Elezioni in Baviera: una batosta storica per la Merkel

Gli alleati conservatori della premier della Confederazione Tedesca CSU, il cancelliere tedesco Angela Merkel, hanno subito perdite storiche nelle elezioni statali della Baviera di questa domenica, perdite che, secondo i primi risultati parziali, assestano anche un duro colpo al suo fragile governo di coalizione a tre partiti.
L’Unione Sociale Cristiana (CSU) ha ottenuto il 35,5%, secondo le prime proiezioni della TV pubblica, un calo umiliante di 12 punti rispetto a quattro anni fa nel ricco stato alpino che hanno governato quasi da soli dagli anni ’60.

Questo risultato negativo significa che il partito perde la sua maggioranza assoluta e deve sforzarsi per mantenere gli alleati della coalizione – piccoli gruppi conservatori o forse i suoi nemici ideologici da lungo tempo i Verdi, che hanno vinto con un record del 19 per cento secondo l’emittente ZDF.

L’alternativa anti-immigrazione per la Germania (AfD), che irrompe sulla scena politica in una campagna contro l’islamizzazione della Germania e chiede che la “Merkel se ne vada”, ha guadagnato l’11 per cento ed è entrata nella 15 delle 16 assemblee statali della Germania, un successo clamoroso.

L’altro partner governativo nazionale della Merkel, i socialdemocratici (SPD) alleati di oltre 150 anni, hanno preso solo il 10% circa dei voti, cedendo la posizione di principale partito di centro-sinistra e di seconda forza politica bavarese ai Verdi.

“Debacle per la CSU e la SPD”, ha pubblicato come primo titolo online il Bild daily, mentre Spiegel Online l’ha definita “un’amara sconfitta” per il tradizionale partito al governo di Baviera.

Il risultato riflette il mutamento delle preferenze degli elettori a scapito dei partiti tradizionali della “grande tenda” in Baviera, uno stato che mescola le aree rurali conservatrici cattoliche con centri urbani cosmopoliti a società globali

Per la Merkel, al potere da 13 anni, l’elezione della Baviera incute un nuovo mal di testa da poco più di mezzo anno da quando è riuscita a creare una fragile “grande coalizione” con la CSU e la riluttante SPD, e con due settimane per andare fino alla prossima pericolosa elezione statale, nello stato dell’Assia che, secondo vari osservatori, potrebbe essere il colpo definitivo alla leadership della Merkel.

Frantumi di certezze

Il ballottaggio è una dolorosa testimonianza dell’umore nazionale a seguito di diverse crisi governative e in un momento in cui molti commentatori parlano del tramonto dell’era Merkel.

In tutta la Germania, il sostegno al sindacato conservatore CDU-CSU è sceso a un minimo storico del 26%, secondo un sondaggio Emnid per il quotidiano Bild am Sonntag.

Al secondo posto, in Germania c’erano SPD e Verdi, ora testa a testa al 17 percento ciascuno, seguiti dall’AFD al 15 percento.

Il risultato del sondaggio bavarese è quello di frantumare le vecchie certezze per la CSU, che aveva dominato a lungo la politica nello stato noto per i suoi castelli da fiaba, per l’Oktoberfest e per i crocifissi sulle pareti delle aule.

Dall’influenza della ondate migratorie di massa sulla Germania nel 2015, il partito ha rafforzato il suo marchio popolare di politica della birra con una retorica anti-immigrazione e di ordine pubblico sempre più aggressiva.

A livello nazionale, il suo ministro dell’Interno Horst Seehofer è diventato il più severo critico interno della Merkel, facendo eco alla retorica dell’AfD circa gli oltre un milione di rifugiati e migranti in arrivo.

Il risultato del sondaggio della domenica ha mostrato che la tattica – e la strategia di Seehofer a Berlino , comprese le minacce di dimettersi – hanno inferto un duro colpo.

Quegli elettori bavaresi più preoccupati per l’immigrazione e l’identità culturale hanno scelto l’AfD, mentre quelli delusi dal nuovo duro tono di Seehofer si sono spostati verso i Verdi sempre più centristi.

AfD ssotenitori a Francoforte

Il partito ecologista, iniziato come collettivo hippie e peacenik negli anni ’70, è stato il più grande vincitore e si è visto trasformarsi in una forza dominante.

Il risultato potrebbe avere un impatto devastante sul gabinetto della Merkel, a seconda di quale delle accuse si riversano su Seehofer – o perché potrebbe dimettersi, o perché potrebbe diventare più radicale.

