Ex ambasciatore degli Stati Uniti: il coinvolgimento di Bin Salman nell’omicidio Khashoggi, un disastro per “Israele”

L’ex ambasciatore statunitense a Tel Aviv (2011-2017), Dan Shapiro, ha considerato che il coinvolgimento del principe ereditario saudita Mohammad bin Salman (Mbs) nell’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi rappresenta una catastrofe per “Israele”, aggiungendo che l’interesse principale dell’entità sionista si trovava nell’alleanza USA-Arabia Saudita contro l’Iran.

In un articolo pubblicato esclusivamente dal quotidiano israeliano Haaretz, Shapiro ha aggiunto che MbS ha commesso un crimine atroce che ha gravi ripercussioni in quanto pone l’Arabia come un paese non affidabile e mina la possibilità di stabilire un consenso internazionale sulle pressioni esercitate sull’Iran, sottolineando che il principe ereditario saudita, oltre alla smisurata ambizione, soffre di cecità strategica.

“Tranne il presidente Donald Trump, nessuno dei politici statunitensi ed europei potrebbe avere intenzione di incontrare bin Salman per discutere con lui della questione iraniana”.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti, il crimine di uccidere Khashoggi non manterrà il valore inestimabile del sanguinario principe, questo perché le ripercussioni di questo macabro assassinio rimarranno per tutto il tempo in cui MbS è al potere, secondo Shapiro.

Nessuno crede più alle menzogne dell’Arabia Saudita

Nel frattempo il governo saudita ha da poco annunciato una serie di nuove bugie per coprire l’omicidio del dissidente Jamal Khashoggi, secondo il New York Times, tali bugie “sono un insulto sia per la memoria di Jamal sia per la nostra intelligenza”.

“Venerdì il governo saudita ha rilasciato una dichiarazione in cui si afferma che Jamal è stato ucciso quando si è verificata una lite finita male nel suo consolato a Istanbul. Veramente? Si tratta di una scazzottata nella quale, secondo quanto riferito, i sicari sauditi avevano già portato una sega elettrica per le ossa, in modo da poterlo smembrare subito dopo; da alcuni fonti turche risulta che , i killer hanno iniziato lo smembramento mentre era ancora vivo”, ha scritto l’opinionista Nicholas Kristof per il NYT.

Mike Pompeo con i sauditi

“È anche grottesco per le autorità saudite affermare che un giornalista le cui dita sarebbero state amputate come parte della loro tortura siano riuscite in qualche modo a impegnarsi in una rissa. Jamal non aveva più pugni. ”

Kristof ha anche chiuso l’insabbiamento seguito all’omicidio, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minimizzato l’uccisione di Jamal ed ha accettato gli sforzi sauditi di istituire dei capri espiatori per evitare l’accusa.

Nel frattempo, il commentatore americano ha sferrato un attacco al principe ereditario Mohammed bin Salman (MBS) “che quasi tutti ritengono che questi debba aver approvato tale operazione”.

MBS è “ora dice di essere per” Mr. Bone Saw “- il quale condurrà un’indagine su quello che è successo. È come nominare OJ Simpson per indagare sull’assassinio di Nicole Brown Simpson. ”

Ha detto che le bugie saudite sono “così palesi e inverosimili che sottolineano quanto MBS sia fuori dal mondo, e suggeriscono anche che MBS crede che avrà il sostegno degli Stati Uniti in questo insabbiamento”.

Kristof ha detto che MBS “si era già scagionato dal rapimento del primo ministro libanese e di aver affamato di otto milioni di yemeniti”.

In questo contesto, ha avvertito che se il principe ereditario saudita riesce anche a uccidere impunemente Khashoggi, che era un giornalista residente negli Stati Uniti e nel Washington Post, “allora è una luce verde per lui e per qualsiasi altro autocrate che vuole far scomparire un giornalista problematico. Giornalisti e attivisti per la democrazia in tutto il mondo avranno fucili puntati alle loro spalle “.

