Francia-Italia

di  Emanuele Casalena

Asterix il ribelle veste di giallo, un gilet da automobilista in panne nella notte, à la guerre comme à la guerre non per accontentarsi della brodaglia del convento, più il Ce n’est qu’un début, continuons le combat! del maggio ’68, riveduto sulla sponda “populista”. E’ l’urlo della Francia strozzata dalle tasse che incendia Parigi, strappando l’abito natalizio degli. Champs-Elysees con ore di guerriglia. Le macron-gabelle sono la miccia al Bum rivoluzionario, ma niente mediocre “possibile” accordo, i manifestanti cavalcano l’impossibile: rovesciare il tavolo rifondando lo Stato.

Manifestazioni, scontri, blocchi stradali stringono l’Eliseo alla gola, giallo è il colore della rivolta, ci si riconoscono bianchi, rossi, neri, una saldatura di forze che fa tremare il Governo, qualche nostro nostalgico ripenserà a Valle Giulia. L’antica Gallia di rivoluzioni ne ha pieno il tascapane, non solo quella del 1789 ma ancor prima la manina francese c’era già nelle prove generali del grande Blek contro la parruccona Albione, poi il ’30, il ’48, la Comune del 1871 e molte altre.

Jacqueline Mouraud, cinquantun’ anni, Giovanna d’Arco della sollevazione, incarna “La libertà che guida il popolo”, in auto, di sobria eleganza, non nuda come la dea di Delacroix, mostra il gilet giallo, divisa del povero autista vessato da mille balzelli, mentre il moscio Macron viaggia in auto blu a spese dei contribuenti. Internet ha fatto il resto, un tam tam di condivisioni, poi i primi blocchi delle strade, fino a diventare un fiume esondante ribellione anche nei paesini, pensate, fino ai Tropici. Si sa le rivoluzioni non si fanno lanciando colombine ma innalzando barricate, non son pane da pianisti di fb ma sangue di uomini e donne che scendono in strada, prendono e danno manganellate, conoscono i ceppi. Gli italici mezzibusti, inorriditi borghesucci, inquadrano vetrine rotte, intervistano struzzi benpensanti, parlano d’ infiltrati, ma evitano scientemente di spiegare perché centinaia di migliaia di francesi abbiano scelto la rivolta. L’algido Macron è alla canna, in picchiata, Governo alla sbarra, la Polizia invoca il coprifuoco come in guerra, emergenza rossa all’Eliseo après le samedi noir parigino.

Parigi proteste gilet gialli

Vuoi vedere che la Storia non è finita, caro FuKuyama, anzi se ne tornano a scrivere pagine bollenti col pennino intinto nell’inchiostro giallo. Eh già niente in Francia sarà come prima, e l’Eurabia dei bordelli finanziari con le chiese chiuse e minareti ovunque (osservava Brigitte Bardot), quest’ Europa sta implodendo, non ha le ossa di valori, tradizioni, fede, cultura, è un corpo flaccido in preda all’Alzheimer, appeso al muro co’ un solo chiodo: il rapporto deficit-PIL.

Che fa “lo stacco Italia”, dove 1,03 Euro/l (su 1.64 E/l) è di accise parassite con la fregatura d’ un ritocchino alla Befana? In Francia la benzina costa meno, compreso l’aumento macroniano, eppure è alzata di scudi popolare, da noi c’è il trenino delle feste idiote, in fila come i grani di un rosario prima dell’aumento, giaculatorie alle colonnine, fai da te per un cent., giro dei distributori a confrontare il prezzo, niente di più, neanche il vecchio Governo ladro! Figlioli, sentenzierebbero i clergyman della Chiesa Onlus “date a Cesare quel che è di Cesare” dimentichi del comandamento “non rubare” valido per tutti, soprattutto per uno Stato condominiale.

“Sacrificare ciò che sei e vivere senza credere, quello è più terribile della morte” citando un aforisma della Pulzella d’Orléans così vicino a quel: “se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui” di E. L. Pound. Forse i Galli hanno la rivoluzione nel genoma, barricaderi per vocazione urlano il dogma democratico: la sovranità appartiene al popolo, o meglio ancora alla Patria (aiuto! il sovranismo!), di certo non da un prodotto dell’establishement internazionale che blatera contro i nazionalismi (degli altri), seduto a sera sulle ginocchia della “nonna” magari per farsi consolare che in Argentina l’unico ad accoglierlo vestiva un gilet giallo (!).

