ESCLUSIVO: in Siria il virus ferma l’informazione non la guerra

Intervista a Ouday Ramadan, giornalista siriano che cricorda la drammatica situazione del suo popolo salvato solo dalla forza di Assad (e di Putin)
di Marco Giorgetti
«L’ISIS mi ha ucciso 6 nipoti, il più giovane aveva 18 anni il più vecchio 22. Alcuni di loro sono morti combattendo per difendere la loro Patria, altri barbaramente assassinati dai criminali mercenari dell’ISIS sostenuti da Erdogan». Chi parla è Ouday Ramadan, giornalista free lance siriano, grande esperto di geopolitica del Medio Oriente.
Ouday Ramadan
Non vuole far rimanere nell’ombra il conflitto che affligge la sua Patria anche in un periodo di emergenza sanitaria come quello che stiamo vivendo. Vorrebbe che l’attenzione sulle aree in cui si continua a morire ogni giorno rimanesse alta, per questo ha accettato le nostre domande. Vuol condividere con i lettori di Orwell.live i fatti della sua terra, aggiornandoci sulla situazione in Siria anche in questo periodo in cui si parla solo di coronavirus.
Qual è, dunque, la situazione attuale in Siria?
«Si continua a combattere, nonostante tutti i media siano comprensibilmente orientati a osservare gli sviluppi della pandemia. Anzi, a volte, quando i media internazionali hanno lo sguardo altrove, chi è abituato ad agire nel peggiore dei modi, si attiva con il favore della distrazione generale… Si continua a combattere nell’area di Idlib, dove si contano circa 140 gruppi terroristi sotto varie sigle che seguono gli ordini di Erdogan. Sono mercenari provenienti dalla Libia, dall’Arabia Saudita, dalla Cecenia, dalla Cina, dall’Afghanistan e qualcuno purtroppo anche dall’Europa. Come dichiarò candidamente la signora Clinton, tutte le organizzazioni terroristiche (talebani, Al Qaeda, Fronte Al Nusra, Isis) sono state create e sostenute dalle amministrazioni americane, prima in funzione anti russa, poi per aiutare gli interessi americani in Arabia».
Mercenari ben armati, ben equipaggiati e con disponibilità economico-logistiche non comuni…
«Ovviamente, sono stati investiti notevoli capitali in queste operazioni, miliardi di dollari. Parallelamente alla guerra combattuta con le armi c’è un’altra guerra, però, ignobile, criminale e vile… Quella della disinformazione. Viene portata avanti da tutti i maggiori media occidentali, contro il nostro popolo e contro la verità dei fatti, per sostenere l’aggressione di Erdogan. Si è impedito volontariamente di dare voce alla Siria aggredita, al vero popolo siriano, che non ha colpe se non quella di essersi difeso dall’aggressione, prima terroristica ora turca. Tutto l’Occidente ha dato un incondizionato appoggio agli assassini dell’ISIS, chiamandoli “oppositori del regime di Assad”… Vede come la pseudo-informazione può dipingere i tagliagola criminali?».
Ci fa un esempio concreto?
«La Francia di Macron ha a lungo ha sostenuto gli “oppositori moderati” che combattevano contro Assad, elogiando la loro battaglia “per la democrazia in Siria”. Quando, però, gli interessi petroliferi francesi si sono scontrati con l’azione espansiva di Erdogan in Libia, lo stesso Macron ha accusato il presidente turco di esportare il terrorismo islamico dell’ISIS prelevato dai fronti di combattimento contro la Siria».

Come sta evolvendo il conflitto turco-siriano?

«Si guarda in questo momento a difendere le posizioni conquistate, ma l’esito della guerra è nelle mani dell’alleanza siriana-iraniana-russa. La Turchia sta cercando di trattare un accordo commercialmente conveniente con Russia e Iran, cercando di strappare vantaggi, in cambio della fine della guerra… Il presidente Assad, secondo molti Stati occidentali, doveva essere cacciato in pochi mesi; dopo 10 anni è sempre al proprio posto di comando, come unico garante anche degli alleati russi, iraniani, curdi e armeni. Questo, nel mondo Medio Orientale, significa molto».
Ovvero?
«Il completo fallimento delle “Primavere arabe”. Noi siamo molto diversi dai libici (che ancora vivono nel caos generato da quella famigerata “primavera”), noi siamo un popolo unito, non un insieme di tribù, che in 40 anni di regime di Gheddafi non sono mai riuscite ad emanciparsi. Ovunque gli Stati Uniti hanno cercato di ribaltare certi equilibri hanno fallito, basti osservare la Siria, la Libia nel caos e anche l’Egitto».
Su cosa si fonda l’unità del popolo siriano?

«Papa Giovanni Paolo II, rivolgendosi alla Siria, disse: “Siete la culla della civiltà e del cristianesimo”. Agli albori della storia dell’uomo eravamo già presenti, abbiamo conosciuto 33 invasioni nell’arco della nostra esistenza e tutte sono state respinte oltre i confini. Siamo 18 etnie e religioni cresciute insieme, che convivono in armonia da migliaia di anni. Da noi coesistono arabi, curdi, armeni, grazie alle politiche introdotte da Assad padre, che ha sempre promosso l’emancipazione della società siriana, fornendo oppurtunità e garanzie a qualsiasi cittadino. In Siria le politiche sociali godono di grandi stanziamenti: la scuola, la sanità e lo stato sociale sono di grande qualità ma, soprattutto, non ci facciamo ingannare dai falsi valori dell’Occidente…».
Per esempio?
«Noi diciamo che, spesso, la gente non vede “il veleno nel miele”. Una certa propaganda occidentale “incarta” con un ottimo vestito che parla di democrazia, di diritti, di giustizia, ma non parla mai dei valori fondamentali dell’uomo: la famiglia, la società, la Patria. Noi non cadiamo negli inganni del pensiero unico che vuol scardinare la storia e i valori dell’uomo. Non ci piegheremo mai alle distorte regole di vita imposte dalla finanza o dal mercato. Se rimane fondato su veri valori, non hai da temere niente, la verità prima o poi emerge».

