Ecco la causa ultima della nostra debolezza

di Francesco Lamendola

Probabilmente nel resto d’Italia non ne è arrivata neppure un’eco, e anche nel Veneto, dove il fatto è accaduto, non se n’è parlato molto, complici, come al solito, i mass media di regime: così solleciti a dare e ingigantire le notizie quando sono gradite alla sinistra, e così restii, per non dire reticenti, quando si tratta di notizie che a quella parte politica potrebbero dispiacere.

Pure si è trattato, a nostro avviso, di un caso addirittura paradigmatico, che dice assai più cose di quel che potrebbe parere di primo acchito: spiega, a ben guardare, le ragioni ultime e profonde della nostra debolezza come Paese, della nostra inconsistenza come nazione, della nostra incompiutezza come popolo.

E non si venga a dire che, nella fase storica attuale, questo è il destino di quasi tutti gli Stati, tranne le superpotenze; perché Stati che hanno una popolazione e un peso economico pari al nostro – la Francia, per esempio – difendono, con coerenza e risolutezza, i loro interessi vitali e il loro posto nel mondo, si fanno rispettare e godono di una considerazione ben superiore alla nostra: quindi la ragione della nostra insignificanza politica sul piano internazionale, e della nostra estrema fragilità politica e sociale sul piano interno, hanno a che fare con le nostre divisioni, con i nostri feroci antagonismi, e specialmente con la frattura, ormai divenuta voragine, fra la cultura delle classi dirigenti e il modo di vedere e di sentire della stragrande maggioranza delle persone comuni.

Frattura che si è ben vista, del resto, lo scorso 27 ottobre, nelle elezioni amministrative della regione Umbria, dove i due partiti di governo, ideologicamente orientati a sinistra, hanno registrato un flop di dimensioni clamorose e gli elettori, che da mezzo secolo votavano per la sinistra, hanno dato un formidabile segnale di discontinuità, orientandosi verso la Lega e Fratelli d’Italia, due partiti che la cultura dominante, in Italia come in Europa, descrive come sovranisti, populisti, xenofobi, e quindi politicamente pericolosi e moralmente discutibili, nonché incompatibili – dicono il signor Bergoglio e la sua corte di sedicenti vescovi e preti di strada, in una strana identità di vedute con Soros, Juncker, Moscovici – con il vero cristianesimo.

In breve, il fatto è questo. Al liceo classico veneziano Marco Polo, in prossimità della ricorrenza del 4 novembre, giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, il preside aveva invitato a parlare, per le classi dell’ultimo anno, due ufficiali appunto delle Forze Armate, uno della Marina e uno della Guardia di Finanza. Apriti cielo, i professori di sinistra hanno sobillato i loro alunni e tutti insieme hanno levato vibrate proteste contro l’iniziativa guerrafondaia, appellandosi all’articolo 11 della Costituzione, nel quale si afferma che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

Che cosa c’entra l’articolo 11 della Costituzione con il fatto che due militari si rechino in una scuola statale per parlare agli studenti delle Forze Armate, del loro ruolo e della loro storia, e in che cosa la loro presenza recherebbe offesa al suddetto articolo, o ne violerebbe la lettera o lo spirito, non si capisce molto bene. Del resto, è palese quale sia il vero nodo della questione: l’insofferenza, l’antipatia, diciamo pure l’avversione, se non proprio l’odio atavico e viscerale, delle persone semicolte di sinistra nei confronti delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine: come si vede dai commenti che rilasciano a caso ogniqualvolta queste si trovano al centro di drammatici fatti di cronaca e pagano il loro tributo di sangue sul campo del dovere.

Chi non ricorda lo slogan Dieci, cento, mille Nasssiriya, scanditi nei cortei della sinistra all’indomani dell’attacco terroristico in Iraq del 12 novembre 2003, nel quale morirono 25 italiani fra soldati, carabinieri e civili.? E chi non sa che dopo l’uccisione del carabiniere Cerciello, a Roma, la notte fra il 25 e il 26 luglio scorso, subito c’è stato chi ha commentato con soddisfazione il fatto sui social?

Insegnante insulta e inveisce contro i carabinieri

Sia come sia, vista la presa di posizione di un gruppo di professori e degli studenti di una classe, il preside ha fatto parzialmente dietrofront e ha precisato che assistere all’incontro con i due ufficiali non era obbligatorio, bensì facoltativo. Risultato: l’incontro medesimo è stato sostanzialmente snobbato dalle scolaresche.

Soddisfazione dei professori di sinistra e dei loro alunni, i quali si sono fatti schermo della tesi che l’incontro non sarebbe stato in linea con le finalità educative dell’istituto; rabbia dell’assessore scolastico regionale, che ha preannunciato l’invio di ispettori e ha bollato con parole di fuoco i docenti che si sono resi protagonisti dell’episodio.

Questo, in estrema sintesi, il fatto. Abbiamo detto che esso è profondamente rivelatore di una debolezza di fondo della società italiana e di un divario incolmabile fra classe dirigente e popolo. Il liceo classico, da più di un secolo, è il laboratorio principe della futura classe dirigente, la cinghia di trasmissione fra le generazioni di chi detiene il potere.

