Elezioni Parlamentari in Moldavia. Duello geopolitico

di Eliseo Bertolasi

In Moldavia l’11 luglio si terranno le elezioni parlamentari anticipate. La crisi è iniziata con le dimissioni del primo ministro moldavo Ion Chicu nel dicembre 2020. Il parlamento moldavo ha tentato due volte di formare un nuovo governo, ma i candidati alla carica di primo ministro non sono mai riusciti ad ottenere il numero di voti richiesto. Di conseguenza, ad aprile il parlamento è stato sciolto per decreto del presidente Maia Sandu, accusata dai socialisti di essersi rifiutata di dialogare coi partiti.
La crisi, dovuta all’incapacità di trovare un accordo tra i deputati, potrebbe anche ripetersi in futuro. Ne ha parlato l’ex presidente moldavo Igor Dodon in un’intervista rilasciata il 2 di luglio a Ria.novosti: “Se dopo queste elezioni parlamentari ci sarà un nuovo spirale di crisi politica, che non è da escludere, allora la responsabilità ricadrà nuovamente sul presidente del paese (Maia Sandu)..”. Igor Dodon ritiene inoltre che dopo lo scioglimento del parlamento, la situazione nel paese sia diventata incontrollabile e regni il caos nella sfera sociale ed economica. Se i deputati non riusciranno a concordare la creazione di un nuovo governo, la vita dei cittadini del paese diventerà ancor più difficile.

L’11 luglio si giocherà perciò una battaglia decisiva per il potere, tuttavia posta in gioco sarà soprattutto di natura geopolitica.
La Russia sostiene il Partito Socialista, il cui leader Igor Dodon, ha già annunciato: “Alle elezioni, o con qualsiasi altro mezzo legale, dobbiamo dimostrare che non cederemo il nostro paese alle forze della NATO, poiché ora nella politica moldava, sfortunatamente, tutto si riduce al fatto se la Moldavia diventerà una testa di ponte militare della NATO”.
L’Occidente, da parte sua, sta dalla parte del presidente in carica Maia Sandu, leader dei nazionalisti moldavi, il cui partito “Azione e Solidarietà” è in testa in tutti gli ultimi sondaggi.

Su iniziativa dei deputati del partito presidenziale “Azione e Solidarietà”, la Corte Costituzionale moldava il 21 gennaio ha dichiarato incostituzionale la legge sulle lingue adottata il 16 dicembre 2020. Tale legge garantiva il rispetto dei diritti della popolazione russofona della repubblica, garantendo alla lingua russa, parlata da circa il 70% della popolazione, lo status di lingua di comunicazione interetnica. Mentre era in corso la riunione, i sostenitori radicali di Sandu fuori l’edificio della Corte Costituzionale, si sono messi a gridare slogan russofobi e antirussi.

La questione della libertà linguistica e della varietà etnica del paese è stata toccata di recente, l’8 di giugno, dalla stessa Maia Sandu in videoconferenza con l’Alto Commissario dell’OSCE per le minoranze nazionali Kairat Abdrakhmanov. Il presidente moldavo ha dichiarato: “Vorrei ricordare che il mio obiettivo come presidente è rafforzare la società e unire le persone, assicurando un ambiente in cui ogni cittadino dovrebbe sentirsi al sicuro, sentirsi rispettato e disporre di pari opportunità di sviluppo”.

Presidente della Moldavia Maria Sandu

Allo stesso tempo, come riportato dall’agenzia di informazioni EADaily, a Kaushany, il 2 giugno, in un recente incontro tra Maria Sandu e i propri sostenitori del partito “Azione e Solidarietà”, al presidente moldavo è stato chiesto di ripulire la repubblica da “ebrei e zingari”. Maia Sandu ha reagito con calma senza però smorzare il richiamo all’odio interetnico, ma rispondendo solamente che avrebbe continuato a combattere la corruzione.

Il clima creatosi è un segnale d’allarme per il destino delle minoranze nazionali della Moldavia, compreso il destino della popolazione di lingua russa, poiché si potrebbe ricreare lo stesso scenario dell’Ucraina e dei paesi Baltici.
Gli eventi si svolgono sullo sfondo della scorsa visita di Maria Sandu a Kiev, quando nell’occasione ha espresso: “il suo interesse alla possibilità di un sostegno da parte dell’Ucraina in caso di annessione forzata della Transnistria”. Ancora una volta, informazioni discutibili: a Chisinau dovrebbero supporre che il risultato di un’avventura del genere significherebbe un taglio netto alle ambizioni di un ritorno, prima o poi, della Transnistria.

