Ex analista del Pentagono: gli Stati Uniti agiscono per far risorgere Daesh in Iraq

L’ex analista del Pentagono Michael Maloof ha rivelato che gli Stati Uniti e Israele sostengono il gruppo terrorista del Daesh (ISIS) in Iraq nel tentativo di indebolire l’Iran e le forze dell’asse della resistenza, in particolare Hashid al Shaabi, escludendo nel contempo la scena di una prossima guerra. .

In un intervento sul canale televisivo libanese Al Mayadin TV, Maloof ha affermato che Washington e Tel Aviv stanno seguendo le procedure della guerra ibrida contro l’Iran.

“Sebbene Washington non voglia uno scontro diretto con l’Iran, potrebbe comunque ricorrere al caos scatenato in Iraq e Siria per provocare una risposta iraniana, nel caso in cui le possibilità di rielezione di Donald Trump siano scarse”, ha detto.

Le elezioni presidenziali statunitensi si terranno il 3 novembre e Trump resta indietro nei sondaggi rispetto al suo avversario democratico Joe Biden.

Secondo Maloof, il presidente americano sta operando per provocare l’Iran, su richiesta di “Israele”, ma non andrà oltre questo.

Tale strategia viene messa in atto in quanto l’amministrazione americana è consapevole che, che in caso di un attacco all’Iran, Teheran si vendicherà e reagirà con forza, ha dichiarato.

“D’altra parte, Israele e gli Stati Uniti stanno lavorando insieme per spingere i paesi della regione verso la guerra e la destabilizzazione”, ha aggiunto Maalouf.

Sulla questione irachena, l’ex analista del Pentagono ha affermato che le forze di mobilitazione popolari, denominate “Hashid al Shaabi” costituiscono un vero problema per gli Stati Uniti e, in funzione di questo, secondo l’analista, Washington sta lavorando per rianimare il gruppo del Daesh in Siria ed in Iraq che era stato sconfitto con l’apporto decisivo del Hashid al Shaabi, sostenuti dall’Iran del generale Soleimani.
Le forze della resistenza, presenti al confine tra Iraq e Siria, hanno documentato ultimamente l’arrivo di elicotteri USA che hanno caricato a bordo molti elementi del Daesh che sono stati trasportati verso una località dell’Iraq.

Milizie sciite di Hashid al Shaabi


Una rinnovata presenza del gruppo Daesh in Iraq permetterebbe agli USA, da un lato, di impegnare nei combattimenti le forze sciite degli Hashid al Shaabi e, dall’altro lato, di giustificare una propria presenza militare nel paese arabo.
Questo nonostante il Parlamento iracheno abbia votato a grande maggioranza per il ritiro di tutte le truppe USA considerate occupanti, Washington vuole mantenere il controllo dell’Iraq.

Fonte: Al Mayadin

Traduzione: Luciano Lago

3 Commenti

  • Teoclimeno
    8 Maggio 2020

    La presenza anglo-sionista in Iraq riveste anche un carattere strategico. In quanto il Paese Mesopotamico è frapposto fra la Siria e la Persia, e quindi all’occorrenza i sionisti sono in grado di agire su entrambi i fronti. Una soluzione potrebbe essere quella di cacciare definitivamente i ratti invasori dalla Siria, per poi “massaggiarli” da entrambi i fronti. In ogni caso la loro fine è già stata decisa. Manca solo la data.

  • Eugenio Orso
    9 Maggio 2020

    Non credo che abbiano rinunciato al vecchio piano sionista-giudeo di spaccare i paesi arabi (vicini a israele) per indebolirli e dividerli in entità più piccole, preferibilmente in conflitto fra loro.
    Il tentativo, dal 2011, è stato fatto in Siria, con la complicità turcoide e delle infami “monarchie del Golfo” e poi anche in Iraq.
    Questo piano è ancora in atto, come confermano gli accadimenti e la soldataglia usa, ma soprattutto i mercenari, sono ancora attivi in Siria e in Iraq.
    Inoltre, siccome dal 1979 in Iran non c’è più il filo-usa Reza Pahlevi, l’operazione di destabilizzazione dell’Iraq, sempre più spostato verso un Iran sciita, indipendente e socrano, è diventata irrinunciabile, per un tentativo (che probabilmente fallirà, se non è già fallito) di accerchiare e strangolare l’Iran.
    Molto semplice, conoscendo il nemico, il quale è subdolo, mentitore, privo di etica, disposto alla strage di popolazione e non molla.
    Non mollerà perché difende con le unghie e con i denti il suo potere a livello geopolitico e non può tollerare di essere estromesso da aeree geopolitche così importanti.

    Cari saluti

  • Sonny Crockett
    9 Maggio 2020

    Ma dite che si fermeranno solo quando sarà conquistato dall’Eufrate fino al Nilo, come la bandiera sembra suggerire o sono solo mie fantasie?

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