Gli Stati Uniti devono affrontare tempi interessanti

di James O’Neill (*)

Non importa chi vincerà le elezioni che si sono tenute negli Stati Uniti martedì 3 novembre e dall’esito ancora incerto. Le lezioni apprese dall’era post-seconda guerra mondiale rivelano una serie di cose, ma la prima di queste è che, indipendentemente da chi detiene lo Studio Ovale, la politica degli Stati Uniti rimane sostanzialmente invariata.

L’unico presidente che ha mostrato alcuni segni di allontanamento da quella politica, John Kennedy, fu ucciso prima che potesse attuare pienamente ciò che percepiva come cambiamenti essenziali. Questi includevano il ritiro dalla guerra del Vietnam. La morte di Kennedy, tra le altre cose, prolungò quella guerra per altri 12 anni.

Da allora, indipendentemente da chi abbia ricoperto la carica nominale di capo degli Stati Uniti, la politica estera USA è rimasta la stessa. È vero che l’incumbent negli ultimi quattro anni, Donald Trump, non ha iniziato nessuna nuova guerra. Ma è solo questione di definizione. Potrebbe non aver iniziato nessuna nuova guerra di tiro, ma non ha nemmeno terminato nessuna iniziata dai suoi predecessori. Anzi ne ha incrementato l’intensità.

Molto dipende anche dalla parola “guerra”. Probabilmente è vero che non ha iniziato nessuna nuova guerra a fuoco, ma ha condotto una campagna implacabile contro, ad esempio, Venezuela e Iran, una guerra ibrida fatta di sanzioni ed embargo economico.

Nel caso del Venezuela, lui, il presidente Donald Trump (insieme a un certo numero di leader occidentali) ha riconosciuto che l’autoproclamato Juan Guaido è il presidente del Venezuela. Questo nonostante il fatto che Guaido non si sia mai presentato alla carica alle ultime elezioni generali.

La guerra americana all’Iran è stata condotta senza sosta, nonostante l’Iran non abbia fatto nulla per violare i termini dell’accordo raggiunto con il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il fatto che gli Stati Uniti abbiano totalmente ignorato il diritto internazionale in questo caso è una visione rivelatrice di come gli Stati Uniti considerano i propri obblighi ai sensi dei trattati internazionalmente riconosciuti.

Trump all’ONU

Gli Stati Uniti sono rimasti nelle Nazioni Unite nonostante si siano ritirati da una moltitudine di altri organismi internazionali negli ultimi anni. Questo non perché accettano l’autorità delle Nazioni Unite o di uno dei suoi organi. Il fatto che gli Stati Uniti semplicemente ignorino del tutto le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che gli USA disapprovano, è probabilmente la ragione principale per cui gli Stati Uniti rimangono nel’organismo. Gli USA non hanno subito sanzioni a causa del loro palese disprezzo per l’autorità di tale organismo.

Una delle cose interessanti che sta emergendo dall’attuale corsa presidenziale degli Stati Uniti è il fatto che sia la Cina che la Russia sono ora ufficialmente designate come nazioni nemiche. Ci sono alcune finte differenze tra le due parti su questo tema, ma si può tranquillamente presumere che, indipendentemente da chi entrerà in carica nel gennaio 2021, la politica di entrambe le parti sarà identica, o così simile da non fare la differenza.

La ragione di questo risale al punto precedente. Gli Stati Uniti si sono visti come l’unico arbitro della politica mondiale dal 1945. Questa è stata costretta a subire alcuni cambiamenti nel tempo, ma la posizione essenziale rimane immutata. L’unica soluzione accettabile per la leadership di Washington è quella che siano gli Stati Uniti a dettarne i termini.

Non è più così da almeno un decennio. Gli USA sono stati superati economicamente dalla Cina e militarmente dalla Russia. Gli Stati Uniti non l’hanno accettata e probabilmente non accetteranno questa realtà. Da qui la loro lotta ormai sfrenata per la guerra con altri mezzi contro entrambi i paesi.

USA-Cina Guerra comemrciale ibrida

Questa è di gran lunga la migliore spiegazione per comprendere l’improvviso aumento dei combattimenti in una serie di nazioni dell’Asia centrale, dalla Bielorussia ai confini della Russia nel Caucaso, fino all’Asia occidentale con i problemi che fermentano alacremente nelle diverse aree importanti per la Cina, tra cui il Mar Cinese meridionale, Taiwan e i problemi non sono limitati alla provincia occidentale dello Xinjiang.

Questi fermenti non sono una coincidenza. Rappresentano uno sforzo deciso degli Stati Uniti e dei loro alleati per combattere una guerra con altri mezzi. I recenti attacchi in Iran sono un classico esempio di questo punto. Il fatto che l’Iran sia stato attaccato nonostante i recenti importanti accordi di sviluppo da ultimo conclusi con Russia e Cina è una misura di quanto seriamente gli Stati Uniti considerino la situazione.

