"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

EGUALITARISMI DI IERI E DI OGGI

di Simone De Bartolo

Eliminazione delle differenze, attraverso la cancellazione delle identità: celata sotto varie etichette quali “uguaglianza”, “parità”, “diritti”, “integrazione” o “giustizia sociale”, è questo lo zoccolo duro, anzi, a ben vedere, l’unico nucleo solido del magma politico-ideologico e pseudofilosofico
– assolutamente contraddittorio – della sinistra progressista.

Niente più ricchi e poveri, né nobili e plebei, né compatrioti e stranieri, né bianchi e negri, né ignoranti ed istruiti, né maschi e femmine, etc..

Perché debbono esservi le differenze? È questa la critica ricorrente, simile alle
puerili domande dei bambini: la differenza è il male, l’eguaglianza il bene, non debbono esistere distinzioni, né autorità, né gerarchie, né merito.
E, soprattutto, non debbono esistere le identità (quante volte abbiamo sentito
stimmatizzare la “chiusura identitaria” equiparata al “razzismo” dai filosofi d’accatto della sinistra?), che delle differenze costituiscono il presupposto.

Destrutturazione” è la parola d’ordine: decostruzione dell’identità, interpretata come
un “mito” artificiale, per cui non esistono né italiani né europei né occidentali, ma soltanto
“cittadini del mondo”, esseri viventi apolidi; né esiste il genere, interpretato come una mera costruzione sociale, per essere rinnegato e svilito.

Il fatto che per millenni gli esseri umani si siano riconosciuti quali appartenenti ad una
determinata Patria, è irrilevante, ed è altrettanto irrilevante il riconoscersi come uomini e donne: il disconoscimento dell’identità di genere è l’ultimo stadio della destrutturazione
(almeno al momento: già alcuni progressisti, più all’avanguardia degli altri, propugnano
l’eliminazione della passatista distinzione uomo/animale). La maggioranza di quel popolo
spesso invocato nei loro futili vaniloqui, non condivide affatto le farneticazioni dei progressisti, spesso conformandovisi per mero quieto vivere (essendo ormai siffatta
sottospecie di casta sacerdotale impadronitasi di posti di potere e mezzi di propaganda:
tale la loro arroganza, che negli USA i radical-chic definiscono sprezzantemente
l’impoverita middle class degli Stati del Sud, legata alle vecchie tradizioni, come “White trash” ossia letteralmente “spazzatura bianca”).

Millenni di Civiltà umana si caratterizzano per le differenze (individuali e sociali), che hanno
determinata la Storia quale noi la conosciamo, con le sue luci e le sue ombre: la perfezione non è di questo mondo, come insegna la Dottrina Cattolica, ed i tentativi di creare ex novo una
società artificiale, col suo corollario di aberranti esperimenti d’ingegneria sociale,
hanno mostrato il volto dell’inumanità e dell’orrore; senza peraltro determinare alcuna “società di uguali” ma riducendo altresì il tessuto sociale a due sole categorie, quella dei funzionari
di partito (nella Corea del Nord vera e propria casta che trasmette il potere per via ereditaria, da far invidia alle vecchie monarchie ed ai loro mandarini) e quella dei proletari-lavoratori-schiavi.
Non un “progresso” dunque, ma un regresso ad un modello sociale che ricalca quello dell’Antico Egitto schiavista, questo il vero sogno della casta degli intellettualoidi radical-chic:
una colossale truffa, non a caso definita “la grande menzogna” (A. Solzenicyn).

Lavoratori sfruttati in protesta

Quando non riescono a creare questa loro “società perfetta” a prezzo dello sterminio di massa, divengono docili servi del capitale: sin da quando propugnavano il colonialismo in Africa
(decenni prima delle tanto criticate avventure coloniali del Fascismo italiano) col pretesto
dell’eliminazione della schiavitù, per poi, dopo l’ultima guerra mondiale, propugnare la
nefasta “decolonizzazione” gettando gli africani in pasto alle multinazionali apolidi che si sono servite di antichi conflitti tribali e di sanguinari dittatori comunisti, gabellati come
“liberatori del popolo”. L’antinomia eguaglianza/libertà (divenuta oggi il truffaldino vessillo
di partiti politici radical-chic che disprezzano il popolo da cui pretendono voti) è evidente anche ad un fanciullo: non si può essere liberi e,al contempo, eguali gli uni agli altri, in
quanto il libero arbitrio presuppone la libertà di scelta, quindi il poter scegliere di essere diversi; non è un caso che i regimi autoritari di destra impongano dei limiti alle libertà
individuali, mentre i regimi che hanno seguita (in maniera più o meno incoerente) la dottrina
marxista, in ossequio al determinismo meccanicista l’abbiano negata tout court,
essendo determinismo e libero arbitrio in antitesi (il partito comunista non è un “novello Principe” come furbescamente asserisce Gramsci:
esso pretende di essere un nuovo DIO, che non ammette nulla al di fuori di sé, e
che diviene un Moloch sanguinario quando i suoi folli adepti raggiungono l’agognato potere).

