Gli israeliani hanno “picchiato fantasmi” al confine libanese nel pomeriggio del 27 luglio 2020

Un’indagine preliminare su quello che era stato presentato come uno scambio di artiglieria il 27 luglio 2020 vicino al territorio conteso delle fattorie di Chabaa ha concluso che gli israeliani avevano bombardato con artiglieria e bombardato con aerei un’area in cui non lo era. non vi è stata alcuna attività ostile e tanto meno la presenza dei combattenti libanesi di Hezbollah, come riportato dai media. In altre parole, gli israeliani hanno bombardato fantasmi sul confine libanese.

L’uso di artiglieria, droni e aerei da combattimento da parte israeliana vicino alle fattorie Chabaa contro un fantasma o un avversario inesistente indicano un grave fallimento dell’intelligence militare israeliana, che non riesce ancora a discernere cosa c’è di sbagliato in esso. in realtà passa a pochi chilometri dalle sue basi in un paese fortemente colpito da una crisi economica e sociale oltre al grigio sanitario indotto da COVID-19.

Questo incidente indica anche senza dubbio il grado di panico e diciamolo senza mezzi termini, isteria collettiva, all’interno di organizzazioni dotate di tutti gli strumenti necessari per controllare l’ambiente di combattimento e il flusso di informazioni ad esso correlate. . Il movimento politico-militare libanese di Hezbollah affascina e terrorizza sia gli strateghi e i leader israeliani sia gli autori di scambi fittizi di artiglieria del pomeriggio del 27 luglio 2020, dimostrando che questo movimento politico-militare, giocando un ruolo politico in Il Libano, è riuscito a inoculare una forma di isteria collettiva fino al più alto livello del processo decisionale in Israele e a far passare le mani sulla guerra psicologica e dell’informazione nel suo stallo permanente con Tel Aviv.

Infine, questo incidente dimostra che gli israeliani non hanno il controllo su quello che chiamano il “Fronte del Nord” e temono l’infiltrazione di unità (e non elementi) di Hezbollah all’interno di aree sotto il controllo israeliano. dove mobilitano tutti i loro mezzi disponibili alla cieca, come è avvenuto il 27 luglio 2020. Questa mancanza di discernimento (assenza di dati sugli obiettivi, ignoranza del tipo e della natura della minaccia) e l’assenza di l’economia dei mezzi (la mobilitazione e l’uso di aerei da combattimento, unità di artiglieria e droni ha un impatto finanziario significativo) danno al mondo un’immagine degradata aggiuntiva di Israele dopo la grave crisi politica che l’ha scossa da allora mesi.

Hezbollah reparto

Un editoriale arabo non si è sbagliato a evocare il sorprendente contrasto tra Israele degli anni ’80 che non ha esitato ad occupare una capitale araba (Beirut nel 1982) per le inezie e Israele degli anni ’20 che si fa prendere dal panico e trema al minimo movimento di fogliame al confine libanese di fronte a un attore non statale e senza aviazione o marina.

Dopo quasi dieci anni di guerra in Siria, dove Hezbollah ha dispiegato unità d’élite nell’esercito siriano, gli israeliani hanno appena realizzato che questa guerra in cui sono i principali protagonisti non ha indebolito Hezbollah ma ha rafforzato le sue capacità tattiche e strategiche e in particolare di manovrare su un fronte allargato che varia tra 200 e 500 chilometri adattando la sua logistica.

Guardia Hezbollah in Libano

Nonostante le difficoltà economiche estreme (fallimento del Libano e interferenze regionali sulla componente politica interna volta ad escludere Hezbollah dal campo politico), Hezbollah ha soprattutto acquisito una straordinaria capacità di intelligence militare molto più grande di quella degli israeliani, che sembra in declino per quanto riguarda la qualità della vigilanza. Ciò che è accaduto questo pomeriggio del 27 luglio 2020 è quindi una innegabile vittoria psicologica per Hezbollah che è riuscita a destabilizzare il personale e la leadership israeliani e li ha portati a mobilitare forze e aprire il fuoco. senza muovere un dito. Questa è anche l’arte della guerra.

fonte: Strategika51.org/

traduzione: Sergei Leonov

4 Commenti

  • antonio
    30 Luglio 2020

    al primi posti degli stati canaglia pare ci sia proprio la Palestina ebrea

  • Thor
    31 Luglio 2020

    lo “stato” canaglia per eccellenza è l’abusiva entità sionista!

  • eusebio
    31 Luglio 2020

    Nell’entità sionista in questi giorni la pandemia sta colpendo duro, gli infetti sono oltre 40000 e i morti sarebbero oltre 400, oltre alla grave crisi economica che ne deriva.
    Se si considera che l’entità dei nasi a becco economicamente non produce niente ma è sostenuta dagli USA che sono messi pure peggio, con un crollo del PIL nell’ultimo trimestre di oltre il 30%, ecco che il panico è totale.
    Il grande golem dei kippaioli è in via di dissoluzione, i nemici nei dintorni sono milioni, milioni di miliziani palestinesi, soldati siriani, miliziani sciiti libanesi, iraniani, irakeni, tutti con la bava alla bocca e il coltello tra i denti.
    La situazione di stress pre-traumatico collettivo è massima, quella da stress post-traumatico infinitamente peggio.

  • Giorgio
    31 Luglio 2020

    Condivido totalmente la precisa analisi del sig. Eusebio

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