Gli Stati Uniti hanno dato all’Europa un segnale per non recarsi alla “Piattaforma di Crimea” – parere dell’esperto

SIMFEROPOL 28 luglio – RIA Novosti – Crimea. Il livello di rappresentanza degli Stati Uniti al vertice della cosiddetta “Piattaforma di Crimea” a Kiev da prova che Washington sta mandando un segnale ad altri leader mondiali di trascurare questo evento. Questa è l’opinione espressa dal direttore dell’Istituto ucraino di politica Ruslan Bortnik.

Come precedentemente riportato dai media, al prossimo vertice della Piattaforma di Crimea a Kiev in agosto, gli Stati Uniti saranno rappresentati dal ministro dei Trasporti Peter Buttidzic.

“Se traduciamo dal linguaggio diplomatico al linguaggio politico, l’assenza di Joe Biden, del vicepresidente Kamala Harris e di altre importanti figure politiche americane è un segnale per altri leader mondiali: “Non recatevi alla Piattaforma di Crimea”. Non ci sarà alcuna rappresentanza politica degli Stati Uniti alla Piattaforma di Crimea poiché Buttidzic non è un rappresentante della leadership politica degli Stati Uniti”, ha riferito Bortnik al canale televisivo “Nash”.

Secondo l’esperto, alla Piattaforma di Crimea Buttidzic non prenderà alcuna decisione importante, nemmeno firmerà accordi e perseguirà alcuna linea politica degli Stati Uniti:
“Questa è semplicemente pura formalità per far vedere che gli Stati Uniti non trascurano l’Ucraina, però non supportano l’iniziativa della leadership ucraina riguardo alla Piattaforma di Crimea. Da noi arriva una “figura decorativa”, che non deciderà nulla, non potrà, e non ne è tenuto”.
Bortnik ritiene inoltre che, rifiutandosi di delegare una figura di alto profilo politico al vertice di Kiev, Washington non voglia rovinare i rapporti con la Russia e interrompere il processo negoziale:
“Gli Stati Uniti non intendono irritare la Russia. Sta continuando il periodo di negoziazione semestrale tra gli Stati Uniti e la Federazione Russa. Andare alla Piattaforma di Crimea, oggi, in una certa misura è come mostrare il rifiuto a quegli accordi con la Russia che sono stati stipulati a Ginevra”.

La situazione intorno alla “Piattaforma di Crimea”, così come il livello insignificante di sostegno finanziario che gli Stati Uniti forniscono all’Ucraina in confronto a quello di Afghanistan, Pakistan, Israele o Egitto, nel suo complesso, indica che Washington non considera l’Ucraina una zona dei suoi interessi strategici.

“In questa situazione, siamo vantaggiosi agli Stati Uniti solo come strumento di comunicazione con la Russia. L’Ucraina è un attivo temporaneo, dove non ha senso investire più soldi, perché possono andar persi. Inoltre, personalmente, il presidente Volodymyr Zelensky non ha l’appoggio politico da parte di Biden. Questo suo rapporto col leader americano non cambierà nel prossimo futuro”, Bortnik ne è convinto.

Il progetto Piattaforma di Crimea mira a “restituire” la penisola all’Ucraina. L’intenzione di Kiev di creare una Piattaforma consultiva internazionale sulla questione della Crimea ha preso corpo nel giugno 2020. Il primo vertice è previsto per il 23 agosto.

Sebastopoli, Crimea

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha affermato che qualsiasi partecipazione di altri stati ai piani di Kiev, inclusa la “Piattaforma di Crimea”, sarà considerata dalla Russia come un diretto attentato alla sua integrità territoriale.

La Crimea è diventata una regione russa a seguito di un referendum tenutosi il 16 marzo 2014. Il 96,77% degli elettori della Repubblica autonoma di Crimea e il 95,6% di Sebastopoli hanno votato per l’ingresso della penisola nella Federazione Russa. Il 18 marzo 2014, il presidente Vladimir Putin ha firmato un accordo sulla formazione di nuovi soggetti all’interno della Federazione Russa: la Repubblica di Crimea e la città federale di Sebastopoli.

L’Ucraina, gli USA, l’Unione Europea non hanno riconosciuto lo status russo della penisola e hanno imposto sanzioni economiche e politiche contro la Federazione Russa. Contro la Crimea, in generale, e contro un certo numero di società e individui sono state imposte anche restrizioni commerciali e logistiche.

Fonte: https://m.crimea.ria.ru/politics/20210728/1119848792/SShA-dali-signal-Evrope-ne-ekhat-na-Krymskuyu-platformu–ekspert.html

Traduzione di Eliseo Bertolasi

1 Commento
  • eusebio
    Inserito alle 09:31h, 01 Agosto Rispondi

    La Russia è diventata il secondo fornitore di petrolio degli USA dopo il Canada e prima del Messico, mentre i sauditi sono scesi al quarto posto, segno che o i sauditi hanno meno petrolio di quello che dicono, e quindi la fornitura russa agli USA diventerà strutturale, oppure essendo la Cina diventata il loro primo cliente preferiscono non irritarlo.
    Comunque gli USA hanno un’inflazione ormai al 5% e devono diversificare i loro fornitori di materie prime per contenere i costi, anche perchè comunque grazie a Trump una parte della filiera industriale è stata riportata in patria e se gli yankee vogliono continuare a disaccoppiare la loro economia da quella cinese comunque hanno bisogno di diversi fornitori, e infatti mentre nel 2020 l’interscambio commerciale USA-Russia ha raggiunto i 23 miliardi di dollari nei primi 5 mesi del 2021 solo di petrolio russo gli USA ne hanno importato per circa 7 miliardi.
    Gli USA importano dalla Cina ancora un volume enorme di merci, solo nel 2020 per 550 miliardi di dollari, e ne importerebbero ancora di più se la Cina incorporasse Taiwan e diverrebbe pure il principale fornitore di microchip per gli USA, per cui la Russia comincia a diventare importante per gli yankee, e quindi abbandonano la costosa e rissosa Ucraina al suo destino, e lo stesso potrebbe accadere per gli stati baltici, tipo la Lituania verso cui la Bielorussia per vendicarsi della mancata estradizione della Tikanovskaja, a cui comunque stanno maltrattando il marito in carcere, ha diretto un flusso di migliaia di profughi irakeni yazidi che stanno mandando a gambe all’aria il governo lituano.
    Se i bielorussi riescono a far scappare la già scarsa popolazione lituana otterrebbero uno sbocco al mare a Klaipeda, mentre i russi potrebbero collegarsi via terra con l’oblast di Kaliningrad, prospera enclave marittima di un milione di abitanti.

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