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Gli alleati sauditi nello Yemen hanno tagliato la cooperazione con la missione delle Nazioni Unite

L’Arabia Saudita e i suoi alleati nello Yemen hanno fortemente criticato una missione dei diritti umani delle Nazioni Unite, dato che il suo mandato è stato rinnovato per tutto il tempo necessario per stendere un rapporto parziale su quelli che hanno definito i “crimini di guerra” nel paese.

Riyadh ha detto venerdì che qualsiasi estensione del mandato dovrebbe essere una questione di competenza dell’ex presidente Abd Rabbuh Mansur Hadi, la cui parte ha già annunciato giovedì che stava terminando la cooperazione con l’indagine delle Nazioni Unite. Abd Rabbuh Mansur Hadi è in realtà il presidente “fantoccio” della Monarchia saudita, esiliato da anni in una località sicura del regno in quanto odiato dalla popolazione yemenita come complice dei sauditi.

Il regno saudita ha nuovamente manifestato un forte problema con un rapporto del 28 agosto , redatto dalla missione dell’ONU, secondo il quale i raid aerei sauditi avevano provocato “la maggior parte delle vittime civili documentate” e espresso “serie preoccupazioni riguardo al processo di targeting di obiettivi civili”.

Il ministero dell’Informazione saudita ha criticato “l’inesattezza delle informazioni contenute nel rapporto, che derivava da organizzazioni non governative e le testimonianze di alcune persone le cui circostanze sono sconosciute”.

Una dichiarazione rilasciata ieri dall’agenzia di notizie Saba dello Yemen ha detto che la parte filo saudita di Hadi “rifiuta di estendere il mandato della missione perché le sue conclusioni, delineate nel rapporto, non rispettano gli standard di professionalità e imparzialità o dei principi basilari delle Nazioni Unite”.

L’Arabia Saudita ha lanciato da tre anni la guerra contro lo Yemen con lo scopo di riportare il governo Hadi al potere e schiacciare il movimento popolare degli Houthi Ansarullah che ha la maggioranza nel paese.

Circa 15.000 yemeniti, quasi tutti civili, sono stati uccisi e migliaia di altri feriti dall’inizio dell’aggressione saudita.
Più di 2.200 altri sono morti di colera e la crisi ha innescato quello che le Nazioni Unite hanno descritto come il peggior disastro umanitario del mondo.

Si stima che cinque milioni di bambini yemeniti non vedranno il loro prossimo compleanno in una guerra che il fondo per i bambini delle Nazioni Unite ha descritto come un “inferno vivente” per i minori, con 18 milioni dei suoi 29 milioni di popolazione che mancano di cibo sicuro, medicinali e acqua potabile.

Bambina ferita nello Yemen

Il Programma alimentare mondiale (PAM) ha avvertito giovedì che “potrebbe benissimo esserci” la carestia più grave nelle aree remote del paese, dove l’agenzia alimentare delle Nazioni Unite non ha accesso.

Lo Yemen è un disastro e al momento non vedo alcuna luce alla fine del tunnel“, ha detto il direttore esecutivo del WFP David Beasley ai giornalisti durante un briefing chiuso durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York.
Lo Yemen è innegabilmente la peggiore crisi umanitaria del mondo”, ha detto Beasley.

 

scuola bombardata in Yemen

Nota: Nonostante questa drammatica situazione, Stati Uniti e Gran Bretagna, i principali alleati dell’Arabia Saudita che appoggiano logisticamente e con fornitura di armi ed intelligence l’aviazione saudita, negano e cercano di occultare il rapporto dell’ONU per evitare di essere messi sul banco dell’accusa per complicità nei crimini di guerra commessi nello Yemen.

L’occultamento dei crimini è favorito dai governi e dai media occidentali che evitano di far conoscere quello che accade in quel paese ad eccezione di quando si verificano fatti clamorosi come l’assassinio di 41 bambini su un bus scolare colpito da un missile made in USA.
Sono gli stessi governi occidentali che, in passato e nel presente, hanno riempito i loro discorsi di rispetto e difesa per “i diritti umani”.

Fonte: Press Tv

Traduzione e nota: Luciano Lago

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