Eurasia sotto attacco


di Umberto Bianchi

Come d’improvviso, la nostrana opinione pubblica assieme a quelle di mezza
Europa, sembra essersi dimenticata del famigerato Covid. I dati sulla pandemia
vengono oramai frettolosamente e disinteressatamente snocciolati,l’emergenza
sanitaria sembra squagliarsi dinnanzi all’avvicinarsi di una stentata stagione
primaverile…Fine dello stato d’emergenza dunque?

Fine delle paure e ritorno ad una sia pur difficile, normalita? Manco per nulla. Parafrasando un antico detto:
“morta un’emergenza se ne fa un’altra”. E così, con una sollecitudine senza
precedenti, i nostri non-eletti governanti ci hanno amorevolmente trasbordato
verso un’altra ed ancor più esiziale emergenza: quella bellica.
L’Italietta del peloso buonismo, l’Italietta pacifinta e così lesta nel condannar le
altrui magagne, quell’Italietta sempre pronta ad incensare e magnificare “la
Costituzione più bella del mondo”, ebbene quell’Italietta si è d’improvviso
trasformata in un paese dal cipiglio serioso ed aggressivo, animato da un
linguaggio politico becero e massimalista. Erettasi a paladino delle (altrui…)
libertà, senza badar a cavilli, distinguo, dettati giuridico-istituzionali, considerati
ormai alla stregua di oggetti da anticaglia, la nostra Italietta ha deciso di
mostrare i muscoli, tirando fuori fior di quattrini per fornir armi al regime-
fantoccio di Zelenski ed al contempo, spalancando le porte (ed i cordoni della
borsa…) ad un afflusso di migranti senza precedenti, dalle zone del conflitto.
Il tutto per dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, ad una classe politica
totalmente asservita ai diktat di un mainstream eterodiretto da Oltreoceano, ma
anche per mostrare di non aver rinunciato al proprio volto buono, anzi buonista.

In tutto questo, la cosa che lascia maggiormente stupiti, è la criminale idiozia con
cui l’Europa tutta e l’Italia in particolare, si stanno avviando alla propria
cosciente, autodistruzione.
Alla base di tutto questo sta un particolare, forse
sfuggito ad una pubblica opinione distratta dai propri conati di buonismo,
ovverosia che a nessuno è mai e poi mai, venuta l’idea di chiedere alla
Federazione Russa, se voleva entrare a far parte della Comunità Europea.
Eppure, se andiamo a ben vedere, la Russia, dal punto di vista geopolitico e
geoeconomico, riveste una importanza che nè l’Ucraina, nè i piccoli stati baltici,
nè altri attori dell’Europa orientale, rivestono. La Russia si estende su una
superficie che ricopre una bella porzione del nostro pianeta, è caratterizzata da
immensi spazi e da numerose risorse naturali. Con l’Italia, in particolare, il
grande paese vanta una consolidata tradizione di fiorente interscambio
economico e commerciale, nel quale rientrano anche, quelle forniture di gas, di
cui oggi tanto si parla. Non solo. La Federazione Russa rappresenta un vero e
proprio ponte geostrategico tra Europa ed Asia, un suo ingresso nella Comunità
Europea, avrebbe rappresentato un grandioso rafforzamento di quest’ultima,
nella veste di vero e proprio blocco continentale.