La Francia, non l’Italia, ha celebrato in pompa magna il centenario della vittoria nella PGM dove invece fu decisivo il mormorio del Piave ai fini della resa asburgica, monsieur le Président. Ma quella era un’altra Italia, lontana anni luce dall’ untuoso Paese che conosciamo, riempì piazze, vie di monumenti e titoli ai suoi eroi, una testuggine di popolo contro il maniero degli euro burattinai, almeno fino all’8 settembre del ’43 e ancor’ oltre per gli indomiti. La guerra non è più sui confini d’ una Patria comune ma sul Def, la Colt alla tempia è lo spread, s’ammosciano i titoli, soffrono le banche, tremano i risparmiatori, si rischia il cartellino rosso d’infrazione.

La rivoluzione giallo-verde era solo un numero, il 2,4%! Si torna bastonati negli spogliatoi rifacendo da bravi scolaretti i conti. Mais alors vive la France!

Fonte: Il Pensiero Forte

5 Commenti

  • Monk
    7 Dic 2018

    “Si sa le rivoluzioni non si fanno lanciando colombine ma innalzando barricate, non son pane da pianisti di fb ma sangue di uomini e donne che scendono in strada, prendono e danno manganellate, conoscono i ceppi. Gli italici mezzibusti, inorriditi borghesucci, inquadrano vetrine rotte, intervistano struzzi benpensanti, parlano d’ infiltrati, ma evitano scientemente di spiegare perché centinaia di migliaia di francesi abbiano scelto la rivolta. ”
    Nulla da aggiungere.

  • redfifer
    7 Dic 2018

    Mannagia aoh, quanto mi sento francese in una busta di “fave” italiane… sono il solo o trovo compagnia?

  • Sed Vaste
    7 Dic 2018

    I Frances I sebbene meticciati hanno piu coglioni di 60 milioni di bianchi Italian I conigli ,hanno fatto male I fascisti a combattere e morire per un popolo cosi , degli zombie da tastiera e poi neanche manco quello avete paura fin di scrivere quello che pensate realmente vi hanno inoculato nel Sangue e nel cervello LA paura di tutto ,con LA paura addosso non si combina niente ,vi state suicidando lentamente e come ciliegina anzi cannolo I Negri vi chiaveranno le donne ecco I’ll futuro che vi aspetta , ma dico io almeno innalzare sollevare qualche voce di protesta qualche latrato per avvisare gli altri sul WEB,macche’ dei gran pecoroni solo capacity di smanopolarsi

  • robyt
    7 Dic 2018

    per qaunto si possa appoggiare le ragionevoli questioni delle giacche gialle, non credo che il governo francese si piegherà facilmente. il mio presentimento è che fin’ora hanno fatto finta di dargliela vinta per far si che la protesta si diradasse; ma ora che le giacche gialle chiedono la testa di macron, ovvero la fine del governo, ovvero la fine di questo corso dell’europa, in modo “violento”, senza elezioni… mmh, stiamo sempre parlando di una potenza nucleare. O i militari intervengono e instaurano una dittatura temporanea per fare un po’ di epurazioni di massa di tutte le contaminazioni ideologiche della società moderna (ipotesi alquanto improbabile, più per mancanza di persone così forti, determinate, e con inossidabili certezze filosifche da vaporizzare qualsiasi discussione sulla società multireligiosa o il neopaganesimo moderno, e quelle sulla diversità come un valore fondande di una società). Oppure, prevedo una stangata, una rappresaglia molto dura, che prima o poi verrà fatta, non parlo necessariamente di sangue e morti tra i manifestanti, ma un inasprimento delle misure economiche e multiculturali fin qui adottate dalla finanza internazionale che controlla il paese, e che ha il suo legittimo rappresentante in micron.

  • Buddha
    7 Dic 2018

    La verita’ fa sempre male,IFRANCESI HANNO ONORE E DITGNITA’,GLI ITALIANI SONO SENZA ONORE E SENZA DIGNITA’

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