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ESCALATION IN UCRAINA: MINACCE ALLA SICUREZZA REGIONALE E SCACCHIERE GLOBALE

Scritto da J.Hawk in esclusiva per SouthFront

Introduzione
La situazione nell’Ucraina orientale potrebbe subire una drammatica trasformazione a causa dell’imminente fine della cosiddetta “operazione anti-terrorismo” (ATO) del 30 aprile e della successiva “riformattazione” delle operazioni militari nell’Ucraina orientale, che potrebbe significare un’escalation di scontri o, al contrario, la ripresa del processo di pace che è stato moribondo dal secondo round degli accordi di Minsk firmato nei primi mesi del 2015.

L’emissario degli Stati Uniti, Paul Volcker, della missione in Ucraina, che nel suo programama comprendeva incontri con il curatore ucraino dell’Ucraina politica Surkov, non ha portato a progressi visibili su eventuali problemi. L’idea delle forze di pace ONU si era ugualmente impantanata in differenze inconciliabili. Mentre la Russia e le repubbliche separatiste cercano le forze di pace come mezzo per separare le parti in guerra, gli Ucraini e gli USA intendono queste forze per isolare gli ucraini del Donbass dalla Russia e preludere alla riconquista delle regioni separatiste.

Una seconda guerra in Ucraina ?

Peggio ancora, il 2018 ha visto un altra fase di deterioramento nelle relazioni tra Russia e Occidente. Questa è stata determinata dal più probabile episodio di “false flag” contro gli Skripal e dall’attacco di armi chimiche a Douma, messo in scena e simulato da Jaysh al-Islam a mezzo dei “White Elmets” a Douma che ha portato a un attacco missilistico congiunto franco-britannico-francese contro diverse località in Siria. Questo avvenuto dopo prolungate trattative Stati Uniti -Russia di”deconfigurazione” per prevenire lo scoppio di una guerra tra le due principali potenze mondiali.
L’amministrazione Trump ha inoltre manifestato la sua impazienza imponendo un altro giro di misure sanzionatorie alla Russia e alle aziende russe, in particolare sul conglomerato Rusal di Yuri Deripaska, uno dei maggiori produttori al mondo di alluminio. Naturalmente ciò ha fatto temere che l’escalation in Siria potrebbe facilmente portare a un’escalation in Ucraina,

Infatti, nel marzo e aprile 2018 si è assistito a una forma di escalation nel conflitto Ucraina-Russia e Ucraina-Donbass. Il bombardamento ucraino della Repubblica popolare di Lugansk (LPR) e delle posizioni della Repubblica popolare di Donetsk (DPR) si è intensificato, al punto da prendere di mira le importantissime opere idrauliche di Lugansk, dove uno dei bus dei dipendenti è stato preso di mira da un fuoco da cecchini ucraini. Ci sono stati un certo numero di scontri tra pattuglie e squadre di razziatori nella terra di nessuno che separa le parti in guerra, e diversi attacchi terroristici all’interno delle LPR e DPR stesse. Ma le ostilità non erano limitate al Donbass. L’Ucraina ha sequestrato due navi appartenenti a proprietari russi privati, la nave da pesca Nord nel Mar d’Azov e una nave da carico appartenente a Trans Services Maritime nel porto di Odessa. L’equipaggio di Nord è stato trattenuto e interrogato dalla SBU (polizia ucrana) e rilasciato sotto la custodia di diplomatici russi solo dopo una prolungata detenzione. Il sequestro del Nord nel Mar d’Azov suggerisce che Kiev è disposta a rischiare lo scontro diretto con le forze russe nelle acque internazionali e l’imminente completamento del Ponte di Crimea lo rende certamente un obiettivo allettante.

Forze ucraine

La scacchiera globale

Si può discernere un legame tra l’escalation della Siria e dell’Ucraina? Finora non ci sono indicazioni che l’Occidente stia trattando l’Ucraina come parte dello stesso gioco della Siria, e gli sforzi dell’Ucraina per renderlo parte di quel gioco stanno fallendo. Se l’escalation in Siria facesse parte di un grande piano in cui sia l’Ucraina che la Siria sono pedine sullo stesso scacchiere, ci si sarebbe aspettati un’escalation simile in Ucraina, dagli stessi tre paesi che hanno lanciato i bombardamenti contro la Siria . Ciò avrebbe potuto assumere la forma di altri “addestratori” della NATO in Ucraina, una maggiore presenza delle navi da guerra della NATO nel Mar Nero, compreso il Mar d’Azov, un nuovo ciclo di esercitazioni militari nell’Europa orientale. Eppure nessuna di queste possibili escalation è apparsa. Anche l’annunciata consegna, molto tempo fa, di missili ATGM Javelin non si è ancora verificata, sembra e non ci sono indicazioni su quando potrebbe accadere. La MOD ucraina ha annunciato che i missili sarebbero stati forniti una volta che gli Stati Uniti erano sicuri che esistessero le condizioni adeguate per l’immagazzinamento dei missili in Ucraina, il che suggerisce la preoccupazione che i missili possano arrivare al mercato nero nelle mani di organizzazioni neonaziste, o persino venduto alla milizia del Donbass.

Anche una nuova fase di escalation unilaterale appare come improbabile. Le forze armate ucraine continuano a soffrire di enormi problemi di reclutamento, addestramento, equipaggiamento e morale della truppa, mentre continuano le defezioni dell’UAF alle repubbliche separatiste. Lo scontro militare diretto tra Russia e Ucraina porterebbe rapidamente a una rapida sconfitta ucraina e forse persino a un collasso del regime prima che le potenze occidentali possano trovare un modo significativo per rispondere.

