Gli Stati Uniti hanno intensificato il processo di formazione di coalizioni contro i loro avversari

I risultati della politica estera di Washington negli ultimi anni dimostrano che gli Stati Uniti stanno apertamente aderendo al principio del “selvaggio West”, consolidando i diritti dei più forti a scapito del diritto internazionale e dei principi dell’ONU. Questo è esattamente quello che spiega l’escalation di situazioni di crisi da parte di Washington – e non solo nei paesi del Medio Oriente, ma anche in molte altre regioni, con gli Stati Uniti che cercano quindi di “risolverle” attraverso interventi militari.

Coloro che non sono d’accordo con questa politica sono etichettati dagli Stati Uniti come “nemici dell’America” ​​o “avversari strategici”. E il numero di questi è in costante crescita, così come il numero di paesi che dichiarano di rifiutare apertamente questo tipo di politiche da Washington. Al giorno d’oggi, Washington considera non solo la Russia un “avversario strategico”, ma anche Cina, Iran, Venezuela e Corea del Nord, e sta cercando di introdurre una percezione simile di questi “oppositori” nella mentalità dei suoi alleati, e unire creando vari “blocchi” e “coalizioni” per condividere la responsabilità di dividere il mondo in un modo che sia vantaggioso per Washington.

Questo tipo di politica di “blocco” o di “coalizione” è stata perseguita dagli Stati Uniti per più di un decennio.

Alla fine degli anni Quaranta, il Giappone, le cui aggressioni e politiche inflissero danni a molti, compresi i paesi non comunisti della regione, era visto come un collegamento importante per gli Stati Uniti. Tuttavia, anche per quanto riguarda il Giappone, oltre a lavorare sull’idea di una partnership con Tokyo, gli Stati Uniti si preparavano a firmare accordi con l’Australia e la Nuova Zelanda contro il Giappone: il 1 ° settembre 1951 a San Francisco uno dei trattati principali è stato firmato con Australia, Nuova Zelanda, denominato Trattato di sicurezza degli Stati Uniti o ANZUS (questo trattato è anche chiamato Trattato di sicurezza del Pacifico).

Truppe USA

Subito dopo la redazione di ANZUS, nel 1954 iniziarono i lavori di preparazione per un’organizzazione simile, la SEATO (Southeast Asia Treaty Organization), che includeva gli stessi paesi partecipanti Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti, insieme a Inghilterra, Francia, Filippine, Tailandia, e il Pakistan. Il ruolo principale del blocco è stato integrato dai preparativi per impegnarsi in aggressioni contro i paesi socialisti nel sud-est asiatico, sopprimendo i movimenti di liberazione nazionale in vari paesi nel sud-est asiatico e indebolendo la loro influenza, consolidando lo stato di dipendenza delle Filippine, subordinando Pakistan e Thailandia agli Stati Uniti e impegnandosi in attività aggressive contro quegli stati amanti della pace che hanno rifiutato di partecipare a SEATO.

Dopodiché, Washington ebbe l’idea di creare, analogamente a SEATO, un altro blocco chiamato CENTO, una sorta di alleanza mediorientale CENTO, acronimo inglese per Central Treaty Organisation, che è stato un patto organizzativo tra il Pakistan, l’Iran, l’Iraq, la Turchia ed il Regno Unito. L’associazione è stata fondata il 24 febbraio 1955, con il nome di METO, Middle East Treaty Organization, nota anche come Patto di Baghdad. Solo dopo la fuoriuscita dell’Iraq, l’organizzazione assunse la denominazione finale.[1]
Tuttavia, a causa della guerra che ha avuto luogo, tutto è cambiato, da quando sono sorti conflitti tra gli Stati Uniti e il mondo arabo. Tuttavia, le basi per il CENTO furono gettate a Baghdad nel 1955, quando fu concluso un patto militare tra Turchia e Iraq, a cui l’Inghilterra si unì in seguito, con il Pakistan ancora più tardi e poi finalmente con lo stesso Iran.
A differenza della NATO, né CENTO né SEATO hanno compiuto progressi lungo la via dell’integrazione militare, sebbene tali piani esistessero.

E così, in modo simile e in seguito all’attuazione della “politica di blocco”, gli Stati Uniti hanno recentemente iniziato a tentare di creare un nuovo blocco militare: la cosiddetta “NATO araba”, che è stata provvisoriamente soprannominata il Medio Oriente. Alleanza strategica (MESA). “Il MESA fungerà da baluardo contro l’aggressione iraniana, il terrorismo, l’estremismo e porterà stabilità in Medio Oriente”, ha detto un portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca.

