Gli americani hanno oganizzato una forte provocazione vicino al ponte di Crimea (mai avvenuto prima)

L’aviazione americana e la marina hanno organizzato una provocazione vicino all’ingresso dello stretto di Kerch (Crimea)

Secondo risorse di monitoraggio aperte, sono stati individuati almeno tre aerei militari statunitensi che eseguivano complesse manovre vicino ai confini russi, alla penisola di Crimea e all’ingresso dello Stretto di Kerch. Lo scopo della provocazione non è ancora chiaro, tuttavia, in precedenza i voli degli aerei militari americani erano associati a tentativi di interrompere il funzionamento dei radar russi e dei sistemi di difesa aerea selezionando segnali di tale frequenza da passare inosservati per questi sistemi. 

Tra le altre cose, il cacciatorpediniere missilistico americano USS Porter, che potrebbe anche prendere parte alle provocazioni insieme all’aviazione americana, si trova anche vicino alle acque territoriali russe, in particolare velivoli antisommergibile e aerei da ricognizione elettronici sono stati visti nel cielo. la partecipazione di droni da ricognizione strategica statunitensi.

Al momento, il Ministero della Difesa russo non ha segnalato alcun sortita per scortare e intercettare aerei militari statunitensi, tuttavia, dai dati open source, non vi sono state violazioni dei confini dello spazio aereo.

Mappa Mar Nero e stretto di Kerch

Alcuni osservatori militari ritengono che le forze USA stiano testando la reazione delle difese russe sulla penisola in vista di eventuali azioni offensive che potrebbero essere condotte dalle forze ucraine con il sostegno degli USA e della NATO.
Non più tardi di ieri, il presidente ucraino Zelensky ha dichiarato che la Crimea dovrà tornare all’Ucraina, nel corso di un convegno di elementi tartari. Questo mentre esponenti della Rada ucraina hanno affermato la necessità di aprire le ostilità contro la Russia.
Al momento non ci sono dichiarazioni dalle autorità di Mosca. Fonte: Fonte: Avia Pro

Traduzione e sintesi : Sergei Leonov

3 Commenti

  • eusebio
    27 Giugno 2020

    Se questi vogliono la guerra l’avtranno, possono pure attaccare la Crimea e Kaliningrad, le divisioni corazzate russe saranno a Kiev in poche ore, e si può essere certi che in appoggio i cinesi occuperanno Taiwan.
    All’impero è rimasto un minimo di vitalità militare forse per un paio di anni, poi mancanza di fondi, usura degli equipaggiamenti e dissoluzione della filiera industriale obbligheranno gli USA a ripiegare su se stessi esponendo i liberals imperialisti alle vendette giudiziarie delle destre isolazioniste, e le galere USA sono poco simpatiche.

    • mondo falso
      27 Giugno 2020

      Visto come vanno le cose nell’umanità per questo falso virus comincio a sperare nella terza guerra mondiale, preferirei la guerra

  • Teoclimeno
    27 Giugno 2020

    Il presidente ucraino Zelensky è un sognatore: è più facile che nevichi rosso che la Crimea torni all’Ucraina.

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