Gli Stati Uniti hanno già perso la loro supremazia sul Medio Oriente e sull’Asia Occidentale

di Luciano Lago

I cambiamenti nello scenario internazionale si susseguono in forma rapida e mettono in evidenza la perdita della supremazia USA di fronte alla crescita dei nuovi poli di influenza.
Una delle aree strategiche dove questi cambiamenti risultano più evidenti è di sicuro quella del Medio Oriente dove l’equilibrio delle forze è decisamente cambiato.
Dopo le disastrose guerre di aggressione scatenate dagli Stati Uniti e dai loro alleati nella regione, dall’Iraq alla Siria e allo Yemen, alla Palestina, con il loro corollario di finte “rivoluzioni colorate” sobillate dalla mano di Washington, di Londra e dell’Arabia Saudita, i paesi della regione chiedono a gran voce il ritiro delle truppe di occupazione USA che non hanno più giustificazioni a rimanere in questa zona.
In particolare il ritiro immediato era stato chiesto in Iraq dal governo e Parlamento iracheno dopo l’omicidio effettuato del generale Soleimani a Baghdad dove fu ucciso lui e il vicecomandante delle forze Popolari irachene Abu al-Muhandis.

Omaggio al generale Soleimani (ucciso dagli amerikani) in Iraq


Dopo il rifiuto di Washington di abbandonare il paese, da quel momento le milizie sciite irachene hanno iniziato una tattica di guerriglia contro le forze USA, attaccando le basi USA con i razzi ed i convogli statunitensi in transito.
Un quadro simile si sta delineando anche in Siria dove, una volta ripreso il controllo della gran parte del paese, gli USA si sono installati nell’area nord est della Siria per presidiare il saccheggio delle risorse petrolifere presenti in quella zona e per sobillare altri tentativi di recrudescenza del terrorismo nel paese arabo, con l’arruolare ed armare mercenari e ribelli contro le forze governative. Anche in Siria le forze USA vivono però assediate e di continuo attaccate dai gruppi della resistenza che ne richiedono il ritiro dal paese. La presenza della Russia, nonchè delle forze alleate (Iran ed Hezbollah) garantisce la difesa del paese dagli artigli dell’imperialismo USA.

Base USA in Iraq colpita dalla resistenza

Un fattore importante è il ruolo giocato dall’Iran e il fallimento del tentativo di Washington di isolare ed assediare il paese persiano. Come era facile prevedere, l’accordo sottoscritto fra la Cina e l’Iran nel marzo di quest’anno, che prevede la cooperazione strategica di 25 anni tra l’Iran ricco di petrolio e la Cina che rivendica lo status di potenza mondiale, sta cambiando le regole del gioco non solo in Medio Oriente, ma anche in Asia.
Gli analisti internazionali non hanno mancato di osservare che, con questo accordo, la Cina sta creando un nuovo “tentacolo strategico” per gli Stati Uniti e i suoi alleati nella regione, che non mancherà di modificare gli attuali equilibri di forze.
Considerando che tale accordo implicherà necessariamente investimenti cinesi su larga scala (400 miliardi di dollari) nelle infrastrutture e nei settori industriale e petrolchimico dell’Iran, questo rappresenterà un grosso polmone economico e finanziario per l’economia del paese persiano. La nuova stretta cooperazione di Teheran con Pechino segna una svolta nella lunga campagna di pressione a cui il paese è stato sottoposto da parte degli USA e dei paesi occidentali con una serie di sanzioni paralizzanti che avevano fatto precipitare la sua economia e deprezzare la moneta del paese.

Accordo fra i cancellieri di Iran e Cina


La Cina rappresenta per l’Iran l’aggancio con una forte economia industriale che ha necessità di acquistare energia, petrolio e gas, mentre ha enormi potenzialità di investimento in infrastrutture e tecnologia avanzata per completare l’industrializzazione del paese.
Previsto nell’accordo anche il rafforzamento della cooperazione militare, già esistente, oltre alle capacità di intelligence e di prevenzione del terrorismo e collegherà strettamente l’Iran alla Belt and Road Initiative cinese come strumento di influenza globale, come è dichiarato nei piani cinesi e iraniani.
Entrambi i paesi, Iran e Cina hanno un nemico comune, gli Stati Uniti e la loro pretesa egemonica che crea provocazioni e problemi nell’area di interesse asiatica, nel Golfo Persico e nel Mar Cinese meridionale. In più l’Iran deve affrontare la minaccia continua di Israele che cerca di sabotare tutti i piani di sviluppo dell’Iran con sabotaggi sotto forma di cyber attacchi agli impianti nucleari, attacchi alle petroliere iraniane, eliminazioni mirate di scienziati e tecnici iraniani, operazioni di spionaggio e tentativi di infiltrazione interna di terroristi.