Portaerei USA R. Reagan

Tuttavia, Washington ha chiaramente dimenticato che per molti anni quasi tutti gli stati del Golfo Persico hanno finanziato attività terroristiche, ei terroristi che hanno effettuato gli attacchi dell’11 settembre provenivano principalmente dall’Arabia Saudita, che negli ultimi decenni ha speso circa 100 miliardi di dollari. propagando il wahhabismo, mentre Riyadh e Abu Dhabi stessi hanno partecipato attivamente alla destabilizzazione di Yemen, Libia, Siria e Libano. Inoltre, contrariamente alla posizione assunta da Washington, Kuwait, Oman e Qatar mantengono relazioni con Teheran, e alla fine una guerra potrebbe iniziare nel quadro del MESA con tutti che combattono contro tutti gli altri.

Oltre al MESA, un anno fa gli Stati Uniti hanno iniziato a formare una “coalizione” le cui forze pattugliano le acque dello Stretto di Hormuz e, secondo il Segretario di Stato americano Mike Pompeo, questa “coalizione” dovrebbe essere apertamente orientata contro Iran.

Il 18 settembre, con lo sviluppo della “politica di blocco” degli Stati Uniti, il Bahrein e gli Emirati Arabi Uniti sono stati effettivamente costretti a firmare un accordo trilaterale a Washington con Tel Aviv sulla “normalizzazione delle relazioni con Israele”, che è già chiamato ” Accordo di Abraham ” .

Rai al-Youm , una pubblicazione britannica, sottolinea che “l’accordo Emirati Arabi Uniti-Israele è apparentemente sulla pace ma in realtà sulla guerra …”. E la pubblicazione spiega inoltre che i veri obiettivi di questo accordo sono stati esplicitamente dichiarati dal Segretario di Stato americano Mike Pompeo in un’intervista a Fox News: “Gli Emirati Arabi Uniti e Israele hanno deciso di formare un’alleanza militare contro l’Iran per proteggere gli interessi americani e il Medio Oriente che è noto come “Accordi di Abraham”. “

Ma i suoi fallimenti con la “politica di blocco” non hanno alterato l’atteggiamento di Washington, e ora gli Stati Uniti hanno già iniziato a formare un nuovo blocco contro un altro “nemico”, la Cina. Come ha ammesso il 28 settembre il segretario di Stato Mike Pompeo in un’intervista al talk show politico Life, Liberty & Levin, gli Stati Uniti hanno iniziato a costruire una nuova alleanza internazionale contro Pechino. “Ora abbiamo iniziato a costruire una coalizione globale per costringere la Cina a ritirarsi. Ci vorranno anni “, ha annunciato Pompeo, sottolineando che gli Stati Uniti hanno già raggiunto il successo nel convincere paesi in Africa, Asia meridionale e Sud America a riconoscere la minaccia rappresentata dalla Cina.

Per quanto riguarda un altro “avversario strategico” per gli Stati Uniti, la Russia, Washington non ha smesso di costituire varie “coalizioni” per lavorare contro di essa. Un esempio è come, pochi giorni fa durante un’intervista alla testata tedesca Bild , il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha affermato che le autorità americane intendono creare una coalizione per impedire il completamento dei lavori di costruzione del gasdotto Nord Stream 2.

Gli Stati Uniti non cercano più nemmeno di trovare basi legali nel diritto internazionale per la loro politica di “blocchi” e “coalizioni”, imponendo la propria giurisdizione su altri paesi, espellendo dai mercati esteri quelli designati come “avversari” da Washington, finanziando e organizzando “rivoluzioni arancioni” e inventando scandali internazionali per creare un’immagine pubblica negativa dei paesi che non sono d’accordo con le politiche statunitensi. Quindi a che tipo di rispetto per l’ONU, o per il diritto internazionale, da parte di Washington possiamo fare riferimento in queste azioni? Alla legge del sevaggio West…..

Vladimir Odintsov, osservatore politico, in esclusiva per la rivista online “ New Eastern Outlook “.

