"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Femministe in piazza, il sistema ringrazia

a cura del Club Femminile di Raido

Sabato 25 novembre a Roma, il movimento femminista “Non una di meno” ha indetto una mobilitazione nazionale contro la violenza sulle donne e di genere. La tematica, sulla quale non avremmo niente da obiettare, è stata tuttavia appannaggio delle peggiori degenerazioni della società. La folla, forte di migliaia di attivisti e curiosi, ha sfilato urlante per le strade della Capitale, rivendicando slogan che farebbero raccapricciare anche il più bieco tra gli uomini.

Tra le reclame più gettonate, figurano striscioni che inneggiano all’aborto libero, al rifiuto della famiglia tradizionale, alle unioni omosessuali e all’abbattimento delle frontiere. La libertà della donna diviene così una sterile possibilità di disposizione del proprio corpo, macchina al servizio del progresso della società – che altro non è che sradicamento – e della “libertà” modernamente intesa che è dispersione, definendo tutto ciò una vittoria.

La dignità ed il valore della donna non si difendono sbraitando strappandosi i vestiti di dosso, gridando volgarità e straziando il corpo, tempio dell’anima e dello Spirito. Per tornare ad essere donne dobbiamo riappropriarci del ruolo sacro che ci compete respingendo i falsi miti del mondo moderno, gli stessi che individuano nel nucleo familiare una vecchia zavorra da cui liberarsi al più presto.

Difatti, “oggi ed ora, occorre che la donna acquisisca il coraggio di spezzare i lacci della prostrazione, di recuperare la propria dignità riappropriandosi del ruolo che per diritto divino le compete: essere autrice non solo di vita ma anche madre di vita spirituale e di civiltà; autrice e ispiratrice di armonia, di bellezza e di verità; coraggiosa custode del progetto di un mondo più giusto, più degno e più bello. Un progetto che è nella mente di Dio la cui realizzazione, senza l’apporto della donna e senza la luce del suo amore non potrebbe neppure essere tentata.”[1]

Femministe in piazza

Precisazione necessarie, quelle di cui sopra, se si vuole inquadrare fenomeni come la manifestazione di sabato a Roma. Concetti nobili e condivisibili, quelli contro la violenza sulle donne, ma espressi nel peggior modo possibile e sì da farne un “cavallo di Troia” per tante brutture del mondo moderno. Auspicando che azioni di violenza sul sesso femminile smettano di esistere, condanniamo tali agitazioni popolari, in quanto ancella di un potere che annienta la sacralità, oltre che della Donna, dei popoli tutti.

[1] Tratto da “La donna e l’amore nella via del cavaliere” di Mario Polia in Documenti per il Fronte della Tradizione a cura del Cuib Femminile di Raido.

Fonte: Azione Tradizionale

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  1. Eugenio Orso 3 settimane fa

    La violenza contro le donne non è iniziata quando i cosiddetti media mainstream, cioè la voce delle élite, hanno cominciato a vomitare, come in una catena di montaggio, notizie e servizi allarmanti su questo tema.
    Si tratta, anche il tal caso (come in quello delle “nozze gay”), di deviare l’attenzione del “pubblico” dalle questioni di fondo, quali il lavoro, la perdita di potere d’acquisto di redditi popolari e pensioni, la precarietà e la nuova povertà diffuse, tanto da abbracciare il vecchio proletariato industriale quanto una cospicua fetta di ceto medio.
    Ciò accade non per combattere gli abusi sulle donne, per affermare i loro diritti, ma per distrarre il “pubblico”, o meglio, i polli da mettere in pentola, affinché non vedano il pericolo, neoschiavista e depauperante, che stanno correndo.
    Inoltre, sono proprio alcuni fra i più stretti “alleati” dell’occidente neocapitalista a mantenere forme di schiavitù per le donne, come fa, ad esempio, l’infame Arabia saudita … Per non parlare dello stato islamico, nato proprio su un modello ultra saudita.
    Il cosiddetto movimento femminista, con le sue argomentazioni, è di supporto al dominio dell’élite finanziaria globale, come testimonia un brutto soggetto quale è Laura Boldrini.

    Cari saluti

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  2. The roman 3 settimane fa

    Le elites globaliste , con il consueto corollario di pseudointellettuali e Ong, mettono puntualmmente il cappello su ogni istanza che possa far avanzare il loro progetto. Le donne che vengono molestate o assaltate nelle nostre strade sono l’ opposto di quelle pussy riot che profanano le chiese o quelle boldrine che pontificano dagli scranni che usurpano. Le antenate dei celti e dei Germani , pronte a combattere a fianco dei loro uomini a difesa della loro terrs e dei loro figli sono queste le donne a cui dovrebbero isprarsi in questo tragico momento storico. l

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  3. MauriZIO 3 settimane fa

    Non vorrei essere mal interpretato e dichiaro solennemente di aborrire e condannare ogni violenza o discriminazione sulle donne.
    Al solo fine di una puntualizzazione doverosa riporto di seguito dei dati ben conosciuti, ma non abbastanza pubblicizzati :
    “Secondo le statistiche dell’Agenzia per i diritti fondamentali della Ue nel nostro paese le donne vittime di violenza fisica o sessuale dai 15 anni in poi sono il 27%, a fronte del 52% in Danimarca, del 47% in Finlandia e del 44% in Francia e Regno Unito”
    Ecco il link : http://www.repubblica.it/cronaca/2017/03/02/news/violenza_contro_le_donne_piu_nel_nord_europa_italia_sotto_media-159615340/
    Grazie per la cortese attenzione.