Ed invece cosa ti fa , la tremebonda Europetta di Bruxelles? Senza esitazione
alcuna, cerca di cooptare tra le proprie fila, tutta una serie di paesi alla Russia
limitrofi, nell’ambito di quella che, senza troppi eufemismi, altri non è che un a
manovra di accerchiamento del grande paese. Alla base di tutto questo vi sono,
fondamentalmente due motivi, strettamente interrelati. Il primo, di ordine più
immediato, riguarda la ragion d’essere dei vari gasdotti , colleganti la Russia al
resto d’Europa e che gli Usa hanno sempre visto come un pugno nello stomaco ai
propri interessi geoeconomici. Pertanto, la recente e masochistica mossa tedesca
di chiudere i rubinetti del gasdotto “nordstream”, è stata vista
dall’amministrazione Usa come una vera e propria manna dal cielo, un viatico ad
una massiccia esportazione del gas americano verso l’Europa, chiaramente
venduto a prezzi che nulla avrebbero a che fare con quelli russi…
Il secondo motivo, di ordine più generale, rientra in una più generale
impostazione geopolitica e geostrategica, che vede il ripetersi di quello che
sembra essere una costante della storia occidentale da quattro secoli a questa
parte. Il tentativo da parte delle potenze “talassocratiche”, Gran Bretagna prima e
Stati Uniti poi, di esercitare un diretto dominio sul “kontinentalblock”
eurasiatico, ovverosia su quell’immenso continuum continentale, che va
dall’Irlanda a Vladivostock, denso di popoli, culture e tradizioni che, senza
timore, si può tranquillamente affermare, hanno letteralmente dato luce al
mondo. Dall’assalto ai galeoni spagnoli che, dalle Americhe venivano carichi
d’oro, con la pirateria dei vari Sir Francis Drake, passando per l’attacco
all’impero napoleonico, sino all’eliminazione degli Imperi Centrali e
successivamente, del ruolo nel mondo dell’Europa intera, a seguito dei due
conflitti mondiali, le potenze “talassocratiche”, Gran Bretagna prima, Usa in
seguito, hanno sempre cercato di impedire il prevalere di una qualsivoglia
potenza continentale in Europa, al fine di mantenere il proprio predominio
geopolitico ed economico sull’Occidente prima, e sul mondo intero in seguito.
Nello specifico, gli Usa nell’ ordine mondiale bipolare, venutosi a costituire
nell’immediato dopoguerra, hanno potuto consolidare le proprie posizioni ed il
proprio modello socio-economico, (quello liberal capitalista), a discapito di un
sempre più obsoleto e sclerotizzato modello sovietico. La stessa caduta del Muro
di Berlino, sembrava aver spalancato le porte a quella che, Francis Fukuyama
avrebbe definito “la fine della Storia”, ovverosia l’uniformazione dell’intero orbe
terracqueo al modello liberista capitanato dagli Usa che avrebbe , pertanto,
determinato la fine di qualunque competizione geopolitica o geostrategica che
dir si voglia.

Riunione dei paesi dell’Eurasia


Invece, l’emergere di nuove realtà come la Cina, nel ruolo di “competitors” nei
riguardi degli Usa , accompagnati dalla rinascita del ruolo di potenza
continentale della Russia, ora non più sospinta da una stantia ideologia
bolscevica ma, piuttosto da uno spirito che ci riporta con la memoria ad autori
slavofilicome Nicolaj Sergeevic= Trubeckoj (1890-1938) e Lev GumileCv (1912-
1992). Fautori questi ultimi, di un acceso eurasismo, proprio in
contrapposizione allo smaccato atlantismo di quei gruppi di potere finanziario,
strettamente legati alla potenza talassocratica Usa.

