Fin dove vuole arrivare Trump con l’Iran, resta un grande enigma


di Luciano Lago

Come avevamo già scritto, nonostante i proclami bellicosi dell’Amministrazione Trump, la minaccia di una guerra americana contro l’Iran si è rivelata un grosso bluff . Il rapporto arrivato all’ultimo momento sul tavolo del presidente Trump aveva illustrato dettagliatamente quali sarebbero le conseguenze reali e catastrofiche di un intervento militare contro l’Iran.

Una analisi che probabilmente aveva fatto sobbalzare sulla sedia Trump e lo aveva spinto a bloccare all’ultimo momento l’attacco aeronavale contro l’Iran già entrato in fase operativa.
Non c’è dubbio tuttavia che Washington continuerà a esercitare pressioni sull’Iran, forse anche cercando di stabilire un canale di comunicazione segreto con Teheran. Allo stesso tempo, Trump sembra deciso ad evitare per il momento lo scontro militare con l’Iran, per quanto questo rimane una evenienza sempre possibile.
L’obiettivo di Trump è quello di ottenere la sua rielezione nel 2020 e, di norma, la prudenza gli consiglia di evitare una catastrofe mondiale che deriverebbe da un conflitto con l’Iran e da un conseguente blocco dello stretto di Hormuz che gli iraniani sono in grado di attuare, secondo le stime di esperti militari.
Resta da vedere se Teheran vorrà giocare secondo le sue regole.


Quello che Trump si propone di ottenere dall’Iran, con la sua politica di sanzioni e minacce, visto che un cambio di regime è ormai irrealistico, è un vero enigma su cui si stanno esercitando vari analisti ed esperti internazionali. Quello che è certo è che gli USA si trovano in una situazione di stallo nei rapporti fra l’Iran e gli Stati Uniti come mai si era verificato prima. Un vero e proprio “cul de sac”.
Tutti si domandano quale sia l’obiettivo finale. Potrebbe essere quello di firmare un nuovo accordo nucleare più favorevole, come dichiarato dal Segretario di Stato americano Mike Pompeo , o piuttosto di puntare al crollo del regime iraniano o la sua rimozione, secondo le visioni paranoiche del consigliere del Presidente degli Stati Uniti sulla sicurezza nazionale, John Bolton. In sostanza non si comprende cosa si propone esattamente il presidente degli Stati Uniti, il quale esita tra minacce contro l’Iran e numerose proposte da parte di intermediari terzi per avviare negoziati con la dirigenza iraniana.

Non è escluso che Trump in verità non sappia lui stesso come agire con l’Iran. Non si ricava la visione di una linea di condotta chiara dell’Amministrazione Trump nel suo tergiversare fra minacciare e blandire la dirigenza di Teheran perchè scenda a patti con Washington sulle questioni del nucleare e dei missili.

