Fonti iraniane negano le accuse israeliane di “attacco” all’Iran

Dall’Iran smentiscono le accuse dei media del regime israeliano di un “attacco” al Paese persiano, dopo che erano state segnalate diverse esplosioni.

In dichiarazioni rilasciate all’agenzia di stampa britannica Reuters , una fonte iraniana a conoscenza della questione ha smentito le voci pubblicate dai media israeliani su un “attacco” all’Iran, e assicura che il rumore delle esplosioni udito venerdì nel Paese persiano è stato per l’attivazione dei sistemi di difesa antiaerea.

I media americani si sono uniti a quelli israeliani e hanno parlato di un “attacco” contro l’Iran, andando addirittura oltre e negando la partecipazione degli Stati Uniti.

Da parte sua, il Segretariato del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell’Iran ha respinto come false le notizie di alcuni media circa lo svolgimento di una riunione di emergenza.
Secondo i rapporti, il rumore di diverse esplosioni è stato sentito nella provincia iraniana di Isfahan (al centro) e nella città nordoccidentale di Tabriz nelle prime ore di questo venerdì.

Successivamente è stato riferito che le esplosioni erano dovute al lancio dei sistemi di difesa aerea iraniani. Nel frattempo, i media locali hanno riferito della distruzione di tre microplani da parte dei sistemi di difesa aerea del Paese nei cieli di Isfahan.

Immediatamente si è scatenata un’ondata mediatica che ha attribuito le esplosioni ad un “attacco” israeliano, in un momento di forte tensione tra le due parti, in seguito all’aggressione dei sionisti contro il palazzo consolare iraniano in Siria e alla successiva operazione ‘True Promise’. ‘, la vasta risposta militare della Repubblica Islamica contro il regime di occupazione.

L’Iran ha concluso la sua azione contro il regime di Tel Aviv, che difende come “legittimo, reciproco e proporzionato” e ha avvertito che, se Israele commettesse una nuova aggressione contro gli interessi iraniani o ricorresse alla forza, la Repubblica islamica non esiterà ad esercitarla il loro diritto intrinseco a dare una risposta immediata, decisa e dura per legittima difesa .

Fonte: Hispan Tv

Traduzione: Luciano Lago

3 commenti su “Fonti iraniane negano le accuse israeliane di “attacco” all’Iran

  1. Tecnicamente attacco fallito. Come ho scritto nell’ altro post, con ogni probabilità, un diversivo per saggiare le difese contraeree di Teheran su dei punti strategici. Vedremo se gl’ iraniani risponderanno o meno.

  2. Se è vero ,che c’è stato l’attacco con droni è una cosa gravissima per l’Iran .Da dove sono arrivati? Non certo da Ovest .Hanno basi in Iraq ? Hanno usato i curdi anti -scitii? Da Armenia?Non certo da 3000 KM di distanza ,percorrendo la distanza a 150 KM ora ,quindi in 20 ore…Non è tanto il tastare il polso ,per eventuali altri attacchi ma capire che il nemico è vicino.

  3. Secondo qualche fonte l’attacco sarebbe partito dall’Azerbaigian, l’Iran da molti anni sta cercando di suscitare nel paese un movimento sciita analogo ai vari partiti Hezbollah, lo Huseyniyyun, con mediocri risultati, il paese nonostante sia per tre quarti sciita e popolato da etnie che si trovano sui due lati del confine, gli azeri turcofoni maggioritari e i talisci iranofoni, circa un milione nel paese caucasico, in realtà è molto laico e controllato dalla minuscola ma ricchissima etnia degli Ebrei di montagna, un lascito forse del periodo sovietico quando il PCUS era controllato occultamente dal milione e mezzo di ebrei sovietici, su circa 300 milioni nel 1991.
    Il regime di Alyev è controllato dagli ebrei di montagna agenti del passato giudaismo sovietico, oggi emigrato più o meno tutto nella Palestina occupata e negli USA, oltre che in parti minori nel Regno Unito e in Germania.
    L’Iran sta cercando di mobilitare i suoi alleati in Medio Oriente per espandere la sua sfera d’influenza, grazie al suo appoggio materiale oggi gli sciiti in Libano sono arrivati anche al 55% della popolazione, in Siria al 25-30, in Irak l’Iran controlla il parlamento ma meno il governo, se riuscisse a liquidare la monarchia hashemita giordana e a piazzare nel paese qualche decina di migliaia di miliziani sciiti con le loro famiglie potrebbe aggredire l’entità sionista su due lati.

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