E pretesto migliore non poteva venire se non dall’annosa questione ucraina e dal

suo passaggio, da una politica estera di neutralità ad un riposizionamento
smaccatamente filo globalista, espresso dal desiderio di fare
il proprio ingresso nella Nato.
Il che, avrebbe significato una forma di minaccia e di condizionamento
geostrategico, da potersi esercitare in qualsiasi momento, nei confronti della
Federazione Russa, verso la quale è da sempre esistito da parte del mondo
“occidentale” un atteggiamento di snobistica demonizzazione. Quello che
dovrebbe essere un rapporto di proficuo partenariato tra est ed ovest
dell’Eurasia, quella che poteva trasformarsi un a importante area di influenza
sulle scelte di geopolitiche ed economiche a livello globale, è stata, invece,
trasformata in un’area di frizione e scontro tra due realtà che, da questo scontro,
usciranno solamente più indebolite.
Il tutto, a vantaggio della potenza Usa e dei centri di potere finanziario ad essi
collegati.
L’intera vicenda è poi condita da una quanto mai faziosa ed
unidirezionale narrazione, che vede nell’Ucraina l’unica, innocente, vittima
sacrificale, dimenticando che, dal 2014 in poi, anno del colpo di mano filo
occidentale a Kiev, le regioni russofone del Donbass e del Donetsk sono state
sottoposte da parte del regime ucraino, ad un vero e proprio genocidio, con tanto
di bombardamenti al fosforo ed altre consimili amenita che si stima abbiano
portato a ben 18.000 morti tra la popolazione civile di quelle zone.
Ora, chiarito il quadro, l’intervento militare russo assume ben altra valenza,
rispetto a quella offertaci dai media embedded. Non di aggressione, bensì di un
quanto mai disperato tentativo di uscire dall’accerchiamento Nato, si tratta.
Tant’è che, una delle precondizioni poste da Putin all’esecutivo ucraino, era
proprio quella della neutralità .Precondizione che, nelle ultime ore, sembra esser
stata accettata dalla Presidenza Zelenski, nel nome di una mossa dalla forte
carica mediatica e propagandistica ed anche, molto probabilmente, visto
l’elevato costo in termini di distruzioni e vittime che, la resistenza alle truppe
russe sta comportando.
Il disegno globalista va facendosi sempre piu palese, in tutti i suoi risvolti.

Lo stato di emergenza globale sanitaria prima, ora quello per gli eventi bellici
ucraini, fanno parte di un unico disegno volto a comprimere ed intimidire le
opinioni pubbliche occidentali, al fine di aver le mani slegate, per infliggere il
colpo finale all’ultimo ostacolo rimasto, al progetto di dominio su scala globale
di Lor Signori: la Federazione Russa. In tutto questo, forte permane lo sconcerto,
di fronte alla miopia ed alla malafede di una classe politica imbelle che, priva di
qualsiasi forma di legittimazione popolare e totalmente asservita ad interessi
ben lontani da quelli della gente, sta portando avanti una vera e propria tabella
di marcia “contra salus populi”.
A questo punto, di fronte ad aumenti di prezzi, inflazione, crisi economiche e
conseguente generale immiserimento, a fare la differenza, sarà l’esasperazione
popolare. Quali che siano, le modalita e quali i tempi perchè questo avvenga, e
difficile dirlo, ma stiamo già sulla strada giusta. Il malcontento e la coscienza di
quanto sta accadendo, sono oggi, piu che mai, presentabili a livello epidermico,
tra la gente. Quella gente della quale, Lor Signori, si sono dimenticati ed alla
quale dovranno, prima o poi, pagare un prezzo salato.

Fonte: Umberto Bianchi

7 Commenti
  • Giorgio
    Inserito alle 16:07h, 30 Marzo Rispondi

    Non ci sono dubbi che si concretizzerà l’auspicio contenuto nella conclusione dell’articolo …
    Non vedo l’ora ….

    • Enrico
      Inserito alle 23:53h, 30 Marzo Rispondi

      Se spendiamo 70/100 milioni di euro al giorno per le spese militari, sono sicuro che non sarà difficile trovare un sussidio, uno sgravio, una pensione, un incentivo o qualcos’altro per riguadagnare in fretta l’opinione pubblica dopo qualsiasi porcheria.
      Gli italiani sono vergognosamente corti di memoria e svelti a saltare sul carro di chi li mena avanti.
      Se l’europa affonda è quindi più che meritato. Abbiamo i governanti che ci meritiamo e la politica che ci meritiamo. Siamo tutti noi i veri responsabili. Tanti bei siti internet e non ci è mai passato in testa di fermare le nostre preziose auto tutte insieme per imporre un po’ di decenza sul costo dei carburanti.
      E’ perfettamente inutile che un gruppo di intellettuali abbia chiaro il punto e veda lucidamente la verità, caro Giorgio. Saranno nemmeno l’1% della popolazione, il resto sono pecore. E quindi saranno loro alla fine a pagare un prezzo salato. Ce lo insegna la storia. Avere opinioni ha un prezzo purtroppo, non c’è più nulla da fare. Rendetevene conto. L’umanità deve implodere per forza di cose, il processo è inarrestabile. Se riusciremo a tornare a candele e aratro sarà già un grande risultato. Buona fortuna a tutti.

