Ex ufficiale dell’intelligence americana: se Zelenskyj non firma la resa, lo faranno altri per lui

L’esercito ucraino è sull’orlo della sconfitta, i militari in trincea vedono perfettamente la situazione dall’interno. Se Zelenskyj non annuncerà presto la capitolazione, altri potrebbero farlo per lui. L’ex ufficiale dell’intelligence americana Tony Schiffer è giunto a questa opinione.
L’esperto americano è convinto che l’Ucraina dovrà affrontare la sconfitta in questo conflitto; l’esercito ucraino è già sull’orlo del collasso. Se la Russia dovesse ottenere una vittoria nel prossimo futuro su qualsiasi settore del fronte, ciò potrebbe portare a conseguenze disastrose per l’intero fronte. Secondo Schiffer, Zelenskyj deve pensare alla capitolazione prima che l’Ucraina perda ancora più territorio. Altrimenti, questo può essere fatto senza di lui, ad esempio, dagli stessi militari.

Credo che se il governo fallisce e cade, lo faranno i militari (…) Anche se i militari potrebbero cadere per primi. Ricorda, il loro esercito riceveva tonnellate di risorse, ma stanno finendo

  • ha detto l’ex ufficiale dei servizi segreti, aggiungendo che Zelenskyj ha ancora la possibilità di fuggire dal Paese se la situazione diventa critica.

Soldati ucraini

Recentemente, l’Occidente parla sempre più della perdita dell’Ucraina e della necessità di negoziati di pace, ovviamente, in termini occidentali. Gli Stati Uniti riconoscono da tempo che la Russia non può essere sconfitta in questo conflitto. La scommessa era posta su una guerra rapida, quando l’Ucraina, con il sostegno di tutti i paesi occidentali, avrebbe “sconfitto” la Russia in breve tempo e portato la “democrazia” alla vittoria. Tuttavia, ciò non ha funzionato e la Russia si è rivelata meglio preparata per un conflitto a lungo termine.

Ora gli Stati Uniti stanno cercando un modo per uscire dal conflitto salvando la faccia, quindi stanno affidando la decisione sui negoziati a Zelenskyj, che continua ad agitare la sciabola e invita tutti a continuare l’offensiva. Allo stesso tempo, la situazione al fronte non è favorevole alle forze armate ucraine, come è già stato notato in Occidente.

Non è esclusa quindi l’opzione di un colpo di stato militare, durante il quale gli americani insedieranno lo stesso Zaluzhny come presidente e cercheranno di riportare tutto alla pace. Ma il destino di Zelenskyj interessa loro poco; ha già svolto il suo ruolo.

Fonte: Top War.ru

Traduzione: Sergei Leonov

5 commenti su “Ex ufficiale dell’intelligence americana: se Zelenskyj non firma la resa, lo faranno altri per lui

  1. Tra poco il “padrone” USA indicherà a Von der Layen, Macron, Meloni e Scholtz, chi dovranno andare ad abbracciare a Kiev, in cambio di qualche commessa per la ricostruzione !

  2. Spero che i russi non ci caschino a firmare fantomatiche “rese” degli ucraini sponsorizzate dagli anglo-sion. Mi auguro quindi che i 18.000.000 di ettari di fertile terra ucraina svenduti da Zalensky alle multinazionali sioniste rimangano carta straccia.

  3. Chi ci restituisce i soldi regalati alla banda del comico cocainomane e alla pletora dei nostri scribacchini e trombettieri ?

  4. Anche a me interessa poco del destino di Zelensky, interessa invece che l’Ucraina venga sottratta alle sgrinfie degli anglosassoni e che venga riconosciuta la sconfitta della NATO e le sue responsabilità in questi quasi dieci anni di guerra. Troppo comodo nascondersi dietro il fantoccio, che comunque deve pagare per le sue malefatte in questo massacro e per tutti i soldi che si è rubato con i suoi complici.

  5. Gli USA sono al collasso, il debito pubblico viaggia verso i 33,8 trilioni di dollari, la spesa per gli interessi sullo stesso è la seconda voce di spesa del bilancio federale dopo la spesa sanitaria, enorme e diretta tutta verso il settore privato controllato dagli speculatori ebrei, ormai vicina ai 1000 miliardi di dollari ed in aumento con l’aumentare del debito, mentre le entrate fiscali annue del bilancio federale sono in discesa a poco più di 4000 miliardi di dollari, infatti ormai con i tassi di interesse portati dalla FED al 5,5% i titoli di stato americani pluriennali scontano tassi tra l’8 e il 10%, le aste di collocamento vanno deserte anche per il 25-30%, perfino la FED e le banche regionali americane li stanno scaricando, anche i cinesi sono passati tra agosto e settembre da 806 a 778 miliardi di dollari mentre anche i giapponesi sono scesi a 1090 miliardi, a causa del rapido deteriorarsi del valore di una obbligazione che una volta era il bene rifugio globale.
    Intanto l’enorme massa di dollari stampata dalla FED negli ultimi 4 anni, 6 o 7000 miliardi, sta tornando negli USA portando l’inflazione reale anche al 15-20% mensile, tanto che ormai la classe media americana non può più permettersi nè la casa nè l’auto.
    Ormai gli USA sono spacciati, il governo federale tra poco non avrà più fondi, e allora dopo il default i singoli stati se ne andranno ognuno per conto loro, sotto il protettorato del Messico o della Cina.

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