Esplosione alla base USA al confine tra Kuwait e Iraq

Uomini armati non identificati hanno fatto esplodere n ordigno esplosivo in una base statunitense al confine tra Kuwait e Iraq, ha riferito Al Arabyam citando forze di sicurezza irachene.
Secondo la fonte, sconosciuti sono riusciti a entrare nel territorio della base e ad attivare il disositivo esplosivo. Non si segnalano vittime.
Ancora una volta la Reuters riferisce che combattenti sciiti hanno attaccato un convoglio statunitense mentre questo si muoveva in territorio iracheno.


Gli attacchi contro le truppe USA si sono intensificati da quando il comando statunitense non ha voluto rispondere alla richiesta di ritiro delle truppe USA dal paese. La tensione è salita da quando gli Stati Uniti hanno attuato l’assassinio del generale Soleimani e del suo vice comandante iracheno delle forze di Mobilitazione Popolare presso l’aeroporto di Baghdad.
Il Parlamento iracheno aveva chiesto a grande maggioranza il ritiro di tutte le truppe USA dal paese.

Milizie sciite in Iraq


Le forze sciite inquadrate nelle Unità di Mobilitazine Popolare hanno indicato gli statunitensi come truppe occupanti e da allora si susseguono gli atacchi contro le basi USA e contro i convogli che si spostano per via terrestre.
Un comandante militare americano, rimasto anonimo, ha commentato che l’atmosfera in Iraq si sta facendo sempre più insostenibile per le forze statunitensi e per i cittadini americani. Sarebbe necessario l’invio di una grande numero di truppe per controllare la situazione ma l’amministrazione USA al momento, nell’imminenza delle elezioni, non potrebbe prendere un simile provvedimento.

Fonti: Al masdar News South Front

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

5 Commenti

  • atlas
    11 Agosto 2020

    attenzione anche a quelle che potrebbero essere provocazioni. Non è la prima volta che non esiterebbero a sacrificare uomini e mezzi per giustificare al mondo interventi armati e guerre. Gli usa si combattono solo con armi nucleari in massa

  • Alberto
    11 Agosto 2020

    Caro atlas questa volta la dici bene e giusta

  • eusebio
    11 Agosto 2020

    Sembra che anche in Afghanistan gli americani vogliano ridurre la loro presenza a meno di 5000 uomini, hanno tentato di sviluppare l’Isis in funzione anti-talebani e per poi esportarlo in Asia centrale e da lì in Cina e Russia ma hanno avuto poco successo, dopo le decine di migliaia di takfiri polverizzati in Siria e le decine di miliardi di dollari buttati dai petromonarchi non trovano più nè volontari nè fondi.
    Al contrario Cina e Russia dialogano con i talebani, mentre l’Iran arma e organizza milizie sciite tra il 30-40% della popolazione sciita del paese.
    L’Afghanistan sta usufruendo del porto iraniano di Chabahar per il suo traffico commerciale, entrando nella sfera di influenza cino-iraniana.
    Se la Cina appoggerà l’Iran nel suo piano di liberazione dei milioni di sciiti sudditi delle petromonarchie wahabite del Golfo prenderà il posto degli USA come potenza egemone in medio oriente.

    • atlas
      11 Agosto 2020

      non è che i talebani siano i buoni eh

  • Gianni
    12 Agosto 2020

    non sono i buoni, ma stanno a casa loro.

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