L’impressione è che si stia preparando l’ennesimo conflitto in prossimità dei confini della Russia. Prendiamo, ad esempio, il nuovo ministro della Difesa moldavo Anatoly Nosaty, si è laureato all’Istituto militare di Odessa e alla National Defense University degli Stati Uniti. Ha lavorato a New York per molti anni. Il curriculum dell’ufficiale include la partecipazione alla ricostruzione postbellica dell’Iraq, una vasta esperienza nella Forza di reazione rapida e nelle forze di terra.
I “falchi moldavi” dovrebbero però ricordarsi come si concluse nel 2008 l’avventura di Mikheil Saakashvili in Ossezia del Sud. Ma, secondo il nuovo ministro moldavo per la reintegrazione, ex ministro della Difesa Viorel Cibotaru, tale possibilità dovrebbe, per qualche ragione, mobilitare le forze europeiste e per l’integrazione della Moldavia. Non mobiliterà, ma porterà solo a nuovi conflitti.
Viorel Cibotaru è per l’abolizione dello status di neutralità della Moldavia, considerato “obsoleto”. Inoltre, quando era ministro della Difesa, affermò che “Moldavia e NATO condividono valori e ideali comuni”.

Soldati della NATO in Moldavia

Chisinau conta sul sostegno di Romania, Polonia e Gran Bretagna, secondo tale assunto l’“Alleanza militare dei deboli” (Ucraina-Moldavia-Georgia) cesserà di essere “un tema noioso trattato dai media”. Oggi vediamo che una simile retorica aggressiva è usata anche dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che ha dichiarato la Russia come il principale nemico dello stato ucraino.

C’è anche un altro punto che andrebbe considerato: se gli Stati Uniti, dopo aver scatenato una guerra (tutte le possibili provocazioni da Moldavia, Ucraina e Georgia arrivano su suggerimento di Washington) si terranno in disparte, si tratterà di un conflitto al confine dell’UE.

Questi conflitti potranno incidere direttamente sugli interessi dell’Europa.
Secondo il canale telegram “Vagone moldavo”, nel peggiore dei casi, l’avventura militare finirà in una rovina per l’Europa, mentre gli Stati Uniti azzereranno ancora una volta il loro debito estero e ne ricaveranno dei profitti. Dagli USA partirà un nuovo Piano Marshall, mentre l’Europa rimarrà in disparte per molti anni a venire. Come afferma “Echo della Moldavia” purtroppo i preparativi per nuove provocazioni militari sono già sotto gli occhi di tutti.

Fonti:
https://ria.ru/20210702/dodon-1739530215.html
https://iz.ru/1158320/2021-04-28/dodon-prizval-ne-dopustit-prevrashcheniia-moldavii-v-voennyi-platcdarm-nato
https://eadaily.com/ru/news/2021/06/08/sandu-ogranichivaet-prava-nacmenshinstv-moldavii-a-obse-ubezhdaet-v-obratnom
https://www.kp.md/daily/27236.5/4363472/
https://www.gazeta.ru/army/2021/03/26/13526816.shtml
https://ehomd.info/2021/04/02/voennye-provokatsii-so-storony-moldovy-i-ukrainy-mogut-zakonchitsya-problemami-dlya-evrosoyuza/

4 Commenti
  • Antonio Ferraro
    Inserito alle 18:31h, 04 Luglio Rispondi

    Meglio evitare degli ulteriori conflitti, che altro non fanno se non aggravare la povertà delle persone e creare nuovi lutti come nel Donbass. le guerre devono cessare, bisogna ricostruire non distruggere. E’ meglio che ogni Paese guardi i guai di casa propria. La seconda guerra mondiale credo abbia insegnato molte cose.

    • atlas
      Inserito alle 00:12h, 05 Luglio Rispondi

      negativo: quella in foto tu non la conosci, è tutta una klari. E allora forza con un bel colpo di stato organizzato dal KGB (io lo chiamo sempre così). E via questa putrida democrazia di merd

      • muhammad
        Inserito alle 10:07h, 05 Luglio Rispondi

        BRAVO FRATELLO ATLAS!
        FANCULO KLARIS E TUTTI I MISCREDENTI DI MERDA!
        POTERE A MUHAMMAD!
        MUHAMMAD!MUHAMMAD!MUHAMMAD!

    • Arditi, a difesa del confine
      Inserito alle 13:02h, 05 Luglio Rispondi

      a me pare che in molti invece se le siano dimenticate…
      e in questi casi purtroppo per fargliele ricordare serve una nuova guerra

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