Fermare la corsa dell’Occidente verso la morte

di Vincenzo Costa

Praticamente, l’Occidente a guida anglosassone è in guerra, aperta o latente, con il resto del mondo.
Tutto ciò nell’indifferenza generale, con l’approvazione di tutto quello che, un tempo, si chiamava “l’arco costituzionale”. Le differenze tra Meloni e Schlein sono di sfumatura, a volte neanche quelle vi sono.
Sembra che nessuno si stia rendendo conto di dove stiamo andando.
Qualcuno crede ancora che si possa gestire l’ordine mondiale con le cannoniere, con le rivoluzioni colorate, mostrando i muscoli.
Qualcuno la mette ancora in termini morali, senza neanche capire che tutte le volte che ci si appella ai diritti umani lo si fa per destabilizzare un paese, per ragioni geopolitiche, in maniera ipocrita. Altri ragionano come bambini, la mettono nel senso “ora gliela facciamo vedere”.

Uno strabismo, un’arretratezza culturale e un’incomprensione del movimento della storia che fa paura, e che avrà effetti nefasti.
Qualcuno sta sostenendo che bisogna fornire agli ucraini missili a lungo raggio. E sappiamo che gli ucraini, dopo aver perso sul campo di battaglia, stanno tentando una escalation colpendo le città russe, colpendo i civili, con l’intento di generare paura e scontro dentro la Russia.
Fornendo missili a lungo raggio, che sarebbero usati per colpire Mosca, Pietroburgo e altre città, voi che cosa vi aspettate? Che la Russia stia a guardare?

È chiaro a tutti, tranne ai ciechi, che Zelensky e i baltici mirano a coinvolgere i paesi europei in un conflitto diretto, che stanno provocando i russi intenzionalmente.
Il modo in cui l’etnia russa è trattata in Ucraina e nei paesi baltici è oramai un modo per sfidare la Russia, che da parte sua cerca di tenere i nervi saldi.
I baltici non sono pazzi, Zelensky non è pazzo. Sanno che dopo un’eventuale pace uscirebbero dai riflettori, finirebbe quel flusso di denaro che hanno tanto caro, e quindi puntano tutto sulla escalation.

Noi dobbiamo scegliere: vogliamo essere coinvolti in una guerra secolare che non ci riguarda? Vogliamo essere vittime di questa escalation o vogliamo giocare un altro ruolo?
In medio oriente i bombardamenti in Yemen non hanno significato militare. Per fermare i ribelli occorrerebbe un’invasione di terra. Chi la fa?
Con quale legittimità, dopo il massacro di Gaza?
Andiamo allo scontro con il mondo musulmano?
Si tratta di decidere. Ma sapendo dove stiamo andando, calcolando le conseguenze delle azioni.
Analogamente, andiamo a morire per Taiwan? Peraltro, esiste una sola Cina, da risoluzione ONU.

Taiwan truppe

Continuiamo a gettare benzina sul fuoco?
Io vorrei ricordare che gli incendi scoppiano sempre di botto.
Qui stiamo a discutere delle scemenze della Cortellesi, di Biancaneve, dei setti anni, mentre la nave si dirige a tutta velocità verso l’iceberg.
È chiaro che c’è l’esigenza di un nuovo ordine mondiale, e questo non può essere dettato dall’anglosfera.
Abbiamo bisogno di un nuovo ordine mondiale, sancito da un diritto e da un patto tra tutti gli attori, di un patto tra tutti gli stati che garantisca la risoluzione di tutte le contraddizioni che si sono accumulate negli ultimi 40 anni.
Se lo avessimo fatto nel 2014, invece di fare rivoluzioni colorate e proporre sanzioni, non saremmo giunti dove siamo.
Abbiamo bisogno di una riforma dell’ONU, perché la sua forma attuale non è più utile, rispecchia una stagione passata. È ferma agli equilibri del dopoguerra, mentre il mondo è cambiato.
E abbiamo bisogno di forze politiche nuove, socialiste, del popolarismo, conservatrici, progressiste, ma tutte con una cultura nuova, che colgano la drammaticità del momento, che da prospettive diverse almeno capiscano il rischio che incombe su tutti noi.
Perché il disastro è sempre improvviso.
Oggi il primo imperativo è fermare questa folle corsa verso la guerra, perché di una nuova grande festa della morte non abbiamo bisogno.
Fonte: Vincenzo Costa

Arianna Editrice Rassegna Stampa

11 commenti su “Fermare la corsa dell’Occidente verso la morte

  1. I padroni americani e c. dell’occidente, ubriachi da tante interminabili sconfitte, sperano di vincere. Ma questi sono proprio scemi e più scemi. Il Trend, la Tendenza storica attesta che sono PERDENTI CRONICI. Non c’è niente da fare.
    Sono rozzi, sono ignoranti, e molto JELLATI. Che facciano una brutta morte!

  2. In Europa si stava bene quando Germania e Russia univano industria e risorse naturali ; l’Europa è propaggine dell’Eurasia, gli anglosassoni sono al di là del mare, sono altro da noi.