Missili iraniani

Dalla parte di Teheran le risposte sono molto chiare e gli iraniani comunicano che non intavoleranno negoziati fino a che Washington mantiene embargo e sanzioni contro la nazione persiana.
Trump sa che un conflitto militare con l’Iran o l’intavolare negoziati siano comunque un grosso rischio in entrambi i casi, visto che Teheran potrebbe richiedere concessioni da Washington per sedersi al tavolo dei negoziati e Trump è consapevole che potrebbe poi essere accusato di debolezza o di incertezza, dopo tutta la campagna di demonizzazione montata mediaticamente contro l’Iran quale “male assoluto”.
Queste accuse equivarrebbero a dimostrare che il presidente non è in grado di condurre una buona politica estera darebbero spazio ai suoi critici tanto da gli pregiudicargli il consenso della sua base elettorale. L’opposizione democratica avrebbe buon gioco a mettere sotto accusa il Presidente come indeguato.
Trump si era prodigato in promesse ed impegni con i suoi più stretti alleati, Israele e l’Arabia Saudita, principali antagonisti dell’Iran, nel far annullare l’accordo sul nucleare e mettere l’Iran sotto assedio. Trump ha seguito alla lettera le indicazioni dei suoi più stretti consiglieri, John Bolton e Mike Pompeo, due fra i più fanatici neocon al servizio di Israele, i quali non hanno esitato ad indirizzare Trump sulla strada dello scontro con l’Iran.
Non aveva però calcolato le difficoltà in cui adesso si trova per essersi esposto eccessivamente nella sua offensiva anti Iran. Trump ha compreso che, proseguendo su questa strada, si troverà invischiato in un conflitto interminabile e dai grandi rischi, con un indiretto coinvolgimento della Russia, alleata dell’Iran, che fornirebbe supporto ed aiuti militari a Teheran. Per tale motivo ha bloccato le velleità belliche dei due consiglieri e sta cercando una difficile via d’uscita.
Il problema che adesso emerge è quello dello stallo in cu si è cacciato lo stesso Trump, una volta resosi conto dei rischi di lanciare gli USA in un conflitto con Teheran, quando manca in questo momento un serio “Piano B”. Questo tanto più grave quando si considera che, nel corso dell’ultima settimana, l’Iran ha violato l’ennesimo stato dell’accordo nucleare, superando il limite delle scorte di uranio a basso arricchimento. Ora l’Iran minaccia di aumentare il livello di arricchimento dell’uranio in 60 giorni
Trump è ormai consapevole che, iniziare una guerra con l’Iran significherebbe provocare un incendio nell’intera regione Medio Orientale, con il blocco dello stretto di Hormuz da parte iraniana, evento che produrrebbero anche una crisi economica ed una recessione mondiale con il prezzo del barile di petrolio che schizzerebbe oltre i 300 $ al barile ed aumento vertiginoso delle coperture assicurative sulle spedizioni petrolifere nel Golfo Persico.
Una crisi di questo genere metterebbe in gravi difficoltà gli Stati Uniti ed i loro alleati e definitivamente fuori gioco la rielezione dei Trump nel 2020, quale responsabile di tale disastro.

Guardie della Rivoluzione Iraniane

Tuttavia in una prospettiva di un possibile negoziato, anche le trattative con Teheran su un nuovo accordo nucleare sarebbero alquanto difficili. La squadra di Trump è impegnata in una sorta di auto-inganno, nel ritenere di poter negoziare con l’Iran senza dare nulla in cambio. Inoltre, Trump non può semplicemente ritornare allo status quo precedente, visto che era stato lui stesso a definire l’attuale accordo nucleare il peggiore della storia.

D’altra parte il problema iraniano non può semplicemente svanire nell’aria. La guerra con l’Iran sarebbe eccessivamente costosa e la firma di un nuovo accordo sembra impossibile. L’incognita potrebbe essere nel frattempo quella di Israele che voglia segretamente architettare una provocazione (false flag), quale un nuovo falso attacco alle petroliere o alle basi USA, creando la scintilla per mettere Washington davanti al fatto compiuto. Obbligare Trump a prendere la decisione di muovere guerra all’Iran.
In assenza di questa eventualità, si può prevedere che Washington continuerà a esercitare pressioni sull’Iran, forse anche cercando di stabilire un canale di comunicazione con Teheran. Allo stesso tempo, Trump eviterà lo scontro militare con l’Iran in ogni modo possibile. Resta da vedere se Teheran giocherà secondo le sue regole.

3 Commenti

  • MONDO FALSO
    13 Luglio 2019

    E Israele che vuole la guerra all’iran , gli USA sono gli schiavi di Israele , gli USA fanno le guerre in Medio Oriente per Israele

  • Stelios
    13 Luglio 2019

    Basta perfavore attacare sempre Siete senza anima attacare sempre il popolo di Israele!! Il popolo di Israele non vuole attacare nessuno ma sta cercando la pace e che le vengono ridate tutte le sue terre che appartengono a loro e rubate mogliaia di anni fa Quelli che vogliono le guerre sono le lobby e Vaticano però mai il popolo di Israele

    • atlas
      14 Luglio 2019

      e basta con questo ‘Israele’ che non esiste

      presto la Palestina sarà una Nazione non più occupata

      (e credo si metta male per i giudei, in tutto il mondo, con le politiche antimmigrazione sempre più progredenti; non troveranno uno straccio di paese a ‘ospitarli’)

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