FONTE: LA RUSSIA SI PREOCCUPA DELLA LINEA DI WASHINGTON CONTRO TEHERAN


Mosca è seriamente preoccupata per la linea di confronto di Washington contro Teheran, ha detto ai giornalisti una fonte del ministero degli Esteri russo.
“Anche la linea di confronto di Washington contro Teheran è fonte di grave preoccupazione. Il ritiro degli Stati Uniti dal Piano d’azione globale congiunto per garantire la natura pacifica del programma nucleare iraniano, la pressione ingiustificata delle sanzioni statunitensi sull’Iran e il tintinnio diretto della sciabola vicino ai suoi confini, insieme a una retorica minacciosa, sono piani di destabilizzazione dell’intero Medio Oriente ” , – ha detto la fonte.

L’anno scorso, gli Stati Uniti si sono ritirati unilateralmente da un accordo nucleare con l’Iran e hanno reintrodotto sanzioni contro Teheran, comprese quelle secondarie, cioè contro altri paesi che intrattengono rapporti commerciali con l’Iran.
Allo stesso tempo, alla Cina, India, Italia, Grecia, Giappone, Corea del Sud, Taiwan e Turchia sono state concesse eccezioni fino al 2 maggio 2019, vale a dire che gli Stati si sono impegnati a non imporre sanzioni nei loro confronti per l’acquisto di determinati volumi di greggio iraniano . Tuttavia, la Casa Bianca non ha esteso queste eccezioni, sperando che, grazie a questa decisione, le esportazioni di petrolio iraniano sarebbero state ridotte a zero.
Tuttavia le sanzioni hanno avuto scarso effetto e l’Iran è riuscito in buona parte ad aggirare tali sanzioni con la collaborazione di paesi come la Cina, la Turchia, l’India e la stessa Russia.
Questo ha spinto Washington e Tel Aviv a pianificare un possibile intervento militare per impedire a Teheran di arrivare ad un arricchimento dell’uranio tale da avere la possibilità di disporre di una arma nucleare.
Israele preme per un intervento militare preventivo ma a Washington l’Amministrazione Trump è titubante (per causa delle prossime elezioni presidenziali) e preferisce puntare su una sobillazione interna mediante agenti sabotatori infiltrati all’interno del territorio iraniano che hanno il compito di promuovere violenze e disordini nelle città iraniane.
Questa strategia a Netanyahu ed ai suoi consiglieri di governo non basta più, viene ritenuta scarsamente efficace e richiedono un intervento diretto combinato tra USA, Israele e Arabia Saudita.

Dopo le ultime minacce da parte israeliana, cresce la tensione fral’Iran e Israele
Portavoce iraniano: “L’Iran risponderà a qualsiasi aggressione israeliana, tanto che se ne dovranno pentire”.

L’Iran ha risposto per le rime alle recenti minacce israeliane di azione militare preventiva e avverte che la sua risposta a tale possibile impudenza farà pentire il regime di occupazione di Tel Aviv.

Seyyed Abbas Mousavi , portavoce esteri iraniano

Il portavoce del ministero degli Esteri, Seyyed Abbas Mousavi, ha dichiarato: “La Repubblica islamica, attraverso la sua fiducia nella cultura del sacrificio di sé e della resistenza, non esiterà un momento o al suo impegno nel difendere la sua sovranità e sicurezza nazionale”.

“L’Iran fornirà una risposta devastante e sconvolgente a tali azioni aggressive o stupide”, ha aggiunto, come ha dichiarato la nota del ministero lunedì.

La risposta è arrivata dopo che due ministri israeliani hanno minacciato operazioni militari preventive contro Teheran.

Domenica, il ministro della guerra israeliano Naftali Bennett aveva affermato che l’Iran stava cercando di “costruire un anello di fuoco intorno a Israele”. “La predisposizione si è già sedimentata in Libano e sta cercando di stabilirsi in Siria, a Gaza e in altri paesi”, ha affermato.

Bennett ha affermato che il regime deve intensificare le sue operazioni sul suolo siriano contro quelli che ha definito “obiettivi iraniani”.

“Dobbiamo passare dal contenimento all’attacco”, ha aggiunto, riferendosi alle operazioni già offensive. “Noi diciamo all’Iran: la Siria diventerà il vostro Vietnam”, ha detto Bennett.

La Repubblica islamica ha sistematicamente respinto le richieste regionali di intervento e ha confermato che la sua presenza in Siria serve solo a sostenere Damasco con il supporto militare contro gruppi militanti e terroristi di Takfiri.

In precedenza, il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz, ha minacciato un’operazione militare massiccia contro l’Iran. con l’aiuto degli Stati Uniti, dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti,

Katz sosteneva che un simile fronte avrebbe incoraggiato l’azione se l’Iran avesse voluto “comprare o immagazzinare armi nucleari”.

Katz ha ripetuto un’altra accusa contro Teheran, sponsorizzata da Tel Aviv, di volersi dotare di armi atomiche, mentre le autorità iraniane, per motivi religiosi, non hanno mai approvato la possibilità di ricorrere all’utilizzo di tali armi non convenzionali.

Teheran è anche un membro dei paesi che hanno approvato il trattato TNP (non proliferazionedi armi nucleari), a differenza di Israele, che è ampiamente segnalato per avere centinaia di testate nucleari.

Sistema difesa aerea iraniano

Moussavi ha affermato che queste minacce indicano la “debolezza e incapacità” del regime di occupazione israelaino e mirano a coprire le crisi e le difficoltà delle sue autorità.

Il relatore ha concluso le sue osservazioni chiamando Tel Aviv “un regime i cui pilastri sono basati su minacce e aggressioni continuate nel corso dei suoi 70 anni di occupazione”.

Fonte: News Front

Traduzione: Luciano Lago

2 Commenti

  • Eugenio Orso
    10 Dicembre 2019

    Io credo che se l’Iran sarà attaccato proditoriamente, nel prossimo futuro, dai cani ebrei di israele e/o dagli amerikani, questa volta la Russia non potrà tirarsi indietro, mediare, tentare strategie difensive, eccetera.
    Pena la perdita della credibilità finora acquisita, a livello geopolitico, da Putin e il suo gruppo dirigente.

    Cari saluti

  • Mardunolbo
    11 Dicembre 2019

    Di fronte ad un attacco militare i pavidi esitano, i traditori indietreggiano o scendono a patti col nemico. Vedremo, in caso di attacco all’Iran, cosa faranno Russia e Cina. Da lì si capirà di quale pasta son fatti.

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