Come anzidetto, la maggior parte della gente non condivide affatto le astruse teorie
del livellamento egualitario (teorie che ben poco hanno a che vedere con le sacrosante rivendicazioni salariali, fatte proprie dal socialismo riformista e dal sindacalismo delle origini), perché accetta la realtà, o in maniera passiva, ovvero proponendosi di migliorarla,non certo di stravolgerla; in spregio alla democrazia, la sinistra radicale vuole imporre
agli altri la propria weltanschauung, ieri come oggi, attraverso la prevaricazione e la violenza, sia verbale e psicologica (censura,disinformazione, creazione di una falsa storia e di una falsa memoria, manipolazione della realtà, lavaggio del cervello, denigrazione dell’avversario finalizzata all’annientamento psichico) che fisica (aggressione, pestaggio, omicidio politico, sterminio di massa).

Programmazione dei media per la manipolazione

La risposta alla loro violenza, teorizzata e praticata, non poteva (e non può) essere
altro che il Fascismo: quanti credevano nei vecchi valori e mal tolleravano le violenze e le sopraffazioni dei comunisti, aderirono ai fascismi, nell’ambito di quella che Ernst Nolte
definì “rivoluzione conservatrice”, essenzialmente “reazione” alle violenze dei bolscevichi,
dettata dall’urgenza del momento (è per siffatto motivo che spesso i fascismi si diedero tardivamente un corpus teorico di dottrine).
Alla cupa minaccia di Largo Caballero “non lasceremo pietra su pietra di questa Spagna,
che vogliamo distruggere per costruire la nostra”, seguì la dura risposta
del Generalissimo Francisco Franco “i fronti sono il comunismo e le altre sovversioni, che attaccano la Civiltà per sostituirla con la barbarie”.

Oggi la sovversione comunista, come l’idra dalle mille teste, si presenta con un nuovo
volto: il volto dell’anti-fascismo, che, prendendo a pretesto taluni crimini di guerra perpetrati dalla Germania nazista, pretende d’incarnare il “sommo bene” in contrapposizione al “male assoluto” al fine di gettare il velo dell’oblio sul sangue che insudicia le mani dei propri miti fasulli, da Lenin a Guevara, passando per Stalin e Mao.

Come ebbe a dire Aleksandr Zinov’ev, Più miserabile è il reale,tanto più megalomane è la sua contraffazione.

Simone de Bartolo

Tratto da “Siam Fatti Così”- Foglio Informativo di Liberazione Nazionale

 

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  1. Mardunolbo 4 mesi fa

    Ecco qui, in un articolo, toccati i punti dolenti della nostra era, pur senza accennare ai “direttori” della situazione.
    Del resto importante a far rendere conto della situazione, poi si puo’ anche parlare dei “direttori”.
    Allora , e solo allora, per coloro che hanno capito, puo’ essere utile conoscere che dei “direttori” stanno fregando l’umanita’ ed il mondo intero.
    Prima non si capirebbe e gli Herzog e max Tuanton continuano a parlare di cose esatte ma che pochi riescono ad accettare e capire. Per questo insisto che sono commenti ripetitivi ed erronei come metodica.

