Giuseppe Conte, il nuovo democristiano pronto a tutto per mantenere la poltrona

di Luciano Lago

L’impressione prevalente fra i commentatori indipendenti è quella che, con il governo di Giuseppe Conte, si è assistito ad una reincarnazione perfetta di un democristiano, un personaggio disposto a tutto pur di mantenere la sua poltrona di capo del governo. Tuttavia Conte manca dell’astuzia, della preparazione e della scaltrezza politica di un Andreotti o di un Fanfani ma dispone di una caratteristica tipica dei democristiani del passato: l’opportunismo ed il cinismo, doti importanti nella palude della politica italiana.
Dell’opportunismo non c’è neanche da approfondire più di tanto, visto che Conte rappresenta un record: quello di essere il premier adatto per tutte le stagioni e per maggioranze di ogni colore; populista e sovranista con la Lega, europeista e progressista con il PD e 5 Stelle, autoproclamatosi disinvoltamente liberale, popolare e persino socialista. Di fatto Conte è un maestro di trasformismo che riesce a trovare coperture politiche e ideologiche alla sua smodata ambizione di potere e di carriera.
La vera indole di Conte è quella di inchinarsi ai poteri dominanti, che siano quelli di Bruxelles o quelli dei potentati finanziari e, da ultimo, alle autorità scientifiche e alle corporation della Big Pharma. Lui è sempre “a disposizione” per qualsiasi operazione, anche quelle più sporche come nominare un esercito di consulenti pseudo scienziati, nascondendosi dietro i loro pareri, per affossare il sistema economico italiano agli interessi delle grandi consorterie finanziarie e corporative.

Il personaggio non ha una sua moralità ma acquisisce la morale corrente, quella del “..o con la Francia o con la Spagna basta che se Magna”, tipica della peggiore tradizione italica del servilismo opportunista. In questo si trova in buona compagnia con la compagine dei 5 Stelle, personaggi da operetta come Luigi Di Maio, Toninelli o Bonafede, privi di qualsiasi competenza e preparazione ma baciati dalla fortuna per essersi trovati nel posto giusto al momento giusto. La compagine dei 5 Stelle è afflitta dal terrore di essere scalzati dalle loro poltrone parlamentari in caso di caduta del Governo e di rinvio alle urne e questa ipotesi li terrorizza essendo loro, in stragrande maggioranza, privi di una qualifica e di una attività lavorativa stabile.
Per tale motivo sono ferocemente aggrappati alle loro poltrone ed al sostegno a Conte purchè questi li salvi dallo scioglimento delle Camere e dal ritorno al nulla. Una consorteria di “scappati di casa” che hanno fatto enormi danni al paese causa la loro incompetenza e opportunismo.
Conte si era proclamato a suo dire “avvocato del Popolo” ma si è dimostrato in realtà garante dei poteri forti che stanno spogliando l’Italia delle sue risorse e delle sue possibilità di crescita e di riscatto. Lui ha trovato il pretesto del Covid per estendere i suoi pieni poteri a scapito della legalità costituzionale e delle regole della democrazia parlamentare, completamente esautorate dai suoi DPCM con cui ha chiuso locali pubblici, ristoranti, bar, palestre, musei, impedito il funzionamento delle scuole e confinato gli italiani in casa o nei paraggi impedendo gli spostamenti e le normali attività produttive.
In pratica questo governo ha abolito con atti amministrativi il diritto al lavoro, allo studio ed alla libertà elementare dei cittadini con il pretesto dell’emergenza Covid.

Blocchi e confinamenti

Come ultimo atto Conte si riserva di invitare il nuovo presidente USA, Joe Biden e baciargli la scarpa per poter avere una investitura internazionale dal padrone americano, quella della Merkel, nonostante i baciamano, non gli basta più. In contraccambio offrirà la partecipazione militare italiana per la prossima ed ennesima guerra USA.

Se sarà per la Crimea, si sentirà un novello Conte di Cavour. La farà denominare “missione di pace” e si guadagnerà la riconoscenza di Washington, oltre all’appoggio che gli mancava per invidia di Matteo Renzi, il fiorentino che parla al telefono con Obama, la Clinton e la Pelosi. La commedia non è finita ma si prepara il peggio nel prossimo futuro.

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