e altrove, con proiettili minuscoli

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