Inoltre, in risposta all’escalation del Donbass sopra discussa, le forze russe del Distretto Militare Meridionale hanno condotto esercitazioni nei pressi di Rostov con l’obiettivo di dissuadere l’UAF dall’intrattenere nozioni secondo cui la Russia sarebbe stata troppo distratta dagli eventi in Siria per rispondere a qualsiasi tentativo di Kiev privare il Donbass della sua autonomia. Queste manovre hanno anche avuto l’effetto di provocare lamentele prevedibili da Kiev. La Russia si prepara ad invadere l’Ucraina, hanno detto, denunce che non sono state riprese dai governi occidentali. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha condannato i bombardamenti e gli sniping all’impianto di filtrazione dell’acqua di Lugansk, anche se ha invitato “entrambe le parti” ad astenersi dall’escalation della situazione.

Forze del Donbass

Le notizie di ieri

Tutto ciò suggerisce che se l’Occidente ha una posizione unita sull’Ucraina, è quello di minimizzare i costi associati al sostegno del regime, sia quelli diretti sotto forma di risorse di spesa a Kiev, sia quelli indiretti sotto forma di costi di confronto con la Russia. Questo messaggio viene inviato a Kiev usando la fredda accoglienza collettiva che Poroshenko ha incontrato ultimamente ogni volta che raggiunge le istituzioni occidentali. Le vie di finanziamento dell’Ucraina non si esauriscono, ma le critiche al “regime di Kiev” sono in aumento. Il rapporto annuale sui diritti umani del Dipartimento di Stato americano ha accusato l’SBU di torture, sparizioni e detenzioni illegali. Persino il Consiglio Atlantico, un portavoce di lunga data della NATO, ha improvvisamente trovato preoccupante il crescente potere dei neo-nazisti ucraini, guarda caso.

Quindi, alla fine, le recenti azioni di Kiev sembrano essere poco più di un’offerta per una continua rilevanza in un mondo che è andato avanti da molto tempo. È la mancanza di attenzione che sta guidando queste escalation e continueranno, ma forse con un obiettivo diverso in mente. Negli anni post-Maidan iniziali, Kiev ha cercato di intensificare il conflitto con la Russia al fine di assicurarsi gli aiuti finanziari e militari occidentali, forse anche innescare un intervento militare occidentale. Oggi, hanno principalmente lo scopo di ricordare all’Occidente che, in caso di caduta di Poroshenko, il conseguente tumulto “andrebbe a vantaggio di Putin”, e quindi dissuadere l’Occidente dal cercare la sostituzione di Poroshenko.

Questa tattica rischia di rimanere efficace fino a quando l’Occidente e la Russia rimarranno in conflitto. Ma l’interesse personale a breve termine di Poroshenko è ancora una volta a detrimento a lungo termine dell’Ucraina, perché renderà anche il prossimo regime ucraino molto più traumatico. Tra gli aspetti positivi, l’imprevedibilità e la propensione all’aggressione dell’Ucraina stanno promuovendo la crescente indipendenza di Donbass da Kiev. Rapporti di giornali recenti suggeriscono che il carbone e l’acciaio del Donbass stanno raggiungendo la Turchia …

Fonte: South Front

Traduzione: Sergei Leonov

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  1. claudio 5 mesi fa

    POROSCEMO, non poroshenko, POROSCEMO..
    e non chiamate nazisti i deficienti che combattono in ucraina con kiev.. nel donbass ci sono anche fascisti che combattono giustamente contro i servi degli americancri..

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    1. atlas 5 mesi fa

      Ouday Ramadan, uno con i coglioni, un Comunista (stalinista), ma sicuramente Nazionale: ‘non esiste la terza posizione’

      https://www.facebook.com/sosovasilev/videos/1621501034564275/

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  2. Eugenio Orso 5 mesi fa

    Secondo me, l’Asse del Male che in Europa è usa-nato con il cagnolino ue ue al guinzaglio tiene in caldo l’Ucraina (per) ora di
    Poroshenko per le future provocazioni alla Russia.
    Il fronte dei Balcani profondi non sembra caldissimo, in questo momento, anche perché i mercenari atlantisti ucrainofoni sono
    letteralmente con le pezze al culo.
    Ancora il pericolo maggiore è concentrato in Siria, ma credo che un colpo di coda dell’Asse del Male potrà verificarsi in Ucraina, fra non molto.
    Infatti, stanno ricostruendo da lunga pezza le forze mercenarie dello stato-canaglia provocare, arruolando persino i galeotti
    nelle carceri …

    Cari saluti

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    1. atlas 5 mesi fa

      allora si sta verificando quanto ho scritto qualche art.lo fa…i giudei impegnano contemporaneamente la Russia ora che è passato l’inverno…

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  3. Christian 5 mesi fa

    Dannata mitragliatrice… Ma non poteva incepparsi ed esplodere in faccia a Porcoscemo???

    Le milizie delle due Repubbliche Popolari faranno quello che hanno sempre fatto a quell’accozzaglia di milizie di neonazi alcolizzati che si chiama ‘esercito’ ucraino… gli rifileranno sonori sberloni… Ricordate Debaltsevo, cari urcopitechi neonazisti! Di ‘Debaltsevo’ c’è ne saranno ancora parecchie! Non piegherete MAI la Resistenza dei popoli russi del Donbas… così come l’imperialismo e il wahabismo non piegheranno MAI la Resistenza del popolo yemenita e siriano! MAI, MAI e poi MAI!!!

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