Forti sospetti per l’attacco alle petroliere nel Golfo di Aden.

Sarà forse questo il “casus belli” che USA, Israele e Arabia Saudita stanno cercando per la guerra all’Iran ?

Un attacco terrorista contro petroliere nel Mare di Oman si verifica proprio mentre il premier giapponese Shinzo Abe si trova in visita ufficiale Iran per sollecitare un dialogo fra i paesi della regione. Le petroliere traspotavano un carico di greggio destinato Al Giappone. Si può credere ad una coincidenza?
Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha dichiarato che l’attacco contro le petroliere è una azione sospetta di terrorismo internazionale e il governo iraniano sta indagando per verificare che siano gli autori dell’azione. Lo stesso Zarif ha sottolineato come l’attacco sia avvenuto mentre il premier giapponese Abe Shinzo si incontrava con l’Ayatollah khamenei, la guida suprema dell’Iran, ” per colloqui ampi e amichevoli”.
Il ministro degli Esteri iraniano ha poi sottolineato che la promozione di un forum di dialogo regionale era necessaria per affrontare gli attacchi di mercoledì e precedenti sulle navi commerciali nel Golfo Persico, in quella che era una chiara allusione al suo precedente appello per la formazione di un simile forum per il persiano Stati del Golfo nel tentativo di riportare la pace e la stabilità nella regione.
Guerra economica USA dietro la tensione regionale: Zarif

In precedenza giovedì e in seguito ad un incontro tra il leader della rivoluzione islamica l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei e il primo ministro giapponese in visita, Zarif ha dichiarato in un altro tweet che la violazione degli accordi nucleari che gli Stati Uniti avevano firmato tra l’Iran e l’allora gruppo P5 + 1, ufficialmente noto come” Joint Comprehensive Plan of Action” (JCPOA), e l’imposizione di una guerra economica al popolo iraniano sono le principali ragioni dietro l’attuale escalation di tensione nella regione.
All’inizio di giugno, Zarif aveva notato che la decisione degli Stati Uniti di schierare ulteriori truppe in Medio Oriente è “estremamente pericolosa” e minaccia la pace e la sicurezza internazionali.
L’aumento della presenza degli Stati Uniti nella nostra regione è estremamente pericoloso e minaccia la pace e la sicurezza internazionali, e questo dovrebbe essere affrontato”, ha detto l’agenzia di stampa ufficiale dell’IRNA citando Zarif.
‘Nessuna nave è affondata, l’ equipaggio sano e salvo’

Nessuna dei due petroliere coinvolte – uno che naviga sotto una bandiera di Panama e l’altro con l’insegna delle Isole Marshall – è affondata durante l’incidente, ha detto il direttore generale di Ports and Maritime Department, nella provincia meridionale iraniana di Hormozgan, Allah-Morad Afifipour , confutando i precedenti rapporti di alcune testate giornalistiche secondo le quali una delle due petroliere era affondata in seguito all’attacco.

“Il fuoco è stato interamente controllato nella nave battente bandiera di Panama, e il suo equipaggio di 21 persone tornerà alla nave dopo il completamento delle necessarie operazioni di sicurezza”, ha aggiunto il funzionario dei porti iraniani.
Lo stesso funzionario ha notato che il fuoco della seconda nave cisterna, tuttavia, deve ancora essere completamente spento, respingendo le notizie che una della navi sia affondata e aggiungendo che i suoi 23 membri dell’equipaggio erano in perfetta salute e trasferiti nel porto iraniano di Jask.
Il ministero degli Esteri fa eco al sospetto di Zarif

Zarif, ministro degli Esteri iraniano

Nel frattempo, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Abbas Moussavi, ha espresso preoccupazione per l’incidente e ha fatto eco al sospetto di Zarif, ricordando che l’attacco contro le petroliere collegate al Giappone era coinciso con l’incontro del premier Abe con l’ayatollah Khamenei.
il diplomatico iraniano ha dichiarato: “L’attacco si è verificato di fronte a iniziative regionali ed extra-regionali volte a ridurre le tensioni esistenti e a contribuire alla pace nella regione”.
Come Zarif, il diplomatico ha anche espresso il sostegno di Teheran per “cooperazione e dialogo nella regione”.
Marina militare iraniana: attacchi sotto indagine

La Marina iraniana ha annunciato in una dichiarazione, più tardi il giovedì, che è in corso un’indagine sulle circostanze dell’incidente e sulla sua portata.
Tuttavia, il portvoce ha detto che “da rapporti non verificati” si è saputo che entrambe le navi trasportavano condensa di gas e che gli incendi sono scoppiati sui loro ponti.
Commentando l’operazione di salvataggio, la Marina ha dichiarato di aver inviato squadre di soccorso aereo e marittimo nell’area dopo essere stata avvisata degli attacchi da parte del dipartimento di ricerca e salvataggio della provincia di Hormozgan e di aver localizzato le petroliere afflitte. (………………….)
Anche il portavoce del governo iraniano ha espresso viva preoccupazione per l’attacco di giovedì alle due petroliere nel mare di Oman.
Il portavoce Ali Rabi’ei ha trasmesso la “profonda preoccupazione e rimpianto” dell’Iran nei confronti dell’attacco, avvertendo tutti i paesi regionali di fare attenzione a nn essere preda delle macchinazioni di coloro che trarranno beneficio dall’instabilità regionale.

“Il governo iraniano è preparato per la cooperazione con tutti i paesi della regione per garantire la sicurezza, anche nelle vie navigabili strategiche”, ha aggiunto.

Gli Stati Uniti, gli alleati usano gli incidenti come gli attacchi di petroliere come pretesto per fare la guerra: Avvocato internazionale
L’avvocato internazionale, Barry Grossman, ha dichiarato che gli Stati Uniti e i loro alleati stanno essenzialmente cercando di suscitare animosità nei confronti dell’Iran e motivare il loro apparato militare a condurre una guerra contro l’Iran. Il mondo potrebbe assistere ad un nuovo falso incidente come quello del Golfo del Tonchino che provocò la guerra del Vietnam.

Fonti: Press Tv- FRN – RT News

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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