GERUSALEMME. Cominciate le demolizioni dei 10 edifici palestinesi

Centinaia di agenti di polizia sono entrati negli appartamenti e hanno cominciato a sgomberare con la forza i 350 palestinesi, tra i quali anche anziani e bambini, che vi vivono

Abu Mazen: la demolizione delle case è un massacro

La demolizione degli edifici che Israele sta conducendo a Sur Baher “è un massacro”, dice il presidente palestinese Abu Mazen. “Israele è responsabile di questa escalation ai danni del popolo palestinese indifeso. Le demolizioni rientrano nella realizzazione del cosiddetto Accordo del secolo (elaborato dall’amministrazione Trump, ndr) che mira alla liquidazione della causa palestinese…Occorre mettere subito fine a questa aggressione”, spiega Abu Mazen citato dall’agenzia di stampa Wafa.

ore 9.45 ANP, comunità internazionale blocchi le demolizioni a Sur Baher

Kamel Hamid, il governatore di Betlemme, chiede un intervento internazionale immediato che fermi le demolizioni di case palestinesi in corso oggi a Wadi al Hummus (Sur Baher). “Quanto sta avvenendo non è soltanto la distruzione di edifici ma anche una rioccupazione di aree A”, ossia di zone che gli Accordi di Oslo del 1993-4 hanno assegnato all’Autonomia nazionale palestinese (Anp). Demolendo le case, denunci Hamid, Israele intenderebbe una zona cuscinetto tra la zona araba di Gerusalemme occupata da Israele militarmente nel 1967 e Betlemme.
ore 8.00 Polizia avvia sgomberi, ruspe in azione

Sono cominciate la scorsa notte intorno alle 3 le demolizioni dei 10 edifici palestinesi di Wal al Hummus, nel villaggio di Sur Baher, ritenuti illegali da Israele perché costruiti vicino al Muro tra Gerusalemme e la Cisgiordania. Centinaia di agenti di polizia antisommossa sono entrati negli appartamenti (in totale sono una settantina) e hanno cominciato a sgomberare con la forza i 350 palestinesi (tra i quali anche anziani e bambini) che vi vivono. Gli sgomberati sono stati fatti salire su autobus e portati via. A sostegno degli abitanti che resistono alle demolizioni ci sono 40 attivisti internazionali e israeliani di All That’s Left: Anti Occupation Collective Group giunti a Sur Baher due giorni fa. Ai giornalisti è consentito avvicinarsi solo fino ad un certo punto. Le immagini delle demolizioni sono state scattate o girate dai residenti o dagli attivisti presenti sul posto oppure, da grande distanza, da fotografi delle agenzie di stampa. Le demolizioni, iniziate dopo il via libera giunti ieri dalla Corte suprema israeliana, continuano senza sosta. (…………)

Gerusalemme -Quelle demolizioni sono una nuova Nabka

INTERVISTA. L’attivista Younes Arar: «La vastità delle distruzioni e i tanti civili coinvolti mi portano a parlare di una nuova ‘catastrofe’ per il popolo palestinese»


Demolizione casa a Gerusalemme (Foto: Reuters)
di Michele Giorgio

Gerusalemme, 23 luglio 2019, Nena News – Si guarda avanti, a ciò che significano le demolizioni a Sur Baher per tutti i palestinesi che vivono a ridosso del Muro e per i sobborghi della zona araba (Est) di Gerusalemme, in particolare di quelli tra Gerusalemme e Betlemme. Ne abbiamo parlato con Younes Arar, attivista impegnato in queste ore a Sur Baher e uno dei responsabili di “Frontline Defenders”, comitato per la difesa dalla colonizzazione e dalla demolizione delle case.

Lei parla di una Nakba palestinese a Gerusalemme

Non esagero. Le demolizioni da parte di Israele di abitazioni palestinesi sono una costante a Gerusalemme Est. Quasi ogni giorno apprendiamo che una famiglia palestinese è rimasta senza casa. I bulldozer israeliani sono sempre in azione. Ma si tratta di demolizioni di una o due case, goccia dopo goccia. Così massicce, ampie, invece non si erano ancora viste a Gerusalemme, almeno negli ultimi decenni. La vastità delle distruzioni, l’espulsione e il trasferimento in un solo colpo di tanti civili perciò mi porta a parlare di Nakba, di una nuova catastrofe. E temo che avrà sviluppi ancora più gravi in futuro.

Famiglie palestinesi sgomberate con la forza dai loro appartamenti

Quali saranno questi sviluppi?

Dobbiamo tenere conto che le demolizioni in atto intorno al Muro dell’apartheid non avvengono solo sul versante di Gerusalemme sotto occupazione israeliana. Le ruspe stanno operando anche sull’altro versante, in Area A della Cisgiordania, che ricade sotto l’autorità dell’Anp (del presidente Abu Mazen). Diversi degli appartamenti distrutti avevano ricevuto permessi edilizi dell’Anp e questo è stato normale e legale per anni. Ora quei permessi non valgono più, è tutto illegale. Quindi è un attacco frontale agli Accordi di Oslo (tra Israele e Olp, del 1993) che evidentemente il governo israeliano non ritiene di dover più rispettare. Più di tutto temo che, tenendo conto del colpevole silenzio della comunità internazionale, Israele con il pretesto della sicurezza e della protezione del suo Muro stia cercando di legittimare un piano di demolizioni che riguarderà centinaia di case palestinesi vicine al Muro, in particolare nell’area C della Cisgiordania che ricade sotto la sua autorità. Gerusalemme Est sarà ulteriormente separata dal resto della Cisgiordania, attraverso la costruzione di nuove colonie e la creazione di un’ampia zona-cuscinetto sul versante cisgiordano del Muro.

Lei sottolinea il silenzio del resto del mondo

Per me è l’aspetto più inquietante di questa vicenda. Certo, l’Onu ha preso posizione ma in generale le reazioni della comunità internazionale sono state modeste. L’Unione europea non è andata oltre la diffusione di un comunicato in cui critica le demolizioni a Sur Baher. Ci vuole ben altro. Stiamo parlando di rispetto delle leggi internazionali, di difesa di diritti politici ed umani. All’estero dovrebbero porsi questo interrogativo: perché il diritto alla casa è tutelato in Israele mentre è incerto per i palestinesi sotto occupazione militare. Noi non chiediamo più diritti degli altri, vogliamo solo il rispetto dei nostri diritti.

Fonte: Nena News

3 Commenti

  • atlas
    24 Luglio 2019

  • atlas
    24 Luglio 2019

  • Max Dewa
    24 Luglio 2019

    A volte le notizie succulenti di prima mano si trovano proprio nella stampa traditrice ebraica ,traditrice per modo di dire questi si sentono ebrei mica Italiani, beh su ” informazione corretta” sito di quella megera sionista brutta come la fame Della nirenstein ci sta scritto che “avvenire ” giornale cattolico scrive sempre Terra Santa quasi come a non voler riconoscere lo stato canaglia d’Israele covo di Noti delinquenti terroristi e famosi depravati pedofili ecc ecc , vedete che alla fine I preti a loro modo soon molto piu astuti e coraggiosi di quello zerbino di salvini e di dimaio e di tutti I nostri governanti usa e getta nient’altro che cartaigenica umana

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