  3. la cosa più impressionante è la rassegnazione della maggioranza della gente che pure vede e sa; già nel 2016 fui molto sorpresa che in Estonia, con un 28% (a inizio secolo) di cittadini russofoni non si trovassero scritte bilingui, tutto e solo nell’incomprensibile lingua di ceppo ural-altaico. La comunità russa vive in Estonia da secoli, terra storicamente multietnica come tutte nell’Europa orientale. La numerosissima comunità ebraica è stata, come noto, sterminata, quella tedesca, anch’essa numerosa, cacciata nel 1945. Raccontandolo in Italia non ho visto reazioni almeno un po’ preoccupate. Anche in politica, come in medicina, manca la cultura della prevenzione?

    1. Lasciando perdere gli ebrei, incistati in posizione dominate nei centri di comando dell’impero del male che ha il suo centro negli usa, i nanetti baltici stanno perseguitando i russofoni da qualche tempo e sono strumenti nelle mani della nato.

      Questa situazione va avanti, quanto meno, dall’ingresso nella nato dei tre nanetti baltici russofobici e provocatori, cioè dalla fine di marzo del 2004, con il quinto allargamento dell’organizzaxzione guerrafondaia che ha operato, allargandosi a est, per circondare e minacciare la Federazione Russa in Europa.

      Dal 24 febbraio 2022, la russofobia ha dilagato anche da noi – colonia dell’impero del male senza sovranità – dove i russi e russofoni sono pochissimi.

      Cari saluti

  4. A pro .. A prosito dell’Indo-Pacifico, di taiwan o meglio l’isola cinese di formosa e di luoghi lontani, dove noi non abbiamo interessi … come dire … coloniali e imperialisti essendo soltanto una colonia priva di anima dell’impero usa-anglo-giudaico, consiglio il seguente articolo di Analisi Difesa, che riguarda la portaerei leggera STVOL italiana Cavour che costa ben più di un miliardo di euro:

    La Marina italiana torna in Estremo Oriente con la portaerei Cavour

    https://www.analisidifesa.it/2024/01/la-marina-italiana-in-estremo-oriente-rimpac-e-il-dispiegamento-del-gruppo-portaerei-cavour/

    Ma il Mediterraneo – e non certo l’Indo-Pacifico – non era un tempo Mare Nostrum e tutti i veri interessi nazionali erano là? Sarà mica che è arrivato un ordine perentorio al governicchio in carica, che ascolta soltanto “la voce del padrone”?

    Cari saluti

  5. Gli americani perdono le guerre? A me sembra che restino il paese più ricco del mondo , e il più armato … I paesi che hanno “ vinto “ le guerre contro di loro sono invece messi a pecorina oppure alleati dei cowboy adesso tipo il Vietnam . Iraq , Afganistan, Siria … tutti paesi al lastrico senza un futuro. Forse gli conveniva perderla la
    Guerra …

  6. Bergollio non parla … Mattarella non parla … Meloni non parla … del pericolo delle ingiustizie delle stragi … come Pacelli nel 1939

  7. Ecco cosa dice sulle navi militari italiane mandate nell’occhio del ciclone, in Medio Oriente, un locale rotolo di carta igienica collaborazionista dell’impero del male:

    https://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/350-uomini-e-due-navi-da-guerra-cos%C3%AC-l-italia-protegge-i-suoi-interessi-nel-mar-rosso/ar-AA1mUgFq?ocid=entnewsntp&pc=U531&cvid=99b6805f1f024ea1b29c23ab434356b0&ei=27

    [Il Giornale]

    350 uomini e due navi da guerra: così l’Italia protegge i suoi interessi nel Mar Rosso

    Estratto: La Marina Militare Italiana ancora una vota protagonista di una missione internazionale di logistica e soccorso nel complesso teatro mediorientale.

    Questi scarti di verme definiscono l’invio di navi militari italiane, al seguito degli imperialisti anglo-statunitoidi, come “missione internazionale di logistica e soccorso” e probabilmente polli e zombi di cui è piena l’Italia ci credono …

    Fortunatamente le due fregate non hanno partecipato ai bombardamenti sullo Yemen, anche perché non hanno a bordo i BGM-109 Tomahawk (missili da crociera) e altri simili ordigni.

    Con questo e con l’invio della portaerei leggera Cavour, assieme a una piccola squadra navale, nell’Indo-Pacifico il governicchio zerbino degli statunitoidi-angli-ebrei ci espone sempre di più a rischi di guerra.

    Cari saluti

  8. Non ho mai approvato il modo in cui la Russia conduce questa operazione speciale è una pazzia, usa quasi solamente l’artiglieria e la fanteria x conquistare piccoli appezzamenti di territori mettendo a rischio la vita dei propri soldati,xchè non usa l’aviazione visto che quella Ucraina come scrivete è alla frutta, come fa Israele o gli Usa, o credete che questi due paesi siano stupidi con gi aerei si possono distruggere facilmente gli aeroporti e le linee ferroviarie in modo da fare mancare al fronte i rifornimenti, potrebbe usare anche la marina x questi intenti, invece di farsi distruggere le navi. Certo che potrà vincere ugualmente ma a che prezzo.

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