La Cina ha già iniziato a fornire all’Iran un supporto di intelligence per difendersi da questi attacchi, disponendo di una rete tecnologica di radar e apparecchiature elettroniche che sono all’avanguardia nel mondo.
Questa cooperazione avvantaggerà notevolmente le capacità di difesa iraniana e già si parla della fornitura di caccia intercettori multiruolo J-20 di fabbricazione cinese che sono apparecchi di ultima generazione e che possono modernizzare la forza aerea del paese persiano. Oltre a questo molte altre apparecchiature militari di cui la Cina dispone e che sono facilmente accessibili all’Iran per migliorare la sua capacità di difesa aerea e avvistamento radar.

Esercitazione navale fra Cina e Iran


Indirettamente la cooperazione Iran-Cina andrà ad avvantaggiare anche l’asse della resistenza formato da Siria-Hezbollah e milizie sciite in Iraq, questi ultimi che ricevono sostegno e armi dall’Iran e che sono impegnati a combattere contro le forze occupanti statunitensi.
Una più ampia e profonda cooperazione tra Cina e Iran, soprattutto nel contesto dei loro stretti legami con la Russia e le relazioni ostili di questo “trio” con gli Stati Uniti, ha un grande potenziale per modificare il panorama strategico regionale ma in definitiva segna il fallimento della strategia statunitense, proclamata dall’ex presidente Trump, di isolare l’Iran e renderlo un paria internazionale. Questo non solo non è avvenuto ma, paradossalmente, ha reso più forte l’antagonismo dell’Iran ed attualmente l’amministrazione USA è costretta a trattare per riprendere le fila dell’accordo nucleare da cui gli USA erano usciti unilateralmente.
Alla luce degli ultimi avvenimenti, l’Iran è in una posizione di forza e non ha fretta di giungere ad un accordo a tutti i costi e tanto meno di capitolare alle condizioni che Washington vorrebbe imporre, ovvero la riduzione dell’arsenale missilistico e revisione del supporto alle forze della resistenza.
La Siria è l’altro paese indirettamente interessato al rafforzamento iraniano, visto che l’Iran fornisce un aiuto importante nella lotta contro i gruppi terroristi e contro le aggressioni continue di Israele. Non c’è dubbio che l’Iran potrà fornire in Siria tecnologia avanzata cinese per contrastare gli attacchi aerei di Israele e le azioni di sabotaggio attivate dalla entità sionista sul territorio siriano, di cui sono spesso vittime anche le forze iraniane presenti nel paese.

A seguito di questi importanti sviluppi, Washington deve dire addio ai suoi progetti di egemonizzare e balcanizzare il Medio Oriente e prendere atto che il mondo è cambiato e non c’è più spazio per le pretese egemoniche della potenza americana.
Luciano Lago

2 Commenti
  • ARMIN
    Inserito alle 21:09h, 02 Giugno Rispondi

    Come volevasi dimostrare. I cosiddetti “padroni del vapore” o “padroni dell’universo” (HA HA HA HA HA HA HA HA!!!!!!!!!!!!!!!!)
    sono ridotti molto male.
    Hanno ancora l’arroganza, l’avidità e la criminalità degli antichi Puritani che massacrarono i Pellerosse,
    MA SONO PERDENTI. La JELLA li copa tutti..
    Auguri.

  • Eugenio Orso
    Inserito alle 00:45h, 03 Giugno Rispondi

    La soluzione di molti problemi nel mondo sarebbe una stretta alleanza tripartita. militare, nucleare, energetica e commerciale, con una moneta comune solo (ripeto, solo) per le transazioni commerciali e energetiche, abbandonando il dollaro (senza passare all’euro!), fra Russia, Cina e Iran, che possa dare protezione concreta e aiuti concreti, da parte di tutti e tre gli attori internazionali, in solido, ai paesi sovrani e ribelli che vogliono sfuggire alla morsa elitista, occidentaloide, finanziaria ed ebrea.

    Cari saluti

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