Gli Stati Uniti chiudono alcune basi in Iraq dopo aver subito attacchi dalle forze di resistenza

Come prima replica degli attacchi subiti dalla base americana ad Al-Tayi, la cosiddetta coalizione anti-ISIL (Daesh, in arabo) afferma che chiuderà “alcune basi” in Iraq.

Il comando delle operazioni congiunte in Iraq ha confermato sabato che 33 missili hanno colpito le vicinanze della base occupata dalle forze della coalizione, guidate dagli Stati Uniti, essendo questo il secondo attacco lanciato contro la stessa base in una settimana. L’attacco precedente risale a Mercoledì. Gli attacchi, in totale, avevano ucciso due militari americani e uno britannico, oltre a lasciare decine di feriti. L’Iraq è divenuto un paese troppo rischioso per la sicurezza delle truppe statunitensi dopo che gli USA hanno assassinato in Gennaio il generale Soleimani e il vice comandante delle Unità di Mobilitazione Popolare irachene, Abu Mahdi al-Muhandis, presso l’aeroporto di Baghdad.

In una dichiarazione rilasciata lunedì, un portavoce della cosiddetta coalizione anti-ISIS ha annunciato la decisione di “chiudere alcune delle basi militari più piccole” che gli Stati Uniti hanno sul suolo iracheno.

Sebbene l’annuncio sia stato fatto dopo gli attacchi, rivendicato da un gruppo iracheno chiamato Osbat al-Saerin (Gruppo Vendicatori) , la coalizione cerca di sminuire la misura, affermando che la decisione è stata adottata a seguito dei “successi” che il Forze irachene hanno riportato contro i terroristi di Daesh.

“A seguito dei successi delle forze di sicurezza irachene nella loro lotta contro Daesh, la coalizione sta riposizionando le truppe da alcune basi più piccole” , ha detto il portavoce, citato anonimamente dalla rete statunitense CNN .

Il membro della coalizione anti-ISIS ha aggiunto che le basi evacuate saranno nuovamente sotto il controllo delle forze irachene, mentre gli Stati Uniti continueranno a “offrire consigli” nella lotta di Baghdad contro gli estremisti del Takfiri da basi ancora sotto il controllo di Washington e dei suoi alleati.

Sebbene sia noto che l’Iraq non è più sicuro per gli occupanti e gli aggressori stranieri, i migliori comandanti della coalizione assicurano che il piano per il trasferimento delle truppe è stato deciso “da mesi” e che non ha riferimento con i recenti attacchi alle truppe americane, secondo la CNN .

I recenti attacchi missilistici sono una risposta agli attacchi lanciati dagli Stati Uniti abbastanza frequenti contro l’ esercito iracheno, la polizia federale e le unità popolari di mobilitazione (UMP o Al-Hashad Al-Shabi, in arabo). Diversi parlamentari arabi concordano sul fatto che i bombardamenti contro le loro forze di sicurezza sono di fatto “una dichiarazione di guerra” .

Le lotte tra forze straniere occupanti e quelle irachene, avvenute nei giorni scorsi, hanno esacerbato la situazione, al punto che le attività consolari statunitensi nel paese arabo sono stati ridotti al minimo.

Forze di mobilitazione popolare irachene

Le forze di mobilitazione popolare, un corpo militare integrato ufficialmente nelle forze armate irachene, sono, di fatto, una pietra nelle scarpe degli americani, poiché queste forze stanno neutralizzando le trame di Washington in Iraq.

Ad esempio è stato più volte denunciato che gli americani, nel loro abituale doppio gioco, sostengono di nascosto i terroristi del Daesh per giustificare la presenza delle loro truppe in quel paese ricco di riserve di petrolio.


Nota: Il generale Soleimani e il comandante Abu Mahdi erano i due capi militari che nel paese hanno sconfitto il Daesh e liberato le zone occupate dai terroristi. Per questo motivo sono stati uccisi dagli USA in quanto avevano fatto fallire il piano di smembramento del paese che Washington aveva predisposto in Iraq. L’Iraq ha richiesto, con decisione del Parlamento iracheno, il ritiro delle forze USA dal paese ma Washington ha risposto in modo negativo a tale richiesta.

Fonte: Hispantv

Traduzione e nota: Luciano Lago

1 commento

  • ouralphe
    19 Marzo 2020

    La dottrina militare americana non prevede la reazione del Nemico. Se il Nemico reagisce. provocando carichi di morti , la dottrina implode. Non è una boutade, basta ricordare le esercitazioni di qualche anno fa nel Golfo Persico. Disastrose.

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