Fallito il piano USA per il Nuovo Secolo Americano ?

di  Luciano Lago

Le intemperanze del presidente Donald Trump e le sue contradditorie dichiarazioni, al di là dell’imprevedibilità del personaggio, denotano una crisi latente nella dirigenza USA e fanno emergere in forma plateale il contrasto tra il “Deep State” e l’Amministrazione Trump.
Fino a qui tutti i commentatori ed analisti politici sono piuttosto d’accordo mentre sono in pochi a delineare il contesto in cui si va sviluppando questa frattura all’interno della dirigenza di Washington e le sue ripercussioni sullo scenario internazionale.

Forse non tutti ricordano il vecchio piano della elite di potere USA che era stato delineato alla fine degli anni ’90 e che si denotava come “The Project for the New American Century“.  da cui prendeva nome un importante Think Thank a Washington dove si studiavano le strategie ed i sistemi da mettere in atto per assicurare agli USA l‘egemonia unipolare negli anni 2.000, dopo il disfacimento della vecchia URSS.

Non era quello un piano soltanto teorico visto che i personaggi che erano in quella organizzazione furono in buona parte catapultati nell’Amministrazione di George W. Bush e, dall’11 Settembre 2001, si occuparono di attuare quel piano mediante la strategia del caos e delle guerre che partirono da allora in Medio Oriente, in Asia ed in Nord Africa.

Gli USA, con il codazzo dei loro alleati e con l’importante contributo della NATO, hanno destabilizzato e gettato nel caos una intera e vasta area del mondo che va dal Medio Oriente al Nord Africa (Libia) all’Asia (Afghanistan), includendo oltre all’Iraq ed alla Libia, la Somalia, il Sudan, la Siria e lo Yemen.
Le guerre fatte da Washington hanno avuto un effetto catastrofico nei paesi coinvolti determinando non soltanto centinaia di migliaia di vittime e immani distruzioni ma anche l’insorgere del terrorismo islamico (da loro stessi utilizzato come leva di destabilizzazione), milioni di profughi sradicati dalla loro terre, migrazioni forzate, e altre nefaste conseguenze.

Tuttavia l’emergere di nuove potenze militari ed economiche ha di fatto reso impossibile l’attuazione del piano accarezzato dagli strateghi statunitensi: Russia, Cina e India si sono coalizzate in grandi alleanze come i BRICS ed accordi di cooperazione ecconomica, come lo SCO, e si sono allontanati dal vecchio ordine mondiale creato da Washington sulla base dei propri interessi geopolitici.
Non si può sottovalutare lo spettacolare avvicinamento che si è verificato tra la Cina e l’India, le due massime potenze geoeconomiche dei paesi emergenti, i cui dirigenti si sono riunti con frequenza negli ultimi mesi per mettere a punto il piano comune di cooperazione e di sviluppo.

La Cina si avvia a divenire la prima potenza economica mondiale ed è il paese che, con tutte le sue contraddizioni, sostiene ancora l’istanza del libero commercio su cui ha costruito il suo iper sviluppo economico, al cospetto di una alleanza trans atlantica che è stata messa in crisi dalla politica dei dazi praticata da Trump e dai voltafaccia di Washington rispetto ai trattati sottoscritti in precedenza.

Di fronte alla aggressiva politica USA, si contrappone il nuovo blocco dei paesi dei BRICS e dello SCO (accordo di Shangai)che sostengono il nuovo assetto multipolare del mondo e il ripudio dell’ordine mondiale stabilito dagli USA. Questo è un fatto che non può essere messo in discussione ed a poco serve l’agitarsi di minacce e sanzioni da parte dell’Amministrazione Trump che vorrebbero imporre a tutti i propri interessi imperialistici impedendo il saldarsi di una alleanza geopolitica fra i grandi paesi asiatici ed euroasiatici.

Il gioco è piuttosto scoperto e la principale priorità di Washington è quella di recuperare la posizione di predominio sulle aree strategiche del globo, dal Medio Oriente all’Africa, dove gli USA vedono insidiate le proprie vecchie posizioni di preminenza per l’attivismo e la presenza di Russia e Cina.
Il mondo però è cambiato e non è piu’ quello degli anni ’90, gli USA e l’Occidente rappresentano le potenze in declino, mentre si afferma un contropotere in Asia, come in altre regioni del mondo, che rifiuta il modello occidentale che ha dominato la Storia degli ultimi secoli e molti paesi sono alla ricerca di un proprio modello sulla base della propria cultura, Storia e religione.

Nel Medio Oriente si è costituito e si è affermato un “asse della Resistenza, costituito dalla Siria, dall’Iran e da Hezbollah libanese, a cui si è aggregato l’Iraq.
Si tratta di un asse che si contrappone ai progetti dell’Imperialismo USA ed ai piani espansionistici della dirigenza israeliana, quella che fomenta la destabilizzazione dei paesi arabi e islamici per favorire il progetto sionista della “Grande Israele“. In sostanza si è creato un fronte anti USA che contrasta i programmi dell’Imperialismo e del sionismo, con l’appoggio di Russia e Cina che hanno interessi contrapposti a quelli di Washington.

La caparbia ed eroica resistenza siriana alle forze mercenarie jihadiste appoggiate ed armate dagli USA, dall’Arabia Saudita e da Israele, ha creato una situazione nuova che oggi Washington deve affrontare con il tentativo di Trump di isolare e mettere al bando l’Iran, in vista di una nuova aggressione con il pretesto delle “armi di distruzione di massa” (nucleari), per quanto l’organismo internazionale della OIEA avesse certificato il rispetto dell’accordo sul nucleare da parte di Teheran.

In accordo con il piano USA di annientamento dei paesi che resistono, si è creata la nuova “Santa Alleanza“. sulla base di comuni interessi, fra USA, Arabia Saudita e Israele per la restaurazione del vecchio ordine mondiale. Il loro progetto è lo stesso di sempre: guerre e caos per ristabilire il dominio globale.
L’Europa è coinvolta e deve decidere quali siano i suoi interessi preminenti. Le classi politiche dei governi europei, prostituite agli interessi dell’Impero USA, sono oggi assediate da movimenti di contestazione e di alternativa al vecchio ordine. Allinearsi all’Impero o schierarsi con i popoli che lottano per la propria sovranità? Questa sarà la sfida del prossimo futuro.

1 commento

  • Farouq
    2 Agosto 2018

    Non ci sarà futuro, il piano segreto di sterminio globale procede con grande successo, malattie nuove, batteri resistenti, aria e cibo avvelenati, clima reso devastante. Tutto il resto è solo spettacolo

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