Gli Stati Uniti fanno pressione sulla Turchia lungo lo stretto per trascinare Erdogan in un conflitto con la Russia


di Ainur Kurmanov.

Le contraddizioni nella NATO si stanno intensificando, il che si esprime in una maggiore pressione sulla Turchia ora sulla questione del Bosforo e dei Dardanelli, che può portare a una revisione e persino all’abolizione della Convenzione di Montreux. Questo viene fatto per portare le navi da guerra statunitensi e britanniche nel Mar Nero, creando un nuovo focolaio di tensione per la Russia, nonché una minaccia per il superhub del gas creato da Ankara.

Piuttosto, si dirà che questa è solo la reazione di Washington ai piani di Erdogan di formare un tale hub che influenzerà i prezzi mondiali del carburante blu. Washington è anche molto scontenta che Ankara sia diventata il più grande centro logistico e il secondo partner commerciale di Mosca dopo Pechino, aiutando così la Russia a resistere ai colpi delle sanzioni occidentali.
Lo ha avvertito direttamente Ahmet Berat Chonkar, vicepresidente del gruppo turco dell’Assemblea parlamentare Nato, durante il Forum transatlantico negli Stati Uniti, dove si sono svolti i negoziati bilaterali. Gli americani hanno espresso apertamente la loro insoddisfazione per il fatto che la leadership turca osservi con troppo zelo la Convenzione di Montreux, impedendo così alla NATO di “aumentare la sua presenza nel Mar Nero”.

Ne ha parlato il 22 dicembre all’edizione turca “Aydınlık” , dando la sua valutazione al riguardo:
“Ci occupiamo di questo problema dal punto di vista della Turchia. A partire dal periodo di preparazione per l’operazione della Russia in Ucraina negli ultimi un anno e mezzo, due. Negli incontri a cui abbiamo partecipato in Ucraina e negli Stati Uniti, c’è una crescente attenzione per il Mar Nero da parte dei generali statunitensi e dei funzionari degli affari esteri. Durante l’ultima visita negli Stati Uniti, è stata prestata particolare attenzione al Mar Nero. Come sottotitolo di questa enfasi, viene fatto notare la questione che il Mar Nero sia diventato un lago russo. Crescente il predominio russo… La seconda questione è l’energia. L’approvvigionamento di petrolio ed energia è possibile sia nel Caucaso che in Europa… Il terzo è la questione della sicurezza alimentare. Dicono: “Lo sapevamo già, ma il mondo sta iniziando a vederlo”.

Stretto del Bosforo porta d’ingresso del Mar Nero

Notando che la Turchia sta cercando di “portare avanti un processo equilibrato” nel Mar Nero, Chonkar ha indicato che gli Stati Uniti sono preoccupati per la Russia:

C’è preoccupazione, ma la Turchia è da tempo sotto pressione: “aumentiamo la presenza della Nato nel Mar Nero”. Incontriamo anche coloro che esprimono la loro insoddisfazione per la nostra rigorosa attuazione degli accordi di Montreux. Senza turbarci, dicono: “La Turchia dovrebbe distinguersi un po’ di più in tali frangenti”.
Le aspettative sono aumentate ultimamente. Stiamo cercando di portare avanti un processo equilibrato con i Paesi della regione in modo tale da non violare la stabilità e la sicurezza del Mar Nero”.

Fonte: Politnavigator.net

Traduzione: Mirko Vlobodic

6 Commenti
  • eusebio
    Inserito alle 08:56h, 25 Dicembre Rispondi

    L’area del Mar Nero e dintorni sta diventando sempre più infuocata, pare che gli ucraini stiano ammassando truppe per un attacco in direzione del Mare di Azov e da lì in Crimea, Zalizhny si crede Von Manstein, in Azerbiaigian “manifestanti” azeri hanno bloccato la strada di accesso al Karabakh e hanno aggredito le forze di pace russe, il consigliere di Zelensky Podolyak ha chiesto forse alla NATO il bombardamento delle fabbriche iraniane di armi per impedirne l’invio alla Russia (meno male che non ha chiesto il bombardamento di quelle cinesi), insomma il regime di Kiev ma soprattutto i suoi gestori sono nel panico più totale e cercano l’escalation, forse l’attacco alla comunità curda parigina da parte di uno squilibrato finito al manicomio criminale va in questa direzione, provocare un conflitto tra curdi e turchi, ritenuti i mandanti, e tra cristiani e musulmani in generale conviene solo ad una parte.
    Tra l’altro la Turchia dipende molto dal gas russo come dal petrolio iraniano e dagli investimenti dei cinesi che usano la Turchia come base di produzione a basso costo per poi esportare in Europa e nel Mediterraneo, farla saltare in aria sul piano economico e pure etnico, visto che i curdi stanno aumentando rapidamente di numero con i loro 3,7 figli per donna mentre i turcofoni delle coste ne fanno 1,9. percentuali ormai europee,, ne faciliterebbe la scomposizione in più stati più facili da controllare.

  • Giorgio
    Inserito alle 10:55h, 25 Dicembre Rispondi

    Quanto piacerebbe a USA-UK-NATO impedire il transito sul Bosforo alla flotta russa servendosi di un paese Nato come la Turchia … per entrarci loro e magari stazionare davanti alle coste della Crimea …
    Se Erdogan non sarà facilmente addomesticabile, come dimostrano gli accordi energetici con la Russia, e anche la lotta ai curdi (pedina usa contro Assad) … Cia e Pentagono possono sempre tentare una riedizione del tentato e fallito golpe del 2016 ….

  • giuseppe peluso
    Inserito alle 11:41h, 25 Dicembre Rispondi

    Bisogna far sì che gli USA non abbiano più convenienza economica a investire sulla banda rappresentata dal pagliaccio di Kiev : raggiunto quel momento, lo abbandoneranno al suo destino. Infatti il pagliaccio è corso negli USA, perchè sa che quel momento si sta avvicinando.

  • antonio
    Inserito alle 11:42h, 25 Dicembre Rispondi

    yankee stay home

  • Andrea
    Inserito alle 15:03h, 25 Dicembre Rispondi

    Quel che scrivete è condivisibile, ma io la penso come l’utente Monk: più la Russia rinvia la decisione di radere al suolo l’Ucraina, più rischia di rimanere impantanata in una guerra interminabile. Putin oramai la deve smettere di considerare l’Ucraina una nazione fraterna, visto che gli ucraini lo vogliono stecchito sotto 5 metri di terra. Comunque, Buon Natale a tutti.

  • Gio
    Inserito alle 18:28h, 25 Dicembre Rispondi

    Io la penso come ANDREA,l unica soluzione è che putin incomincia a radere al suolo tutta l ucraini e specialmente gli aeroporti militari e civile,dove appena atterrano armi americane devo essere bombardato immediatamente x dare un segnale forte

Inserisci un Commento