Traduzione: Luciano Lago

6 Commenti

  • giulio
    8 Ottobre 2020

    a volte mi sembra che i russi o recitano la parte dei rispettosi del diritto internazionale, Onu e compagnia bella oppure sono più ingenui degli ameri-cani che spesso vengono ancora dipinti come dei fessacchiotti!
    Gli ameri-cani se ne fregano dell’onu e del diritto internazionale e invece loro, i russi, insistono a reclamarne il rispetto. Mi si dirà che proprio questo è indice della supremazia morale e giuridica russa … ma quegli altri se ne fregano della morale e del diritto e nessuno dei loro soci (subordinati) in affari mostra di essere schifato dei loro metodi preferendo i gangster americani a una russia rispettosa del diritto internazionale!
    Facciamo qualche passo indietro: gli americani fanno un vero golpe nazista in ucraina (mi sembra fosse il marzo 2014) e loro (i russi) anziché intervenire e distruggere nel giro di 15 giorni al massimo i golpisti nazisti (lo ha detto proprio Putin, non mi invento niente) che si divertivano a bruciare vivi russi e non russi , si appellano inutilmente all’onu e al diritto internazionale…poi, tanto per non passare proprio per fessi, si riprendono la crimea (e meno male!) per far trascorrere le vacanze estive ai ricconi di mosca e danno qualche aiuto ai russi ribelli del donbass che però tolgono agli ucranazi solo un pezzetto di territorio perché putin (consigliato dal solito “genio” di Lavrov?) li stoppa nonostante stessero sbaragliando l’esercito brancaleone degli ucronazi!
    Gli americani invadono la siria di persona e con gli ascari tagliagole dell’Isi e loro, i russi, si decidono a intervenire solo nel settembre 2015 (dopo ben 4 anni di guerra, di centinaia di migliaia di morti siriani sostenuti forse dai soli iraniani) e lo fanno solo perché un grande e rimpianto generale iraniano (soleimani…non a caso poi fatto fuori dagli ameri-cani con sistemi da gangster) riuscì fortunatamente a convincerli che non tutte le speranze erano perdute …allora i generali russi capirono che forse era il caso di rischiare un po in cambio anche di qualche base nel mediterraneo.
    Mentre il “geniale” Lavrov è intento a scrivere filastrocche (“intendiamo trasformare i nemici in neutrali, i neutrali in amici, gli amici in partner ….” o qualcosa del genere) gli altri , meno poetici di Lavrov, gli soffiano sotto il naso niente di meno che la bielorussia, poi si scatenano nel caucaso che diventa meta turistica dei terroristi che dicevano di aver distrutto e, cieliegina sulla torta, incendiano la residenza presidenziale del kirghizistan. Mi si dirà che do per perse battaglie che invece sono appena iniziate e che la lungimiranza russa sarà capace di capovolgere la situazione a loro favore…ma io non le do per perse …dico solo che l’orso russo finora o ha dormito sugli allori (e forse finalmente sta iniziando il lento doloroso risveglio dal letargo) oppure per parecchi anni è stato addormentato da qualche 5a colonna al suo interno che preferisce gli ameri-cani agli ucraini, ai bielorussi, ai siriani e via dicendo!
    Mi si dirà che la russia nel 2014 (golpe nazista in ucraina) non era pronta militarmente per fronteggiare la potenza planetaria americana….ma allora mi si dovrebbe spiegare come mai invece, a distanza di solo poco di più di una anno (settembre 2015) la debole russia riuscì velocemente a superare il gap e decise finalmente d’intervenire in siria in cui, a differenza che in ucraina, gli americani addirittura erano presenti con gli stivali sul terreno!.
    Mi si dirà, assieme al “poetico” Lavrov, che i russi non potevano intervenire contro il”popolo fraterno ucraino” e allora mi si dovrebbe spiegare perché sarebbe meno “fraterno” il popolo bielorusso per il quale Putin in persona ora non esclude (e meno male!) un intervento…forse io ho un po la fissa di quanto successo in ucraina ma , sapete, sono all’antica e non sopporto vedere nazisti che bruciano vive le persone o che impediscono a dei russi di parlare il russo! e poi, a parte le questioni morali, sono dell’idea che solo degli imbecilli alla Lavrov o dei venduti russi potevano non capire che l’ucraina era solo un primo pezzo di un mosaico reazionario molto più ampio e quindi era necessario suturare subito la ferita prima che dilagasse l’infezione.
    Ora, finalmente, gli ingenui russi e forse anche le 5e colonne del governo russo sembra che si stiano svegliando anche riguardo agli europei alla macron e alla merkel …c’è voluto che quelli prendessero a schiaffi la russia con quella porcheria montata in nome di un miserabile venduto di nome navalny e con l’altra porcheria di bloccare, su ordine americano, il nord stream 2!
    Ci sono volute decine, centinaia di migliaia di morti e di crimini da parte di nazisti e simili ma forse finalmente l’orso russo comincia a uscire dal letargo…speriamo solo che non sia troppo tardi!

  • Idea3online
    9 Ottobre 2020

    Ed ecco spiegato il Coronavirus, confusione globale, per non permettere al pollame di capire le strategie di attacco dello Zio Sam in tutto il mondo nel 2020, purtroppo gli esseri umani sono una massa fluida manipolabile dall’Elite. Ma l’Elite è una massa rigida, che verrà spezzata solo da Dio.