Come sono i rapporti attuali tra Italia e Siria?

«Nel Marzo 2011 eravamo il primo partner commerciale italiano, nel maggio del 2012 è stato cacciato l’ambasciatore siriano dall’Italia e interrotti tutti i rapporti diplomatici. Perché? Non si è mai capito dove fossero le motivazioni per un atto così estremo. Dal governo Monti a oggi niente è cambiato, con il governo italiano ancorato ancora a quell’inspiegabile provvedimento. Crediamo che ogni interrogativo sull’azione del governo italiano si possa comprendere guardando la mappa con le 113 basi militari americane sul vostro territorio…».

C’è però un altro aspetto?

«Riguarda il favoloso popolo italiano che, a differenza del suo governo, ci ha sostenuto con ogni mezzo, aiutando concretamente il popolo siriano, dimostrando tutta la sua amicizia, con donazioni, materiale di prima necessità, amicizia e voglia di far conoscere la verità oltre i mezzi di informazione agli ordini del mainstream. In questi anni di guerra, ho girato l’Italia, trovando tantissima solidarietà, con tante associazioni che si sono mobilitate per il mio popolo. Siete stati magnifici, non lo dimenticheremo, vi dobbiamo moltissimo e non solo per quello che avete fatto durante questa guerra ma anche in passato…».

Ouday Ramadan con la signora Assad

A cosa si riferisce?

«A quanto hanno fatto i cristiani per il nostro popolo, durante la dominazione di cinque secoli della Siria da parte degli ottomani. Questi ultimi, hanno tentato in ogni modo di sradicare la nostra lingua e la nostra cultura, ma sono stati i cristiani a conservare la nostra cultura e a ridonarcela. Anche questo gesto importante non è stato dimenticato dai nostri avi. Mio padre, che proveniva da una famiglia islamica, tradizionalista, conservatrice, mi ha messo a studiare da piccolo, in un collegio di padri carmelitani. Questo per riassumerle che considerazione abbiamo, della grande ricchezza dei cristiani in Siria, sempre sottolineata anche dal presidente Assad».

Come e quando finirà la guerra?

«Spero finisca molto presto. Il risultato mi sembra nettamente a favore nostro. In questa guerra ho visto nostri soldati di fede islamica difendere patrimoni culturali e religiosi cristiani, ho visto siriani cristiani difendere moschee, ho visto combattere insieme curdi, iraniani, palestinesi e i coraggiosi armeni. Ho visti riuniti sotto la nostra causa, molti dei popoli perseguitati di questo mondo, popoli che lottano per la loro sopravvivenza, ignorati dalla stampa mondiale e dalla stessa spesso dipinti come non sono.
Erdogan è un dittatore che ha commesso molti gravi reati contro gli uomini e le donne turche, contro i curdi e gli armeni. Ha le prigioni piene di dissidenti, di giornalisti e uomini della cultura, a cui impedisce di dire la verità su cosa è la Turchia oggi. Certo Erdogan ha alleati forti che lo proteggono (USA, NATO e Israele), ma non durerà per sempre e chissà che questa sconfitta non sia l’inizio della sua fine».

Fonte: Orwell Live

3 Commenti

  • Renato
    5 Maggio 2020

    Amen.

  • eusebio
    5 Maggio 2020

    Onore al valoroso popolo siriano, che in queste ore continua a combattere le decine di nazionalità che compongono le bande di terroristi mercenari del piccolo e infido popolo che occupa la zona a sud della Siria, i russi hanno appena inviato decine di mezzi corazzati per una nuova offensiva contro i terroristi di Idlib, mentre l’aeroporto russo di Hmeymim è aperto all’atterraggio degli aerei iraniani che trasportano armi, rifornimenti e molto altro per le forze che combattono in Siria.
    Purtroppo quanto detto da Ramadan sul governo Monti ci spiega per quale ragione ci venne imposto con il falso boom dello spread, si preparavano a far saltare i regimi arabi laici e l’Italia che era loro amica doveva essere messa in ginocchio, questo serva per chi dice che per liberarsi dall’egemonia tedesca bisogna appoggiarsi agli USA, in realtà i sionisti imposero agli USA di utilizzare la Germania per sottometterci.
    Il sionismo è nemico di tutti i popoli europei, russi, martoriati dalle spoliazioni dell’era Eltsin, ucraini, ridotti alla fame dagli oligarchi con passaporto sionista, tedeschi, che hanno le banche piene di derivati emessi dagli USA per finanziare le guerre imposte dai sionisti, italiani, messi in ginocchio da speculazione e immigrazione di massa per trasformarci in una terra di nessuno, francesi, soggetti a tremendi attentati falsa bandiera, speriamo che coloro che combattono il terrorismo sionista in Siria liberino anche noi da questa orrenda minaccia.

  • Teoclimeno
    6 Maggio 2020

    Non devono fermarsi, devono continuare a combattere. Il nemico è comune e loro stanno combattendo anche per noi.

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