Nota: Il New York Times era uno dei tanti media USA che avevano sostenuto la versione del “principe riformatore” che veniva diffusa per accreditare l’Arabia Saudita come miglior alleato degli USA nel mondo arabo. Alle donne veniva concesso di guidare ed andare al Cinema e tanto bastava. Delle purghe con eliminazione fisica dei rivali il NYT non dava notizia, delle stragi nello Yemen ad opera dei sauditi, nessuna menzione. Sembra che anche negli ambienti “liberal” degli USA l’aria sia cambiata nei confronti del principe Bin Salama e questi dovrà forse iniziare a preoccupararsi. Chi di purga ferisce, di purga può presto perire.

Fonte: The New York Times

Traduzione e nota: Luciano Lago

7 Commenti

  • atlas
    20 ottobre 2018

    e se lo dice Dan Shapiro … ci crediamo tutti che la democrazia americana e giudea è il miglior sistema al mondo …

  • eusebio
    20 ottobre 2018

    Ormai è appurato che gli USA non sono più un paese di tradizione europea e sono governati da una oligarchia semitica ebraico-arabosunnita. Il rischio di conflitto diretto con Russia e Iran è sempre più elevato, potrebbe finire con un conflitto nucleare.

    • atlas
      21 ottobre 2018

      ‘arabosunnita’ ? Wahhabiti e salafiti sono giudei.

      • Christian
        21 ottobre 2018

        Storicamente wahabismo e sionismo sono ideologie sostanzialmente criminali, e sono sempre state aiutate sin dalla loro nascita nel 19o secolo ad espandersi e consolidarsi. Senza l’aiuto inglese questi due cancri sarebbero presto scomparsi poco dopo la nascita. È anche vero che stanno emergendo sempre più studi sul fatto che la famiglia ‘reale’ Saudita, sia in un qualche grado di discendenza ebrea.

        • atlas
          21 ottobre 2018

          Ibn Abraham Ibn Moshe Mordekhai (classico cognome giudeo di cui anche Karl Marx) Ibn Saud: questo il loro capostipite, serve aggiungere altro ?

    • Christian
      21 ottobre 2018

      Arabosunnita nel senso che le ultime amministrazioni americane hanno ottimi rapporti con i gruppo (terrorista e oscurantista, finanziato da Turchia e Qatar) dei “Fratelli Musulmani”. Cooperano poi con la parte sunnita dell’islam, perché è noto che siano quelli più “vicini” al terrorismo, e facilmente inclini al settarismo e all’oscurantismo in genere, mentre gli sciiti capitanati dall’Iran sono nemici mortali del terrorismo, e le società sciite o simili (come gli alawiti) sono società laiche che non sono compatibili con l’estremismo wahabita/salafita/takfiro.

      • atlas
        21 ottobre 2018

        non m’interessa nulla degli sciiti religiosamente io sono Sunnita, se l’Iran Nazionalizza tutto buon per loro, fa bene (sei in contraddizione, hanno fatto una repubblica basata sulla religione, il laicismo è cattolico non islamico), ma la fratellanza salafita che chiami ‘musulmana’ non è né islamica né sunnita: il loro fondatore, nel 1928, uomo del servizio di sicurezza inglese era un massone egiziano, Hassan Al Banna. E poi sappiamo tutti che gl’inglesi sono stati giudeizzati, sono un popolo come un altro, io apprezzo tanto di loro. Ahl al sunna w jamaà ha un credo che non è Islamico Sunnita, in Egitto, dove ci sono i più Grandi scienziati Islamici Sunniti sono da sempre banditi. E poi la guerra di religione che fanno è proprio contro i Sunniti. Dove sono gli sciiti in Libia ? E in Tunisia (ora con la democrazia giudeo americana comandano loro) ? E in Algeria (guerra durata tutti gli anni ’90) ? In Marocco sono sempre pronti a distruggere la monarchia. Non ci sono sciiti in tutte queste Nazioni, ma l’Iran li finanzia e appoggia nonostante siano contro Assad che è loro alleato, perché ?

        Grandi Musulmani Sunniti sono stati Gamal Abdennasser, Muammar Gheddafi, Ben Ali, Houri Boumedienne e Saddam Hussein

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