Gli Stati Uniti perdono influenza, impantanati nella loro crisi, mentre il blocco Russia Cina avanza

di Luciano Lago

Qualche cosa di molto grave sta accadendo all’Impero USA che sta perdendo influenza sempre di più, tanto sul piano economico che militare. Una ripartizione del pianeta in un mondo bipolare (o tripolare) si sta concretizzando in forma irreversibile, mentre gli occhi dell’Europa e della NATO sono puntati sulla Turchia di Erdogan che vuole espandersi nel Kurdistan dell’Iraq come della Siria, oltre che in Libia e nel Azerbajian.

Tuttavia rimane il fatto che l’Impero anglo-USA sta perdendo sempre più influenza militare ed economica con gli ultimi avvenimenti che stanno cambiando lo scenario internazionale.
In questo momento, in contrasto con la perdita di influenza della NATO, La Russia sta ritornando al gioco del potere militare ogni giorno di più, con da ultimo una sorpresa sgradita per la NATO, visto che Mosca questa settimana è ritornata al controllo del Mar Rosso e del Mar Arabo e questo avviene per la prima volta dal collasso dell’URSS.
Con la base navale che sta costituendo in Sudan sulle linee marittime vitali per i rifornimenti mondiali, il governo russo ha rivelato di aver approvato il progetto della base navale e questo progetto è stato ratificato da tutti gli organi di governo russo con la firma di Putin, su richiesta del Ministero della Difesa, approvato anche da ministero degli Esteri, dalla Corte Suprema e da tutti gli altri organismi governativi, previo accordo con il Sudan.

Navi russe


L’istallazione navale logistica che la Russia realizza in Sudan, secondo quanto dichiarato, è conforme all’obiettivo di mantenere pace e stabilità nella regione senza intenti di minaccia per altri paesi ma come base difensiva . Tale base prevede un centro di riparazione e manutenzione per le navi da guerra e possibilità di alloggi per il riposo del personale militare, con l’approdo di almeno 4 navi da guerra, incluso a propulsione nucleare, rispettando tutte le norme di sicurezza.
Inoltre la Russia consegnerà al Sudan armi per assicurare la difesa aerea della base e delle aree limitrofe mentre il Sudan si riserva di consegnare territorio per l’espansione della base, qualora necessario.
Sarà quella in Sudan una base navale di pieno diritto e le navi russe potranno aumentare la loro presenza nell’area del Golfo e del Mar di Oman.

Una cattiva notizia per la NATO e anche per l’Arabia Saudita che sta conducendo da 5 anni la guerra contro lo Yemen. Se la Russia decide di intervenire, la guerra si mette male per l’Arabia Saudita e per i suoi mercenari già in grave difficoltà.
L’installazione di questa base risulterà ancora più importante strategicamente rispetto alle basi russe in Siria, visto che la Russia potrà importare ed esportare armi e rifornimenti attraverso i porti e areoporti del paese africano, senza limitazioni.
Un grande successo strategico per la Russia che recupera punti nevralgici che aveva perso ai tempi della URSS, quando questa disponeva di una base in Somalia, poi abbandonata per causa della guerra tra Etiopia e Somalia, la base di Berber, dove aveva realizzato una grande pista e un centro di comunicazione, un deposito di missili e uno per il combustibile. Al posto dell’URSS subentrarono poi gli USA che occuparono la base e rimasero fino al collasso della Somalia con l’intervento militare delle forze USA.
L’URSS in quel periodo aveva anche altre basi in giro per il mondo fra cui un base in Vietnam e una a Cuba e questo creò una minaccia reale per le flotte USA e degli altri paesi vicini, fino a quando la Russia si ritirò da tutte le basi lasciando l’ultima, quella del Vietnam, nel 2001.

Mappa del Sudan e del Mar Rosso


Dall’arrivo di Putin al potere al Cremlino la Storia si sta invertendo in maniera spettacolare e drammaticamente per la NATO che si trova attualmente in caduta libera mentre questa nuova base russa in Sudan sembra che sia solo il primo passo nella costruzione di un fianco anti-imperialista dove la Cina si occupa della parte economica e la Russia di quella militare.
L’importanza della base in Sudan è notevole e la NATO lo sa perchè questa fornisce alle navi russe una uscita diretta all’oceano e si trova sul crocevia delle rotte navali più importanti, in prossimità di quelle che sono le arterie di trasporto cruciali che vanno dall’Europa, attraverso Suez, verso l’Oceano indiano ed il Golfo Persico che saranno controllate da Iran e Russia. Il tutto con la situazione attuale degli Stati Uniti che risultano impantanati per effetto del virus, del caos istituzionale e dopo la destituzione del segretario della Difesa Mark Esper.
Non si sa quali saranno le mosse dell’Amministrazione USA ma il nuovo segretario Christopher Miller ha fatto dichiarazioni dificili da interpretare da cui sembra che gli USA vogliano ritirare le forze da molti fronti dove si trovano attualmente, dall’ Afghanistan e dal Medio Oriente. Nell’interpretazione corrente di alcuni analisti, questo si spiega con la possibilità che il Pentagono voglia ritirare le truppe per utilizzarle in altri contesti, come anche all’interno degli USA dove il caos e la violenza sono in crescita.

Navi russe nel Mar Rosso


In queste circostanze bisogna osservare che la politica di continue sanzioni dirette verso la Russia sta ottenendo un effetto opposto a quanto previsto. La Russia non si fa intimidire e si espande militarmente come da ultimo è accaduto nel Nagorno Karabak, nell’area del Caucaso. Tutto questo accade mentre le guerre si vanno espandendo, l’ ultima in Marocco nel mai spento conflitto con il Sahara occidentale.
La UE impotente si dimostra risentita con Turchia che si sta espandendo con l’obiettivo di riconquistare con la forza territori del vecchio Impero Ottomano ma soltanto la Russia riesce a contrastare l’espansione turca, mentre dalla UE si odono solo chiacchiere.


Di sicuro lo scenario internazionale sta cambiando rapidamente con la Russia che riaccquista influenza, tende a controllare il Mar Rosso fino all’Oceano indiano, con il suo alleato, l’Iran, che a sua volta controlla il Golfo Persico e questo mentre gli ultimi accordi economici in Asia mettono fuori gioco l’allenza occidentale che in precedenza dominava la regione dell’Est Asiatico.

Il nuovo presidente, se salirà nel potere a Washington, troverà il mondo decisamente cambiato e la vecchia idea dell’egemonia unilaterale americana dovrà essere gettata nella spazzatura della Storia.

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