GLI STATI UNITI DISINFORMANO LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE SULLA SITUAZIONE IN SIRIA

Gli Stati Uniti e i loro alleati continuano a disinformare la comunità internazionale sulla situazione in Siria, il che ostacola il processo di ritorno dei cittadini siriani nella loro patria, secondo una dichiarazione congiunta del quartier generale del coordinamento tra Russia e Siria.
“Il governo siriano sta svolgendo un lavoro colossale per stabilire una vita pacifica nel paese. Le agenzie delle Nazioni Unite hanno riconosciuto la conformità delle condizioni di residenza create per i cittadini di ritorno con le norme umanitarie internazionali. Tuttavia, gli Stati Uniti e i loro alleati continuano a disinformare la comunità internazionale sulla situazione nella Repubblica Araba di Siria (RAS) ”, si legge nella dichiarazione.

Come notato, tali azioni da parte degli Stati Uniti impediscono il ritorno dei siriani nella loro patria. La dichiarazione sottolinea inoltre che, al fine di giustificare la legittimità della loro presenza militare nella RAS e di mantenere ulteriormente il controllo sui giacimenti petroliferi, le autorità statunitensi stanno cercando di mantenere i focolai di tensione in Siria con ogni mezzo possibile.

Secondo i dati di Mikhail Mizintsev, capo del centro di difesa nazionale della Federazione Russa, e di Hussein Makhluf, ministro dell’Amministrazione comunale ed ecologia della Siria, il problema del campo profughi “Rukban” nella zona di 55 chilometri di Et-Tanf, occupato dagli Stati Uniti, rimane acuto. La situazione rimane critica anche nel campo profughi di Al-Khol nella provincia di Al-Hasakah.

Campo profughi di Rubkan sotto gestione USA

Riteniamo che sia necessario sottolineare che una parte della responsabilità per questo stato di cose è a carico di quei paesi europei che si rifiutano di portare via i propri cittadini che hanno combattuto dalla parte dell’ISIS, con tutto il coinvolgimento dei paesi europei e non riconoscendo l’errore ”, – si legge nella dichiarazione.

Inoltre, le parti hanno sottolineato il gran numero di ordigni esplosivi improvvisati, trappole esplosive e altri rischi esplosivi lasciati dai miliziani a Raqqa, invitando la comunità internazionale a partecipare allo sminamento umanitario.

Nota:
I paesi europei continuano a mantenere il blocco degli aiuti e le sanzioni contro la Siria, pregiudicando ulteriormente le condizioni di ripresa della vita civile nel paese arabo.
Sembra che ci sia una precisa volontà, da parte dei paesi europei, di creare difficoltà e sofferenze alla popolazione siriana già duramente provata da oltre otto anni di conflitto. Questo accade nonostante siano gli stessi governi europei che si riempiono la bocca nel parlare di “diritti umani” in ogni occasione. Rimane evidente che i “diritti umani” non sono compatibili con quelle popolazioni che si trovano in contrasto con gli interessi dei paesi occidentali, come accade in Siria, nello Yemen ed in altri paesi.

Traduzione e nota: Luciano Lago

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