Markus Söder ha recentemente sottolineato la turbolenta “politica di Berlino” per le scarse prospettive della CSU, aumentando le speculazioni che stava creando il suo rivale di lunga data Seehofer come capro espiatorio.

Seehofer, 69 anni, ha già dichiarato che intende “completare la sua missione” come ministro degli interni e presumibilmente continuare a punzecchiare Merkel la cui posizione appare sempre più debole.

Fonte: The Local

Traduzione e sintesi: Sergei Leonov

14 Commenti

  • Animaligebbia
    14 ottobre 2018

    Come godo.

  • Manente
    14 ottobre 2018

    Molto bene ! Aspettiamo che Seehofer “completi la missione” di dare il benservito alla Merkel al più presto.

  • atlas
    14 ottobre 2018

    sempre più difficile per i giudei la wahhabizzazione salafita della Germania, ora spero si torni al partito unico, Sociale, Nazionale, Popolare. Magari con tanta buona birra alla spina di rigorosa produzione locale. Adolf Hitlar iniziò a Monaco: a parlare a una piazza di solo 9 persone; in una birreria

  • Monk
    15 ottobre 2018

    Se la tradizione non mente, il populismo tedesco potrebbe ribaltare l’euromafia, con le buone o le cattive e, forse, a ruota anche gli altri Paesi potrebbero emularli

    • atlas
      15 ottobre 2018

      un Putin per ognuno e i giudei non sono nessuno

      • Monk
        15 ottobre 2018

        Chissà, di sicuro qualcosa accadrà, non per mano delle nostre masse lobotomizzate, per ora, ma il pugno duro aleggia sopra le teste di chi vuole cancellare i popoli europei e non solo. Il sionismo sta tirando troppo la corda

  • atlas
    15 ottobre 2018

    “…governo giallo verde eguale nazionalsocialismo segnala che anche Berlusconi e quel che rimane del suo partito-escort, dopo esitazioni, si allinea alla “narrativa ufficiale” dettata dalle oligarchie eurocratiche e delle sinistre globaliste. Il cui scopo è evidentemente non solo quello di demonizzare; è la delegittimazione radicale di qualunque movimento “sovranista”e “populista” che avanzi in Europa, in vista della sua eradicazione. Se è nazismo, qualunque mezzo è lecito per stroncarlo, in nome della difesa estrema della “democrazia liberale”

    https://www.maurizioblondet.it/nazismo/

  • robyt
    15 ottobre 2018

    Buono il voto è di protesta contro il governo della Merkel, che infatti va a perdere molti voti. AfD va bene, ma speravo meglio. Non riesco bene a inquadrare i verdi. I verdi sono filo europeisti oppure no ? Pro immigrazione o contrari ? Sovranisti o no ?

  • Pulcino
    15 ottobre 2018

    non capisco cosa abbiate da festeggiare, i verdi sono la versione tedesca di LeU e +Europa.

    • Monk
      15 ottobre 2018

      Nessuno festeggia, egregio Pulcino, ma vedere la vecchia cariatide sprofondare è un segnale da non sottovalutare, per ora, poi come finisce si racconta in questa Europa sempre più allo sbando grazie ai mafiosi di Bruxelles

  • Rabdomante
    15 ottobre 2018

    Ha stato Putin!!

  • Leopardo
    15 ottobre 2018

    Questi crucchi del cazzo mi hanno deluso.
    AfD ha raccolto un unsignificante 10% o poco
    più . Si sono affermati i bonisti imbecilli dei verdi .
    I crucchi hanno la pancia piena e benessere.
    A spese degli altri, inclusi noi italiani. Per loro
    è facile mostrarsi umani ed accoglienti anche
    per chi li porterà al disastro sociale. Da merdacce
    piene di abbondanza, non potevamo aspettarci un
    voto cattivo di protesta, come quello dei loro
    connazionali che morivano di fame e soprusi, dopo
    la vergogna di Weimar. Una situazione esplosiva
    che Adolf , con fede e passione, ha saputo sfruttare
    per rendere il suo popolo potente e rispettato.

  • Sergio Martella
    16 ottobre 2018

    Sarebbe opportuno che i commenti politici e le interpretazioni fossero più incentrati sui contenuti e le questioni politiche che sulle persone. Davvero ci importa poco “della Merkel” è ben più utile capire in cosa cambia la percezione della realtà sociale in un paese, in questo caso la Germania.

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