Europa o barbarie?

di  Federica Florio

E’ di qualche giorno fa la notizia, proveniente dalla Francia, di un altro terrificante episodio di violenza perpetrato da uno straniero ai danni di una donna europea e se non fosse già aberrante uno stupro, lo sono ancora di più le motivazioni della difesa che hanno spinto i giudici ad assolvere con formula piena l’immigrato pakistano: non aveva i “codici culturali” per capire il reato.

Sembra incredibile, ma nell’epoca del femminismo 3.0, in cui ci si indigna per come un uomo si siede ( il cosiddetto manspreading), si accetta con serenità, nel silenzio più assordante, che un uomo usi violenza su una donna per motivi culturali.

Sembra che le femministe europee siano affette da dissonanza cognitiva: laddove la violenza sessuale non abbia come protagonista un giovane maschio bianco, magari politicamente orientato a destra, vige una colpevole e disgustosa omertà: il politicamente corretto vale più di una giovane vita spezzata dalla barbarie.

Come non ricordare, del resto, la colpevolizzazione prima e l’oblio successivamente che sono stati elargiti alle povere Pamela Mastropietro e Desiree Mariottini, colpevoli solo di essere state donne fragili vittime di quei poveri negretti tanto cari alla sinistra da riviera.

Diciamolo chiaramente: lo slogan sbandierato dai centri sociali all’indomani del massacro della piccola Desiree ( “le strade sicure le fanno le donne che le attraversano”) è una bestialità.

Germania, violenza sulle donne

Noi donne europee non siamo al sicuro e non possiamo certamente chiedere aiuto a movimenti quali “non una di meno”, impregnati di misandria e autoreferenzialità, o ai loro referenti “culturali”, intellettuali di spessore come Angela Finocchiaro, secondo la quale “tutti gli uomini sono dei pezzi di merda” (quelli bianchi, va specificato).

La donna europea è sotto attacco: da una parte è considerata come elemento funzionale del liberismo, una volta destrutturata nella sua natura più intima e autentica, dall’altra è ritenuta bottino di guerra da giovani maschi provenienti da subculture che portano in dote un patrimonio ideale che non ci appartiene.

A chi rivolgere un accorato appello se non agli europei, a quello stesso “etero-patriarcato bianco” così odiato dalla narrazione velenosa del femminismo ?

Uomini, rammentate il vostro antico retaggio, ridestatevi dal torpore cui il progressismo vi ha costretto e difendete il futuro dell’europa e delle sue donne!

Fonte: Il Pensiero Forte

9 Commenti

  • atlas
    30 Novembre 2018

    premesso che chi possiede con la forza una o più donne senza il loro consenso è molto più simile ad un animale che a un essere umano per via della mancanza di controllo sessuale, il femminismo a noi Siciliani, Europei Mediterranei non ci appartiene: è stato importato. Strumentalizzato. Al fine di creare e consolidare giurisprudenze sinistre e perverse proprio come quelle delle motivazioni contrarie alla più elementare Legge naturale che hanno portato ad assolvere quell’uomo che solo a due pasi da dov’è originario, in Iran, per lo stesso reato sarebbe stato condannato a morte

  • Piero
    1 Dicembre 2018

    atlas, forse ho letto male ma la giornalista ha scritto: ” i giudici ad assolvere con formula piena l’immigrato pakistano: non aveva i “codici culturali” per capire il reato.” Perciò non originario dell’Iran.

    • Monk
      3 Dicembre 2018

      Atlas, stai offendendo gli animali

  • Max Tuanton
    1 Dicembre 2018

    IL musulmano democratico che discolpa I suoi consanguinei che con I loro appestatoi fatti a moschea o sinagoga stessa razza di rifiuti d’oriente invadono l’europa ovunque ,le mitra da cui cantate 5 volte al giorno utility solo a sbragare I maroni a chi va a lavorare le tirerei giu come han fatto in America con le torri gemelle

  • Sed Vaste
    1 Dicembre 2018

    Bravo Max e poi che dire su quei boiler-donna le Italiane sono tra le piu brutte fighe del globo hanno mille ragioni per non farsi scappare il negro di pasaaggio che le riempie fino all’ombelico o il musulmano dai piedi palmati che si farebbe anche un tubo di scappamento e che per giunta le riempie di botte. Non vogliono I fascisti e I nazisti e allora che si becchino I Negher e I musulmani stessa stirpe di gentleman

  • amadeus
    1 Dicembre 2018

    Se non aveva i codici culturali perché lo avete fatto entrare in u.e, se lo aveste rimandato indietro al suo paese dove può stuprare tutte le donne che vuole (se glielo permettono) la signora vittima della violenza stava serena e senza problemi, e poi che significa che questo pakistano può stuprare tutte le donne che vuole, se é così sai in quanti si affretteranno a chiedere la cittadinanza pakistana. Ma dove hanno fatto giurisprudenza sti giudici?! P.S la sentenza é valida anche se a subire saranno le loro mogli, figlie e sorelle, sarà un interessante risposta.

  • gengiss
    1 Dicembre 2018

    Puzza tanto di fake news: qual è la fonte di questa notizia?

  • Alessandro
    2 Dicembre 2018

    Gengis ed allora il giudice italiano che ha lasciato libero l’extracomunitario che stava rapendo una bambina prontamente bloccato dal padre della stessa?
    La motivazione fu che il sequestro di persona non è stato ultimato.
    I giudici sono casta pure loro, la più potente.

  • Monk
    3 Dicembre 2018

    Si ha più soddisfazione a conversare con un vero lobotomizzato uscito da qualche lager psichiatrico che con questi individui permalosi e sensibili quando li etichetti radical chic.

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