"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Gli attentati a Londra rilanciano la psicosi del terrorismo

di Luciano Lago

“Terrorismo islamico”: è questa la pista principale seguita dagli inquirenti britannici, dopo l’attentato di ieri al Parlamento britannico, nel giorno del primo anniversario della strage di Bruxelles. Nella notte la polizia di Londra ha aggiornato il bilancio: cinque persone sono morte e almeno 40 sono rimaste ferite, tra cui un’italiana. L’attacco è stato compiuto da un uomo vestito di nero, che ha lanciato un suv contro la folla sul ponte di Westminster, di fronte al Big Ben, prima di pugnalare a morte un agente di polizia per poter fare irruzione in Parlamento. L’aggressore, armato di due coltelli, è stato ucciso da un altro poliziotto in borghese. (Aska News)

Dopo le prime incertezze e scambi di persona, è stata rivelata l’identità dell’attentatore: Khalid Masood, 52 anni, originario del Kent, era conosciuto dalle forze dell’ordine. Anche se non era mai stato collegato al terrorismo islamico, Masood era stato già arrestato per aggressione, possesso illegale di armi e altri reati.

Questi i fatti raccontati da tutti i media occidentali hanno causato le abituali reazioni di condanna dell’episodio ed i “fermi propositi” delle autorità di governo, a partire dalla premier britannica Theresa May la quale ha dichiarato che “…ogni tentativo di attentare ai nostri valori, alla nostra libertà, alla nostra democrazia, è destinato al fallimento. Non permetteremo alle voci della violenza di sconfiggerci”, ha detto la premier britannica Theresa May.

Quello che non è stato messo in evidenza dai media europei è il fatto che, poco tempo prima, il premier turco, Recepiti Erdogan, aveva dichiarato pubblicamente che “i cittadini della UE già non potranno essere sicuri per causa del cattivo trattamento che il blocco europeo ha mantenuto con la Turchia ..”, dichiarazione questa che è stata interpretata da alcuni come un invito aperto agli elementi turchi che vivono in Europa a realizzare attacchi terroristici contro obiettivi delle Istituzioni europee.

Queste dichiarazioni non erano passate inosservate tanto che le autorità europee avevano proceduto a convocare l’ambasciatore turco presso Bruxelles per chiedere “spiegazioni” circa questi commenti che erano stati qualificati come “specifici” dalla portavoce della UE per le questioni estere, Maja Kocijancic.
Da notare che le dichiarazioni di Erdogan erano arrivate poche ore prima che un terrorista islamico arrivasse al colpire il cuore della capitale britannica uccidendo 5 persone all’esterno del Parlamento Britannico. Sarà questa soltanto una coincidenza?

Rispetto al rischio che queste dichiarazioni di Erdogan potessero suscitare attacchi terroristici da parte di eventuali “cellule dormienti” in Europa, i funzionari di Bruxelles si erano mostrati reticenti ed avevano affermato che “era troppo presto per fare valutazioni in merito”.
La portavoce in capo della Commissione Europea, Margaritis Schinas, ha segnalato che, dopo un avvenimento tragico come l’attentato di Londra, ” bisogna essere molto cauti nell’esprimere giudizi di valore, commenti o generalizzazioni su un punto tanto sensibili”.

Come è noto, le relazioni tra la UE ed il governo di Ankara si erano notevolmente deteriorate dopo che il governo olandese aveva proibito alla ministra turca per la Famiglia e Politica Sociale di tenere un incontro con i cittadini turchi residenti nel paese, in relazione al referendum costituzionale che si terrà in Turchia circa l’aumento dei poteri per il Presidente.
In pratica i governi europei che non si vogliono piegare alle direttive di Erdogan devono considerare i loro cittadini a rischio.

Questi attentati sono serviti ancora una volta a diffondere la psicosi del terrorismo che rende possibile l’emamazione di quei provvedimenti eccezionali che in una situazione normale non sarebbe possibile adottare (in Francia siamo alla quinta proroga dello “stato d’eccezione”).

La questione paradossale è quella che, proprio i paesi europei (Gran Bretagna e Francia) che più si sono adoperati per sostenere ed utilizzare il terrorismo jihadista per i loro fini geopolitici, come per il rovesciamento di regimi considerati ostili ai propri interessi (vedi la Libia di Gheddafi, vedi la Siria di Al-Assad), oggi si trovano nel mirino dei terroristi islamici, che siano autoctoni o importati. Questo induce a pensare se il mostro creato dall’Occidente, in stretta collaborazione con l’Arabia Saudita, sia una creatura tipo “Frankestein” che oggi morde la stessa mano di chi lo ha alimentato.

La domanda insistente che circola fra gli osservatori è quella di capire a chi porti vantaggio la strategia del terrore che viene incrementata da questi fenomeni in una fase in cui molti paesi europei i trovano sotto elezioni e la Gran Bretagna affronta la delicata transizione del Brexit. Ricorre il solito vecchio interrogativo: “cui prodest”?

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  1. Giorgio 9 mesi fa

    Aspetterei che depositasse la polvere per vedere chi resta con il cerino in mano.

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  2. Terry 9 mesi fa

    Strategia della tensione , stragi di stato . Termini molto in uso
    in Italia adesso si possono allargare a livello europeo .
    Fantapolitica ? Guardate bene come si usa volentieri lo stato
    poliziesco per arginare il fenomeno .
    Poi , esercitazioni militari regolarmente poco prima degli attentati ,
    segreti di stato sulle indagini , televisioni che spesso intervengono sul luogo
    magicamente poco prima degli attentati .
    È chiaro che tutta queste farse mediatiche servono per stringere ancora
    di più il popolo nella morsa dello stato di assedio poliziesco ,
    nel moltiplicare la videosorveglianza , e limitare sempre più le libertà dei cittadini .
    È tutto molto allucinante ? O forse è allucinante la realtà , il mondo-modo in cui viviamo ,
    il beversi tutte le frottole e idiozie che i mass media di regime elargiscono a ciclo continuo ?

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