Fronte sud: Stati Uniti confrontati in via aerea e via terra in Siria


Il 20 aprile, uomini armati hanno attaccato un veicolo della coalizione guidata dagli Stati Uniti che si muoveva lungo la strada vicino al villaggio di Roueished nella provincia di al-Hasakah. I media statali siriani hanno riferito che il veicolo è stato distrutto e diversi membri del servizio USA sono rimasti feriti nell’attacco. La coalizione guidata dagli Stati Uniti non ha ancora commentato ufficialmente queste affermazioni.

Questo è diventato il secondo rapporto di questo tipo, che è apparso sui media questo mese. Il 6 aprile, la televisione al-Mayadeen, collegata a Hezbollah, ha affermato che i militanti hanno ucciso un soldato americano e diversi membri delle forze democratiche siriane guidate dai curdi sulla sponda orientale dell’Eufrate. Se questi attacchi hanno davvero avuto luogo, è probabile che i presunti soldati statunitensi uccisi negli attacchi fossero in realtà appaltatori militari privati ​​collegati agli Stati Uniti. Pertanto, il Pentagono non li denuncia come vittime tra il personale degli Stati Uniti.

Le forze di sicurezza siriane hanno sequestrato le cache di armi appartenenti a miliziani radicali vicino a Damasco e Quneitra. Le armi e l’equipaggiamento sequestrati includevano un missile anticarro Malutka, diversi proiettili RPG, mitragliatrici, mortai, bombe a mano, dispositivi di trasmissione satellitare e di telecomunicazione, attrezzature mediche e persino diverse auto.

La campagna di Damasco e la parte meridionale della Siria sono state formalmente liberate da lungo tempo dai terroristi. Tuttavia, le forze governative affrontano regolarmente vari tipi di attività terroristica in queste aree. Le cellule terroristiche che operano nella zona ricevono sostegno dalle zone detenute dai militanti jihadisti della Siria settentrionale e occidentale e la minaccia terroristica non può essere completamente rimossa fintanto che queste aree rimangono nelle mani di gruppi militanti radicali protetti dalla Turchia.
Il 19 aprile e il 15 aprile, i caccia russi hanno intercettato gli aerei spia Poseidon della Marina statunitense al largo della costa siriana.

La maggiore attività di ricognizione degli Stati Uniti nel Mediterraneo orientale spesso precede e anticipa l’escalation del conflitto. È possibile che la leadership di Washington creda anche che la situazione militare nella provincia di Idlib abbia anche possibilità di esplodere nel prossimo futuro.

Dalla firma dell’accordo di declassamento del 5 marzo a Mosca, la Turchia e la Russia non hanno conseguito progressi nella sua attuazione oltre all’istituzione del regime di cessate il fuoco nell’Idlib meridionale e orientale. Hayat Tahrir al-Sham e altri gruppi radicali hanno usato la pausa per rafforzare le loro posizioni nella regione. Anche la Turchia ha usato questa volta per schierare truppe e equipaggiamento aggiuntivi sulla zona. Le azioni di Ankara dimostrano che in realtà la Turchia è alleata con gruppi collegati ad al-Qaeda in Idlib. Quindi, le sue forze si stanno probabilmente preparando per un nuovo confronto con l’esercito siriano.

Fonte: South Front

Traduzione: Lisandro Alvarado

11 Commenti

  • atlas
    22 Aprile 2020

    merdogan è un democratico salafita di merda

  • Teoclimeno
    22 Aprile 2020

    Mai dimenticare che i turchi sono dei “levantini”.

  • Eugenio Orso
    22 Aprile 2020

    l’unica soluzione, naturalmente sul campo di battaglia, sarebbe che i russi si impegnino direttamente – se serve, castrando per sempre le bestie turche e mettendo in fuga gli americani ancora incistati in Siria – con una decina di divisioni, i nuovi carri T 14 Armata, gli Iskander e i nuovi jet ….
    Purtroppo non lo possono fare perché cadrebbero nella trappola dell’asse del male, che cerca la guerra.

    Cari saluti

    • michele
      22 Aprile 2020

      o più semplicemente ci sono accordi vari……….che noi non conosciamo…..ma che si possono leggere nel caos organizzato e mantenuto ad arte.
      se qualcuna delle +o- grandi potenze in gioco voleva finirla sarebbe finita da tempo……alla fine tra i +o- grandi è sempre conveniente accordarsi,la pena è una catastrofe x tutti e nessuno la vuole,troppi rischi (fisici personali) per le élite potenti……gli interessi economici e politici hanno da tempo alleato i vari attori,il capitalismo impera nel mondo,e seppur in forme diverse la sostanza è sempre la stessa,la presunta inflazionata contrapposizione fa comodo a tutti.

      • atlas
        22 Aprile 2020

        o più complicatamente scrivi solo per fare casino ……………..

        • michele
          23 Aprile 2020

          e si atlas………….hai sempre ragione e le verità assolute!!!!
          se leggo i tuoi post vedo che sei l’esempio dell’ordine…..ma quale????…………………..

  • Teoclimeno
    22 Aprile 2020

    Egregio Eugenio Orso, condivido la vostra stessa realistica visione della crisi siriana. Cari saluti anche a Voi. Teoclimeno

  • eusebio
    22 Aprile 2020

    Gli ammerekani hanno schierato due F.35 nella base aerea giordana di Muwaffaq per difendere la loro base siriana da Al Tanf (di yankee), da dove partono i terroristi per sabotare le infrastrutture e le difese siriane, nonchè probabilmente per difendere le poche truppe americane rimaste in Irak, ritiratesi verso il confine con la Siria per impedire l’afflusso di truppe e rifornimenti iraniani e sciiti verso Damasco.
    Russia e Cina sono presenti nel comando congiunto antiterrorismo (e anti-aglosionista) di Baghdad, e l’Irak voleva acquistare gli S-400 dai russi.
    Se i russi glieli venderanno, magari assieme ad attrezzature similari cinesi come l’HQ-9 potrebbe difendere le milizie sciite irakene dagli F-35 nel caso decidessero di buttare fuori con la forza le truppe USA dal paese.

  • michele
    23 Aprile 2020

    i russi vendono gli s 400 a tutti quelli che pagano…….anche i turchi li hanno,ma guarda che strano…..il traditore dei russi….
    a ma aspetto la risposta “ordinata” di chi si sa tutto ed è il depositario tutte le verità assolute…………

    • atlas
      23 Aprile 2020

      si inizia per gradi, con consapevolezza di ciò che si è, ma senza umiliarsi, si segue un percorso, forse lungo, s’impara da tutto, sia dalla tv, con acume, con coscienza acritica, sia dalla rete, dai libri, ognuno con le potenzialità che ha. S’impara anche su questo sito; e su altri: Blondet, sputnik, aurora, altreinfo, youtube, sta a te

      non importa quanta strada hai ancora da fare, l’importante che ti sei messo in marcia per non marcire, ma prima di tutto devi decidere cosa vuoi tu stesso. Poi ce lo farai sapere, perchè, io almeno, ancora non l’ho capito (non fare la fine di mardunolbo, sei ancora giovane)

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