"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Erdogan ai curdi iracheni: “portare una bandiera israeliana non vi salverà”

Erdogan: il Mossad dietro il referendum per l’indipendenza del Kurdistan

Il presidente turco Recepit Erdogan ha dichiarato ufficialmente che, secondo le informazioni in suo possesso, dietro il referendum per l’autonomia del Kurdistan esiste la mano occulta del servizio di intelligence israeliano (Mossad) che ha svolto un ruolo essenziale nella organizzazione di tale referendum.

Criticando il fatto che i curdi iracheni abbiano celebrato il referendum per l’indipendenza alzando anche bandiere israeliane (oltre a quelle curde), il presidente Erdogan, in un discorso tenuto il 30 Settembre ha dichiarato: ” la presenza di bandiere israeliane dimostra una cosa: questa amministrazione (l’amministrazione curdo/irachena del Kurdistan) ha una storia comune con il Mossad. Loro (i curdi ircheni) procedono con la mano nella mano con gli israeliani”.

Per quanto la votazione sia stata ampiamente criticata nello scenario internazionale, Israele è stato l’unico paese ad appoggiare apertamente il referendum e si è dichiarata pubblicamente a favore di uno stato curdo indipendente.
“Vi rendete conto di quello che avete fatto? Soltanto Israele vi appoggia”, ha dichiarato il capo di stato turco, rivolgendosi ai leaders curdi iracheni, in un discorso trasmesso via Tv ad Erzurum, nell’est della Turchia.

Il referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno si è svolto il 25 di Settembre e la commissione elettorale della regione del Kurdistan iracheno ha qualificato il risultato della votazione come “un successo”.
Tuttavia Ankara, un importante socio commerciale del Kurdistan iracheno, si oppone fermamente alla creazione di uno stato curdo alle sue frontiere, nel timore che questo stimoli le inclinazioni separatiste dei curdi della Turchia. Erdogan ha assicurato il 30 Settembre che il Kurdistan iracheno pagherà a caro prezzo lo svolgimento di questo referendum inaccettabile, seza fornire dettagli in merito.

Erdogan minaccia i curdi

Erdogan ha minacciato in varie occasioni di interrompere l’oleodotto che consente l’esportaziopne del petrolio del Kurdistan iracheno verso il porto turco di Ceyhan. “Non è uno stato indipendente quello che si è fondato con questo referendum nel nord dell’Iraq”, ha detto. ” Al contrario questa è una ferita sanguinante che si è aperta nella regione”.

Alcuni giorni prima, il presidente turco ha criticato i legami del governo del Kurdistan iracheno con Israele. “Chi riconoscerà la vostra indipendenza? Israele. Tuttavia Israele non è il mondo. Dovete sapere che il fatto di portare una bandiera israeliana non vi salverà”, ha dichiarato Erdogan dirigendosi ai curdi iracheni.

Fonte: Al Manar

Traduzione: Alejandro Sanchez

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  1. Eugenio Orso 3 settimane fa

    Posto che l’indipendenza curda è appoggiata apertamente dagli israelo-giudeo-sionisti, di certo il boia islamista ottomano Erdogan, che trafficava con isis e al-nusra, non può dare lezioni a nessuno …
    L’indipendenza curda in Iraq serve per indebolire e smembrare lo stato irakeno, sempre più legato all’Iran e, di conseguenza, sempre più vicino alla Russia. E’ il vecchio piano dei giudei d’israele.
    Erdogan, il boia, è la variabile impazzita, che teme come la peste una sollevazione indipendentista curda nella parte sud-orientale dell’Anatolia, perché per il suo immondo regime significherebbe, con tutta probabilità, la fine …

    Cari saluti

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    1. Emilio 3 settimane fa

      Che sia immondo il suo regime non sono cazzi nostri. È comunque un uomo con gli attributi, Erdogan. Inoltre il suo regime non è tanto diverso dal nostro.

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  2. Salvatore Penzone 3 settimane fa