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  2. atlas 4 mesi fa

    a me basta valutare serenamente che in Corea del nord nessuno dorme per strada. E non sono marxisti

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  3. HERZOG 4 mesi fa

    Se ho Ben capito dovrei star a rimescolare il minestrone come questi articolisti prezzolati cuor di leone senza mai dire che sono gli Ebrei I direttori di tutto ,questi articolisti sparano nel mucchio fanno comodo agli Ebrei ci tengono bordone altroche , mi dispiace ma LA mia smania non lo permette ,i Nemici sono gli Ebrei hanno tutto in mano Banche informazione internet cos’altro vogliono I’ll mio silenzio ,no cari! Si mettano il cuore in pace i circoncisi LA mia cordiale antipatia verso di loro e’ eterna,gli Ebrei Questi stranieri intrusi Pervertiti che non vogliono assimilarsi xche’ si credono eletti devono sloggiare ,e prima o poi succedera’ corsi e ricorsi Della storia ,l’immoralita’la pornografia gli attacchi alla Famiglia per colpire LA chiesa ecc arrivano sempre da un unica direzione ,dal Ghetto Ebraico ,siamo guidati e governati dai Nostri Nemici Giurati da coloro che misero in Croce Gesu e che di cotanto crimine mai si Pentirono

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  4. Eugenio Orso 4 mesi fa

    Non è una “sovversione comunista” mascherata, quella che funesta la nostra era, ma una sovversione neocapitalista e mercatista, con aspetti ideologici peculiari, al limite del fanatismo, ideologia alla quale le sinistre apostate del socialismo e della rivendicazione sociale hanno aderito in massa.
    L’egualitarismo indifferenziato di cui si parla maschera in malo modo (per chi vuol vedere) nuove forme di schiavitù e di sottomissione totale al grande capitale finanziario, quindi nulla ha a che vedere con l’internazionalismo proletario, caratteristica ideologica del comunismo storico.

    Cari saluti

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    1. atlas 4 mesi fa

      forse sbaglierò, ma per me il Comunismo Nazionale non ha nulla a che fare con l’internazionalismo (giudeo)

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      1. claudio 4 mesi fa

        Ahahah.. ” forse sbaglierò ” ahahah… prenditi un pò di tempo per capirlo bene, sorseggiati una tazza di piscio di cammello calda appena fatta.. ma come fai ad essere così scemo?? Solo te potevi diventare un prendinculo wahabita…

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        1. atlas 3 mesi fa

          in tanti anni che frequentai Genova non ne ho visto uno, solo uno, che poteva definirsi essere umano all’altezza anche del peggior siciliano; ma come siete fatti …

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          1. claudio 3 mesi fa

            In tanti anni a Genova te abitavi in una caserma piena di carabinieri siciliani che usano la divisa quale riscatto sociale ad una esistenza demmerda priva di valori, capacità intellettuali e manuali, cioè gente demmerda come te. Vi conosco molto bene, vi siete fatti conoscere da tutti e tutti vi schifano, fai caso, da destra a sinistra e specialmente noi fascisti.. sono quelli i ” genovesi ” che hai conosciuto te.. per me poi i siciliani sono i più infidi di tutta italia.. gente che non vale un cazzo, che pensa solo a truffarti a mentirti a sfruttare lo stato.. mafiosi dentro.. anche il napoletano è così, ma, a differenza vostra, il napoletano ha del genio in testa, tira sempre a fotterti ma lo fa con intelligenza.. cosa che voi non sapete nemmeno cos’è.. io ci compravo delle cose in sicilia, ci sono stato diverse volte, vi conosco bene..

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          2. atlas 3 mesi fa

            qualcosina di vero in quello che hai scritto c’è e vale ancora oggi, ma ero anche di quelli che in via Fracchia eliminarono 4 dei tuoi genovesi/piemontesi nel 1980. L’allora Capitano Riccio, Napolitano, la Ludmann la spiaccicò al muro a colpi di fucile a pompa. E poi Piero Panciarelli, Lorenzo Betassa…bei cognomi alpini eh ? Tutti sotto terra, compreso Riccardo Dura, unico siculo, ma diventato piemontese di fatto, uno skizzato peggio di te.

            Se poi vuoi conoscere bene tutta la storia di quei porci di piazza De Ferrari che nel 1960 fecero la guerra al Governo Tambroni pronti

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  5. dolphin 4 mesi fa

    Mai permettere di realizzare la loro follia, questi sono paranoici e schizofrenici, cosa facciamo consentiamo che realizzino i loro progetti di follia?!

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  6. claudio 3 mesi fa

    Certo che è vero, quello che scrivo è sempre vero..
    eri nel gruppo che fece irruzione in via fracchia?? Bene!! Vuol dire che anche il peggiore a volte fa qualcosa di buono.. avete ammazzato 4 brigatisti.. tanto di cappello.

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    1. atlas 3 mesi fa

      magari. Li ho conosciuti, io mi arruolai 4 anni dopo

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