Gerusalemme, la città santa, teatro di lotta e di resistenza


La Giornata internazionale di Gerusalemme rappresenta la lotta tra il bene e il male e rimarrà nella coscienza della nazione (Sayyed Nasrallah).

.In occasione della Giornata internazionale di Gerusalemme, la Città santa alle tre religioni, questa si è trasformata in un vero campo di battaglia con la spianata delle moschee che è stata teatro degli scontri fra i fedeli palestinesi e la polizia israeliana che ha bloccato gli accessi ai fedeli, nell’ultimo venerdì del mese dedicato al Ramadan.

La violazione dei lughi santi è avvenuta quando la polizia dell’occupante israeliano ha preso d’assalto la spianata della moschea dalla porta di Bab al-Magharibat. Gli scontri sono scoppiati nel pomeriggio quando gli israeliani hanno chiuso i battenti e hanno attaccato i fedeli palestinesi durante le loro preghiere.

“Quello che sta accadendo a Gerusalemme (al-Quds) è un’offensiva pianificata e organizzata dalle forze delle guardie di frontiera dell’occupante per attaccare i fedeli in preghiera all’interno della moschea di al-Aqsa”, come hanno riferito gli osservatori presenti. Si è verificato ieri l’ennesimo affronto contro la sacralità del luogo e contro la coscienza di milioni di fedeli che venerano quel luogo e quella moschea.

“Tutto è iniziato quando la polizia israeliana, senza un motivo valido, ha chiuso i vicoli della città vecchia, da dove si accede alla moschea”, come hanno testimoniato giornalisti indipendenti. Secondo l’opinione di alcuni osservatori, gli israeliani vogliono impedire ad altri palestinesi di venire alla moschea per recitare lì le preghiere come fanno ogni notte. Le porte chiuse sono Bab al-Amoud e Bal al-Sahirat.
La polizia israeliana ha voluto bloccare l’afflusso dei fedeli per evitare che si concentrassero a decine di migliaia come accaduto in altri anni e che da lì divampasse la protesta contro gli occupanti.
Tuttavia la polizia e le forze militari israeliane non hanno potuto soffocare il sentimento di indignazione e di rivolta che ha spinto migliaia di palestinesi a riversarsi verso il centro antico della città ed a forzare i blocchi militari. Gli scontri sono durati tutta le sera fino a notte e si sono registrati circa 200 feriti fra i palestinesi e solo tre feriti fra i poliziotti israeliani che hanno impiegato proiettili di gomma e munizioni vere sparate ad altezza d’uomo contro fedeli palestinesi insieme a fumogeni e granate assordanti.

Scontro a Gerusalemme

La polizia israeliana e le forze dell’occupazione hanno attaccano pesantemente i fedeli palestinesi ad al-Aqsa (Gerusalemme)


li osservatori presenti hanno sottolineato che la Cupola della roccia è teatro di un massiccio dispiegamento di soldati israeliani. Una misura presa di rado che dimostra un desiderio di escalation da parte delle autorità israeliane. L’obiettivo degli israeliani è quello di espellere gli abitanti palestinesi dai quartieri dove risiedono e favorire un massiccio ingresso di coloni, in un tentativo pianificato di pulizia etnica di Gerusalemme.

Nel frattempo accade che diverse città e paesi della Cisgiordania occupata sono teatro di scontri tra i giovani palestinesi e l’esercito di occupazione, hanno riferito le fonti. Allo stesso tempo regna l’entusiasmo nella Striscia di Gaza che monitora gli sviluppi nella città di al-Quds. Un solo grido e un solo slogan si leva dalla folla dei dimostranti: “Palestina Libera”.
Nel contempo hanno riferito che centinaia di coloni israeliani si stanno preparando ad attaccare la piazza, indicando che sono armati e decisi a “punire” i palestinesi.

Quesa rivolta vuole significare che la popolazione palestinese si ribella agli occupanti e, nonostante la repressione poliziesca e il sangue versato dai martiri, i palestinesi non si arrendono e non demordono. La lotta sarà dura per liberare il territorio della Palestina e o luoghi santi ma tutto il fronte della resistenza è compatto, dalla Siria al Libano, all’Iraq ed allo Yemen. Se Israele persegue il suo piano, si troverà di fronte non soltanto le organizzazioni della resistenza palestinese ma anche gli Hezbollah del Libano, i combattenti delle milizie irachene, i siriani dell’Esercito di Bashar al-Assad e le Guardie della Rivoluzione Iraniana. Un fronte compatto che reagirà alle provocazioni israeliane. Come ha dichiarato Sayyed Nasrallah, questi recenti eventi confermano l’adesione del popolo palestinese ai propri diritti e che non se ne abbandonerà alcuno, e “questo è importante”.
Aggiungendo poi che ” il tradimento dei governi arabi collaborazionisti e venduti al nemico sionista ed americano non proteggerà Israele dalla dura reazione”.
La Giornata internazionale di Gerusalemme rappresenta la lotta tra il bene e il male e rimarrà nella coscienza della nazione.

Arcivescovo Atallah Hanna:

Si è fatta sentire anche la voce dell’arcivescovo cristiano, greco-ortodosso, mons. Atallah Hanna:
In segno di solidarietà, l’arcivescovo di Sebastia, l’arcivescovo greco-ortodosso Atallah Hanna, ha detto: “Gerusalemme è presa di mira in tutto, e nulla è escluso da questo. Così come vengono prese di mira le santità e le dotazioni islamiche, così sono sotto attacco anche le nostre dotazioni cristiane e santità “.
Ed ha aggiunto monsignor Atallah Hanna: “Gerusalemme è il nostro orizzonte più sacro. Noi cristiani non siamo neutrali riguardo alla questione palestinese, siamo con i perseguitati ed i martiri della Palestina”.

Luciano Lago

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