    La realtà, che nessuno può negare, è che la Turchia ha vissuto un grande momento di vitalità e sviluppo grazie alla sua politica di distensione con gli altri paesi dell’area, compresa la Siria, una politica che gli aveva permesso, nonostante l’adesione ai Fratelli Musulmani dello stesso Erdogan e nonostante il suo essere turco, di assumere il ruolo di protettore dell’identità dell’Islam tutto, Sciita e Sunnita e degli interessi del popolo arabo. Era quest’approccio che stava facendo della Turchia di nuovo un grande paese. Poi sono arrivati gli americani e la NATO, con il loro progetto del Grande Medio Oriente allargato che comprendeva quello del Grande Israele, i quali hanno fomentato la megalomania irresponsabile del presidente turco, adombrandogli la possibilità di rendere realtà il grande sogno di un redivivo impero ottomano. Gli Israeliani e i neoconservatori americani avevano trovato in Erdogan, per questo suo profilo criminogeno, un ottimo alleato. Non avevano fatto però i conti con la fermezza di Putin, la sua lungimiranza e la disponibilità a soprassedere anche sugli errori più grossolani una volta riconosciute le proprie responsabilità. Il fatto che Erdogan abbia trovato nel popolo turco e nel parlamento tutto, compreso nazionalisti e kemalisti, l’appoggio necessario per abbattere i golpisti, dimostra che la nuova politica di distensione con la Siria e la volontà di ricostruire un asse strategico con la Russia l’hanno reso molto più forte di prima. Evidentemente la popolazione era stanca, stanca di un terrorismo che impazza dentro e fuori i confini del paese. L’alleanza con Israele e con l’occidente ha portato la guerra con i paesi vicini facendo a pezzi quel clima fraterno e di collaborazione che avevano sviluppato al tempo della Mavi Marmara; Il fatto che, dopo il tentato golpe, siano stati i kemalisti a promuovere il dialogo con Damasco dimostra che il fronte filoccidentale si era già allora ridotto al lumicino, tant’è che buona parte dell’esercito è rimasto poi fedele al regime.
    Erdogan sapeva che gli americani giocano sporco, tanto che la logica della pugnalata alle spalle della  Russia, da loro ispirata, si è ripetuta nei suoi confronti quando hanno sostituito il progetto di un Califfato tra  Siria e Iraq con uno stato curdo che dovrebbe disporre di parte del territorio Turco. Erdogan sa che Putin non ha due, tre o più facce, e sa anche dell’attitudine della Russia a mettere allo stesso tavolo soggetti con una storia e interessi divergenti, come ha fatto con l’India e il Pakistan e con la Cina e l’India. È evidente che la Brexit ha indebolito l’Unione Europea, che di conseguenza indebolisce la NATO; che l’Europa è in forte recessione con un’altrettanta forte crisi sociale, incapace di far fronte al terrorismo e all’esodo di una massa enorme di migranti; che gli USA perdono terreno su tutti i fronti, e che in Medioriente si va costruendo un’alleanza che li caccerà via e metterà in pericola la sopravvivenza della stessa Israele. Se esce dalla NATO e mantiene gli impegni con la Russia e l’Iran, la Turchia potrebbe anche essere coinvolta nella creazione di un partenariato per la ricostruzione e lo sviluppo dell’area. Erdogan non può non prendere atto che in definitiva fuori dalla logica della multipolarità e del partenariato c’è solo il caos di un tutti contro tutti, dovendo quindi di conseguenza mettere al guinzaglio la sua megalomania irresponsabile.

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    1. Marco 3 settimane fa

      Tutto molto interessante…ma qualcuno si è dimenticato il tentativo di golpe in Turchia per distruggere Erdogan?!?!
      Il golpe era stato architettato dagli USA e se non fosse stata Israele a far saltare il piano e a salvare il culo del “sultano” probabilmente lo avrebbero fatto fuori..
      Erdogan è in debito con Israele e credo che qualsiasi cosa abbia in mente di fare..questa volta Israele tirerà il guinzaglio..vedremo

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      1. Walter 3 settimane fa

        Non credo che Erdogan e i turchi in generale si sentano in debito con Israele e non credo neanche che Israele sia in grado di tenere al guinzaglio la Turchia. Tu sei proprio sicuro che siano stati gli israeliani a far saltare il golpe contro Erdogan? In ogni caso, se avesse avuto successo, quel golpe non avrebbe portato alla democrazia ma ad un altro regime ancor più teocratico.
        Il motivo per cui non può esistere uno stato curdo è lo stesso motivo per cui Israele non sarà mai riconosciuto come stato ebraico: un’etnia o una stirpe non può farsi uno stato e chiamarlo democratico perché chiunque non appartenga a quella etnia o quella stirpe e viva in quello stato ne risulterebbe discriminato. Punto. Tutto il resto sono cazzate che non si conciliano con i principi della democrazia.

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      2. lister 3 settimane fa

        Ancora con questa storia degli ebrei che salvano il c..o ad Erdogan!!!
        Macchiccacchio te l’ha raccontata, miciomiau?

        Secondo te, gli ebrei, in combutta con i cauboi, ordiscono un golpe per distruggere Erdogan, ma poi fanno saltare il piano per salvarlo…
        Ma per favore!…

        http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11931054/becchi-golpe-turchia-ruolo-putin-salvataggio-erdogan-.html

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