"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Ennesimo massacro di Palestinesi lungo il confine della Striscia di Gaza sotto blocco da dieci anni

Diversi morti, almeno 14/15, oltre a centinaia di feriti negli scontri IDF-Palestinesi alla protesta per la marcia per il “Grande Ritorno”
Almeno 14 persone o forse di più sono morte e più di 600 altre sono state ferite durante gli scontri tra i manifestanti palestinesi e le truppe israeliane lungo il confine tra la Striscia di Gaza e Israele, secondo quanto riportato dai media locali.

Il ministero della Sanità palestinese ha riportato che le vittime sono state colpite dal fuoco dei soldati  israeliani mentre centinaia di persone stavano dimostrando venerdì pomeriggio. Le truppe dell’IDF, appoggiate da blindati, carri armati ed elicotteri,  hanno sparato proiettili reali, oltre a pallottole di gomma  e gas lacrimogeni contro i manifestanti fra cui donne, vecchi e bambini,  durante le manifestazione che era in corso.

Migliaia di palestinesi si erano radunati  lungo il confine di Gaza con la Palestina occupata per una protesta pacifica che prevedeva la marcia per il  “Grande Ritorno”, una manifestazione che dovrebbe durare per sei settimane. La protesta  è iniziata venerdì mentre le organizzazioni  palestinesi hanno organizzato una marcia in  per commemorare la “Giornata della Terra”, che segna l’uccisione di sei civili disarmati da parte delle forze israeliane nel 1976 e la confisca delle terre palestinesi. Vedi video: RT News

Hamas ha comunicato che ben 100.000 palestinesi prendono parte alla massiccia manifestazione di questo venerdì. La protesta coincide con la settimana ebraica della Pasqua ebraica, che porta regolarmente ad un aumento delle tensioni nella già instabile regione.

Le manifestazioni della durata di sei settimane chiedono il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi in quello che attualmente è il territorio occupato da Israele. Le proteste dovrebbero culminare a maggio, mentre Israele celebra il 70 ° anniversario della sua indipendenza, che i palestinesi chiamano “Nakba” (castastrofe).

Marcia palestinesi 30 Marzo 2018

I manifestanti reclamano fra l’altro la fine del blocco militare in cui è chiusa la popolazione della striscia (circa 1 milione e 750.000 persone) da ormai dieci anni e che sopporta la carenza di generi di prima necessità, di medicinali, di acqua potabile, di alimenti. I malati gravi impossibilitati ad uscire dalla striscia per avere le cure. Una situazione drammatica che anche l’ONU ha descritto come emergenza umanitaria ed ha richiesto più volte la fine del blocco. Richiesta sempre ignorata dalle autorità israeliane.

Le così dette “città delle tende” sono state create da attivisti palestinesi, sostenuti da fazioni di Fatah e Hamas, in cinque località lungo il confine. Sono dotati di strutture mediche, zone multimediali, servizi igienici portatili, acqua corrente ed elettricità.

Le autorità militari israeliane erano preparate a reprimere le proteste:
“Abbiamo schierato più di 1000 unità delle forze di sicurezza, che sono stati convocate da tutti i reparti militari, in primo luogo dalle forze speciali”, ha detto il capo di stato maggiore Gadi Eisenkot, riferisce Ynet . “Se le vite sono in pericolo, c’è il permesso di aprire il fuoco”. Non risulta tuttavia che le vite dei militari israeliani fossero messe in pericolo, visto che i manifestanti erano tutti disarmati.

Un funzionario di Hamas ha avvertito che ci sarà una reazione a qualsiasi provocazione israeliana. “Non vogliamo vedere un bagno di sangue, soltanto una protesta silenziosa”, ha detto a Israele Hayom, avvertendo che “se ci saranno provocazioni israeliane e se Israele colpirà deliberatamente i manifestanti o il nostro popolo, faremo una dura risposta”.

Tiratori scelti israliani contro i palestinesi in marcia

Ancora una volta Israele ignora ogni appello e opera con il pugno di ferro contro la popolazione palestinese. Fatto questo che non potrà non avere drammatiche conseguenze nel prossimo periodo.

Le proteste palestinesi sono anche un messaggio per l’Amministrazione di Donald Trump che ha voluto riconoscere Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele, revocando lo status speciale, internazionalmente riconosciuto, per la Città santa per le tre religioni monoteiste.
La mossa di Trump ha procurato al presidente il plauso del Governo di Tel Aviv e di tutte le organizzazioni sioniste degli USA ma ha incrementato ancora di più la rabbia della popolazione palestinese contro gli stati Uniti e contro l’occupazione israeliana delle terre palestinesi.

Marcia dei palestinesi
Carri armati di Israele contro i palestinesi

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  1. Animaligebbia 4 mesi fa

    Questa e’ sicuramente una feikk nius, come osate scrivere questo dell’unica democrazia del Medio Oriente?(ah ah ah ).

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    1. atlas 4 mesi fa

      ma è proprio questa la democrazia

      cmq hamas è una creazione del mossad, sono salafiti, stesso partito di merdogan. Io da sempre con l’OLP

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  2. Geometrio eclettico 4 mesi fa

    Io chiedo ai più informati: ma le alture del volante sequestrate dai sionisti ai siriani , che fine faranno? Possibile che nn ci sia notizia su quella regione? Possibile nn ci siano scontri?

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    1. Geometrio eclettico 4 mesi fa

      …. golan….. no volante volevo scrivere

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  3. Horus 4 mesi fa

    Facile far credere che hamas sia una invenzione del mossad giusto per confermare che i palestinesi non hanno scampo. Infatti stanno protestando disarmati dalla paura che hanno.
    Un pensiero a chi ha perso la vita.

    L olp ha fatto troppe giravolte e ha ancora fra i piedi Dahlan.

    Trump si sogna di andare a Gerusalemme, non hanno ancora trovato il terreno per edificare l ambasciata a meno che non si mettano sotto una tenda.
    Giusto per capire in che confusione siano quei territori dopo 70 anni che non hanno cambiato nulla.
    I sionisti ammazzando i palestinesi si rovinano da soli e rischiano di essere rigettati nei confini del 48
    perche la manifestazione palestinese vuole la sua terra e la sua terra e’la Palestina tutta anche Israele.
    Bibi non si sente dove lo hanno messo? Siccome i sionisti sparano sulla folla come nulla pare che le redini siano state prese da altri che non ne vedevano l ora.

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    1. atlas 4 mesi fa

      hamas è espressione della fratellanza salafita e non musulmana sunnita, gli stessi che fecero la guerra a Gamal Abdennasser e al suo Nazionalismo Arabo e quindi Islamico Sunnita. Sono occidentalisti massoni così come il loro fondatore Hassan Al Banna nel 1921 in Egitto. Sono nemici di Dio e dell’Islam, non comprenderò mai il perché si dice che l’Iran li supporti !

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  4. Mardunolbo 4 mesi fa

    verra’ il tempo, spero presto, in cui i soldati israeliani avranno altri che spareranno nel loro mucchio e madri ebree piangeranno disperate i loro figli, cosi’ come tante donne palestinesi hanno pianto i loro bambini !
    Non c’e’ nulla da fare, basta aspettare ed il tempo israeliano finira’ !

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