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  4. Anglotedesco 3 settimane fa

    Viviamo in una società capitalista tutti vs tutti e per le proprie colpe bisogna sempre dare colpa agli altri.Le donne sono una categoria fallita, lo sanno benissimo anche loro, si sono fatte lavare il cervello dai sessantottini, non sanno fare la madri, sono immature, incapaci di assumersi le proprie responsabilità.Se la prendono con l’uomo è normale…

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    1. Animaligebbia 3 settimane fa

      Le “galline starnazzanti” continuano a farsi prendere per il culo dal sistema che le ha mercificate in cambio della liberta’ di darla a chiunque guadagnare il disprezzo degli altri e concludere l’esistenza sole,sterili e con una torva volonta’ di vendetta contro il genere maschile.Dopo la solenne inculata della pensione alla pari non hanno ancora capito che un uomo non ha il ciclo,non partorisce,non allatta,non va in menopausa e con tutta la buona volonta’ lavora molto meno di un uomo (parlo di mogli e madri,non di adolescenti 50enni).Cosa dire ancora,di questo passo la nostra cosidetta “civilta’ occidentale”sparira’ e forse e’ pure meglio.

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      1. Animaligebbia 3 settimane fa

        Ops, “lavora molto meno di una donna”.

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    2. atlas 2 settimane fa

      il femminismo è d’importazione anglosassone e ciò che lo caratterizza è l’odio per l’uomo. Sono anni che non ricerco un’italica, ben vengano quì, se sostituzione deve essere, solo straniere belle, africane, asiatiche, suddamericane. Che si arrangino con le banane le nostrane, sino a quando non si renderanno conto che non è la stessa cosa

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  5. Salvatore Penzone 2 settimane fa

    La loro è una pratica, quella di sobillare, istigare mettendo gli uni contro gli altri, costante e pervasiva che investe tutti piani. Il dividi et impera ha lo scopo di generare uno stato di perenne conflitto per produrre una condizione disumana dell’essere e un caos globale insopportabile.
    A tutti viene fornita la pietanza avvelenata di una narrazione semplificata che giustifica le paure, indotte dalla propaganda mass mediatica, mettendoci davanti un nemico e scaricare su di lui i mali del mondo perché in questo modo quelli che veramente fanno il male, sotto la coperta dell’esportazione della democrazia, dell’intervento umanitario, della propaganda buonista o del politically correct, potranno quatti quatti continuare a farlo. La grammatica delle paure, dei preconcetti, delle abitudini mentali sapientemente alimentate, costituisce la cifra che dà a un potere dal carattere spiccatamente orwelliano la capacità di programmare in anticipo le reazioni della massa delle persone. Quella della violenza nelle relazioni tra l’uomo e la donna è una narrazione gonfiata ad arte. Ai tg le statistiche e le relative argomentazioni, quelle che raccontano i fatti, non vengono prese in considerazione perché tutto il tam tam che fanno i media non avrebbe senso, visto che nello specifico i dati sui casi di violenza ci dicono che la violenza di genere in Italia dal 1998 è molto diminuita, mentre la media negli altri paesi europei è quasi del doppio. In più in un terzo dei casi sono le donne a procurare violenza sull’uomo. Quindi la diffusione della violenza è orizzontale e investe tutte le categorie e i generi ma questo non viene detto perché la costruzione “ideologica” non potrebbe più reggere.
    I seguenti dati sono forniti dalle prefetture e raccolti dal ministero dell’interno, sono dati reali che ognuno può leggere come vuole ma che danno comunque un quadro molto diverso da quello che sta producendo, da qualche anno, l’allarme mediatico. Secondo i dati del ministero dell’interno i delitti a sfondo sessuale nel 2016 sono stati 1.308 dei quali 251 commessi da donne, mentre sono state 1.057 quelli commessi da uomini. Nel 2013 il totale di questi delitti erano 4.488 il che porta a un calo rispetto al 2016 di 3.180 delitti, il 71%, mentre la percentuale della differenza tra delitti commessi da uomini e quelli commessi da donne è rimasta invariata. I casi di lesioni dolose sempre riferite alla violenza di genere nel 2016 sono stati 21.480 di cui 7.680 i casi di lesioni inferte da donne mentre i restanti 13.800 sono quelli riferiti a lesioni inferte da uomini. Nel 2013 le lesioni dolose erano state 66.317 con un calo nel 2016 di circa il 30% mentre le differenze percentuali tra uomini e donne restano costanti.
    Il totale, invece, degli episodi di percosse nel 2016 è stato di 4.718. Le donne che le hanno subite sono state 2.154, mentre il numero degli uomini che le ha subite sale in questo caso a 2.564. http://www.interno.gov.it/it/notizie/focus-sulla-violenza-genere-alla-prefettura-cagliari
    Ora ci dobbiamo chiedere, considerando la reale portata del fenomeno, anche a fronte del numero di violenze non denunciate che confermano la mancanza di certezza assoluta sui dati, perché viene messa su una campagna del terrore che fomenta odio nella coppia quando poi lo stesso è in continuo calo già dall’inizio degli anni 70?

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  6. Andrea Pilati 2 settimane fa

    Un saluto a tutti
    Violenza sulle donne o delle donne su se stesse e contro la loro natura? Come il Sistema usa il 25 novembre per inserire nelle nostre menti il termine “gender” affinchè diventi accettabile:
    https://traterraecielo.live/2017/11/26/25-novembre-giornata-contro-la-violenza-sul-gender/

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  7. PieroValleregia 2 settimane fa

    … invito tutti a pregare per la conversione di queste possedute …
    un saluto
    Piero e famiglia

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