    • giulio
      9 Ottobre 2020

      anch’io credo in una qualche superiore entità creatrice ma non mi faccio illusioni che Dio intervenga a tirarci fuori dai guai… forse perché per Lui buoni o cattivi non fa differenza essendo il creatore di tutti.
      Insomma probabilmente Dio resta a guardare ma non interferisce…peccato che gli imperialisti dominanti anglo-sionisti non prendono esempio da Lui e invece interferiscono continuamente nella vita degli altri.

      • Kaius
        9 Ottobre 2020

        Dio crea solo i buoni.
        I malvagi vengono dal demonio,dal male e tocca ai buoni eliminarli.

        • giulio
          9 Ottobre 2020

          tutti gli uomini appena nati sono buoni perché creati da Dio che credo li ami anche quando diventano traviati dal male…così come fa qualsiasi madre nei confronti di un figlio anche quando quel figlio , per tutti gli altri, è un malvagio!
          Per questo, forse, Dio non interviene nelle faccende umane neppure se vede che prevalgono i suoi figli cattivi.
          Vabbè…mi sono abbandonato a un intermezzo religioso ma adesso cambiamo argomento anche se prendo spunto da questa questione dei buoni e cattivi.
          Nelle vicende umane dominano da sempre i conflitti e ognuna delle parti ritiene di essere il buono! I gangster ameri-cani , anche nei loro film hollywoodiani, amano rappresentarsi sempre come dei “buoni” portatori di pace e democrazia…ma dentro di loro sanno benissimo di essere solo degli imperialisti…ma questo non li turba affatto perché il motore delle vicende umane e della storia è la conflittualità e ogni parte in conflitto deve necessariamente puntare a sopraffare e vincere l’altra anche con la forza delle armi.
          Anche dall’altra parte ci sono quelli che ritengono di essere “i buoni” e si oppongono con le armi al “cattivo” imperialista salvo poi diventare loro stessi “imperialisti”.
          Allora penso si possa dire che il “buono” è chiunque in un certo momento ci appare più debole e vittima delle prepotenze altrui…. e quindi, è giusto schierarsi con lui purché la sua lotta ci appaia più giusta di quella del cattivo contro cui si batte.
          Ad es. l’Iran è un paese teocratico che a molti potrebbe far storcere il naso però è il “debole” che si batte per la sua libertà contro un prepotente che pretende di assoggettarlo ai suoi programmi e interessi…quindi considero l’Iran il “buono” del momento anche se in futuro potrebbe diventare esso stesso uno stato imperialista.
          Perciò non condivido la tesi anche di qualche noto intellettuale di provenienza marxista (ma che ha da tempo abbandonato – non ripudiato – il marxismo) secondo cui non bisogna abbandonarsi a “giudizi morali” su questo o quell’altro attore storico perché è inevitabile che ognuno punta ad affermare la propria supremazia. Secondo me schierarsi contro l’imperialismo non può essere frutto solo di una scelta “politica” ma anche di una scelta “etica” …altrimenti si finisce con l’essere “comprensivi” anche verso il nazismo che, in fondo, era il “debole” che voleva reagire al prepotente del momento (inglesi). Quando due criminali si battono anche quello più debole è un criminale da ripudiare.
          Trump forse è più debole di Biden ma entrambi sono dei criminali e, quindi, si scannino pure tra di loro!
          Quando invece stalin e molotov fecero quel trattato di non belligeranza con i tedeschi di hitler, sebbene non si fecero scrupoli di trattare con un criminale, lo fecero per la superiore esigenza di guadagnare il tempo necessario per poter poi meglio affrontare la potenza tedesca e, quindi, salvare la debole russia … fecero quindi una scelta politicamente ma anche moralmente giusta e non trovo motivo di condannare quella decisione.
          Vabbè, chiudiamo anche questa divagazione che forse pochi condivideranno riguardo alla politica che secondo me deve avere anche uno sfondo “etico” e non solo “utilitaristico”!

  • giorgio
    9 Ottobre 2020

    Se gli anglo sionisti capiscono solo i metodi mutuati dal selvaggio west (chi spara per primo e ha una mira migliore ha ragione), la morale è che (come recita un vecchio detto popolare – chi di spada ferisce di spada perisce -) non resta altro che applicare su loro gli stessi metodi, senza remore di alcun genere, per capirci, non ero poi tanto velleitario quando scrivevo sui muri con lo spray “uccidere un’americano non è reato” …….. a differenza di tanti sinistri radical chic che servilmente avrebbero preferito “uccidere un fascista non è reato” …… ora scopertisi accaniti liberisti filo sionisti ……

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