L’Iran è anche uno dei principali firmatari dell’iniziativa cinese Belt and Road. È significativo che gli Stati Uniti, insieme ad Australia, Giappone e India, nessuno dei quali si è impegnato nella BRI, abbia recentemente tenuto un incontro per tracciare il proprio ruolo. Non si sta dimostrando un successo incondizionato come ha recentemente sottolineato lo scrittore indiano MK Bhadrakumar.

Gli Stati Uniti stanno facendo ogni sorta di proposte e pressioni rassicuranti sulle altre tre nazioni, anche se queste dovrebbero essere alla fine ingenue per accettare di diventare partner alla pari degli Stati Uniti in una simile alleanza. Alla fine anche questo è interpretato al meglio come l’ennesimo tentativo degli Stati Uniti di organizzare il mondo sotto la propria luce.

Isole contese nel mare sud della Cina

Quanto sopra non impedirà agli Stati Uniti di tentare di persuadere quei paesi ad unirsi alla loro visione di una campagna anti-Cina. La posizione dell’Australia è particolarmente interessante qui. La Cina è di gran lunga il suo principale partner commerciale, sebbene le recenti mosse cinesi contro le principali esportazioni australiane di vino, carne bovina e minerale di ferro stiano intaccando tale posizione. L’Australia al momento non sa quale dovrebbe essere la sua risposta appropriata.

È un detto ed una maledizione cinese dire che si dovrebbe vivere in tempi interessanti. Questo vale moltissimo al giorno d’oggi.

*James O’Neill, un ex Barrister at Law (avvocato) e analista internazionale, residente in Australia, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook” (Fonte).

Traduzione: Luciano Lago

6 Commenti

  • Farouq
    5 Novembre 2020

    Hanno devastato mezzo mondo
    Le anime dei morti massacrati da loro molto probabilmente circolano negli Stati Uniti

    È terra maledetta dai morti e da molti viventi

    • Sandro
      6 Novembre 2020

      No, non è una terra maledetta, ma una stirpe maledetta che l’ ha dilaniata. Stirpe talmente nefasta che risulta sia stata allontanata persino dalla propria terra d’origine. Gli inglesi, infatti, non vedono di “buon occhio” i loro “cugini”.

      Era una terra idilliaca e, sotto certi aspetti ancora lo è. Anche se non apprezzi la musica sinfonica, ti invito ad ascoltare la sinfonia n.9 op. 95 di A. Dvorak. chiamata anche “dal nuovo mondo” L’autore, intorno al 1800, rimase stupefatto dalla bellezza di tale territori che gli dedicò l’ opera di cui sopra per magnificarne i meriti.

      La sinfonia, che è facilmente orecchiabile, ti conduce in uno stato di quiete e serenità che percepì l’autore nel visitare le Americhe.

      • Farouq
        6 Novembre 2020

        Non ho dubbi che terra di Dio non è mai maledetta, mi sarò espresso male, potrei dire che gira una maledizione quelle parti

        Poi siamo tutti di di passaggio sulla terra, quante civiltà sono scomparse? non vedo un motivo per cui quelli rimangono su quella bellissima terra fino al giorno del giudizio

        Per la sinfonia darò un occhiata, grazie per il consiglio

  • atlas
    5 Novembre 2020

    “NOTIZIE BOMBA DAGLI USA!
    Nessuno sapeva che nei seggi erano presenti infiltrati con telecamere negli occhiali e nessuno era al corrente che le schede buone hanno innesti di isotopi di dimensione manometrica, e sono rintracciabili via satellite una per una.
    Quelle usate per truffa “voto postale” sono state fatte in Cina.
    Esiste la tecnologia e la possibilità per eliminare dal conteggio tutte le schede contraffatte. Trump alla fine avrà pure la maggioranza al senato e alla camera.
    Gli Stati truffaldini hanno usato e inviato a casa schede stampate all’estero non distinguendole da quelle fatte stampare dagli uffici federali.
    Quindi si capisce perchè Trump ha detto a tutti i suoi di andare a votare in presenza fisica e perchè la Suprema Corte, a maggioranza repubblicana 5 a 3, votò 4 a 4 (il presidente votò con i 3 Dem) per far adottare il voto a distanza.
    Chi ha partecipato ai brogli rischia 20 anni di carcere perchè le schede vengono dalla Cina e il reato ha profilo federale.
    Arresti fin da questa mattina.
    Gianmarco Landi sta preparando un articolo a riguardo che verrà pubblicato domani.”

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