  • Nuccio Viglietti
    Inserito alle 09:56h, 31 Marzo Rispondi

    Fukuyama… ovvero… fine di cervello!… chiunque no fosse addormentato poteva prevedere che Russia liberata da giogo sovietico era avviata divenire in pochi decenni… prima potenza mondiale… questione di risorse… solo questione di risorse…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  • maicol
    Inserito alle 19:38h, 31 Marzo Rispondi

    “a nessuno è mai e poi mai, venuta l’idea di chiedere allaFederazione Russa, se voleva entrare a far parte della Comunità Europea.” La Russia per tua informazione è nel gruppo dei G8

  • eusebio
    Inserito alle 19:38h, 31 Marzo Rispondi

    L’Eurasia è il futuro, nonostante tutte le sanzioni inflitta alla Russia l’economia va a gonfie vele, anzi anche grazie alle sanzioni, il rublo vola, la Borsa di Mosca è in rialzo, le aziende faticano a trovare manodopera soprattutto specializzata, i profughi ucraini scampati in Russia a centinaia di migliaia ai massacri dei banderiti trovano subito alloggio e lavoro, infatti i giornali italiani accusano i russi di averli deportati in Estremo Oriente, dove c’è una cronica mancanza di manodopera, la Cina ormai si sta affrancando dall’occidente anche sul piano tecnologico, Xiaomi è il primo produttore di smartphone al mondo, Huawei è la prima azienda al mondo per numero di brevetti richiesti e su un fatturato di circa 100 miliardi di dollari ne fa circa 20 di fatturato con oltre 20 di investimenti in ricerca e sviluppo. mentre pure nel settore critico dei microchip la cinese SMIC con i suoi 5,5 miliardi di dollari di fatturato ed oltre uno di profitti si piazza al quarto posto tra le fonderie di microchip e potrebbe sostituire TSMC come fabbricante di microchip per la MCST russa, insomma le economie di Russia e Cina pur se molto diverse tra loro si integrano molto bene e vanno alla grande.

  • art giapen
    Inserito alle 13:53h, 04 Aprile Rispondi

    non si può purtroppo non considerare che il metodo di governo sovietico ha molti punti oscuri, non credo che la cultura russa sia pronta a ‘fondersi’ con quella cosiddetta occidentale e viceversa, e non so fino a che punto anche noi stessi saremmo pronti a lasciare il nostro e ad abbracciare un ‘ordinamento’ anche solo simile a quello russo. Non si può nemmeno non considerare che la Russia ha categoricamente rifiutato di riconoscere e quindi ratificare le convenzioni sui diritti umani ormai riconosciuti dalla stragrande maggiranza dei paesi ‘civili’. Insomma la nostra democrazia certamente ha dei grandi difetti e bisogna riconoscere che la politica occidentale, Usa Uk e Europa, hanno fatto molti molti errori facendosi spesso manipolare da interessi che non sempre sono stati chiarissimi. La guerra fa schifo ma rappresenta gli esseri umani per ciò che in fondo sono, siamo.. siamo anche questo purtroppo, basta riflettere un poco, basta accendere la tv ed assistere a qualche discussione in qualche programma che parli della guerra e vedere come SI SCANNINO anche se non sono direttamente e fisicamente coinvolti negli scontri, figuriamoci come sarebbe se gli interlocutori fossero loro stessi direttamente coinvolti in un ipotetico conflitto ad esempio fra le loro rispettive famiglie, se avessero delle armi magari si sparerebbero a vicenda in diretta tv ?!.. E se vogliamo essere realiati e un poco cinicamente veri, se gli esseri umani si estinguessero EVVIVA per tutti gli altri animali ed esseri viventi della Terra, vivrebbero finalmente IN PACE

  • art giapen
    Inserito alle 14:01h, 04 Aprile Rispondi

    ah dimenticavo, mentre parliamo nel mondo si stanno combattendo ALMENO altri 30 conflitti armati e crimini di guerra vari

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