Quasi tutti i politici di carriera, e gran parte dei giornalisti e degli intellettuali che contano, provengono dai banchi del liceo classico. È quindi assai significativo che il rifiuto di ascoltare i militari in una scuola statale sia venuto da un liceo classico e non da un istituto tecnico o commerciale: è lì che i bravi figli di papà, quelli che nel ’68 si sono immaginati di aver fatto una quasi rivoluzione, mentre hanno fatto solo un caos vergognoso, i cui frutti amari continuano a provocare danni ancora oggi, a cinquant’anni di distanza, covano i loro sogni di palingenesi universale; ed è lì che contraggono, o rafforzano mirabilmente, quella odiosa puzza sotto al naso per cui si credono una spanna al disopra di chiunque altro, non solo intellettualmente ma anche moralmente; è lì che i signorini di sinistra apprendono a disprezzare il popolo, anche se, a parole e in teoria, sono dalla sua parte e vogliono prenderne le difese. Non si sono peraltro accorti che la Guerra fredda è finita da trent’anni, che il comunismo è caduto per sempre nella polvere, che l’egemonia culturale della sinistra poggia ormai sul nulla ed è fatta di aria fritta; e che la sinistra stessa, a livello politico ma anche a livello intellettuale, ha scelto di trasformarsi nel volonteroso strumento dei poteri forti della finanza internazionale, e di passare dalla difesa dei lavoratori più deboli contro il capitale, alla difesa dei diritti civili, specie in ambito sessuale, contro le discriminazioni e gli stereotipi, nonché quella degli invasori afroislamici fatti passare per profughi, che è di fatto diretta, contro gli italiani poveri e sempre più impoveriti, dei quali ha praticamente smesso di occuparsi, se non per stigmatizzare i loro rigurgiti neofascisti e addirittura neonazisti e la loro intolleranza omofoba e razzista.

E infatti l’ultima trovata di questa sinistra, in ordine di tempo, è la recentissima proposta di legge presentata dall’onorevole Laura Boldrini contro l’intolleranza, il razzismo, l’antisemitismo e l’istigazione all’odio e alla violenza: una legge che, qualora venisse approvata dal Parlamento, verrebbe usata come uno strumento di repressione contro chiunque si azzardi a difendere l’Italia dall’invasione africana o contro chiunque si permetta di dire che un bambino ha bisogno di una mamma e un papà e non di due papà o due mamme, ossia come strumento di repressione ideologica.

La signora Boldrini, sia detto per inciso, si è diplomata, come del resto la maggioranza dei suoi colleghi parlamentari, presso il liceo classico; salvo poi lavorare alcuni anni presso le Nazioni Unite, nello specifico alla F.A.O., dove ha ricevuto l’ultima mano di vernice europeista, internazionalista, mondialista, acquisendo una mentalità che è lontana mille miglia da quella del cittadino italiano comune, in particolare da quella dell’artigiano, del piccolo commerciante o del piccolo imprenditore, i quali non riescono a capire perché lo Stato si occupi e si preoccupi sempre di qualcun altro, finanche dei clandestini che delinquono sul nostro territorio, e mai degli italiani che lavorano, producono, creano occupazione, pagano le tasse, rispettano le leggi, ma sono lentamente strangolati da una politica economica che li tratta con sospetto, diffidenza, malanimo o, nel migliore dei casi, con perfetta indifferenza. Valga per tutti il caso della recente proposta del governo giallo-fucsia di varare misure draconiane contro gli evasori fiscali, individuati come il nemico pubblico numero uno, laddove codesti terribili evasori non sono i grandi capitalisti che impunemente trasferiscono all’estero i loro capitali, ma il macellaio, il panettiere, l’idraulico o il muratore, cioè quei commercianti e quegli artigiani che per il solo fatto di esistere fanno montare in furore i signori della sinistra, come quando si agita un panno rosso davanti al toro nell’arena.

Qualcuno, infatti, ricorda che il governo italiano abbia chiesto al signor Marchionne, quando la FIAT trasferì all’estero sia le fabbriche sia la sede legale, andando così a pagare le tasse altrove, la restituzione all’Italia delle fortissime somme devolute dallo Stato a favore dell’industria torinese nel corso di anni e decenni? Questo è quel che intendevamo quando abbiamo detto che altri Stati, bene o male, pur nell’ottusa ottica neocapitalista attuale, cercano di fare almeno un poco l’interesse nazionale; da noi, i governi (specie di sinistra) si distendono come lacchè sui comodi e gli interessi delle grandi banche private e della grande industria privata.

E tanto peggio per quel che rimane dell’industria pubblica e delle casse di risparmio che non hanno finalità speculative: vale a dire tanti peggio per i lavoratori e per i risparmiatori italiani, le cui egoistiche preoccupazioni non hanno a che fare coi diritti dei clandestini o degli omosessuali, ma con la piatta, banale, prosaica necessità di sopravvivere.

Ora, il distacco fra la classe dirigente di sinistra e il popolo italiano, sempre più maltrattato, esasperato e impoverito, distacco di cui è spia l’episodio del liceo Marco Polo di Venezia, è attualmente acuito da altri due fattori che spingono la classe dirigente su posizioni sempre più lontane dal sentire della gente comune. Il primo fattore è che la ragion d’essere del liceo classico, e la sua stessa credibilità ed efficienza, sta ricevendo dei colpi durissimi dalla generale trasformazione della società in senso tecnico, economico e finanziario.

Oggi il latino e il greco non servono un granché a diventare professionisti, amministratori pubblici o politici; nemmeno il latino e il greco che s’insegnano attualmente e che sono appena un’ombra del latino e del greco, per non parlare della filosofia o della storia dell’arte, che s’insegnavano prima del nefasto ’68 e, per miracolo, ancora per qualche anno dopo di esso. Si potrebbe obiettare che il latino, ad esempio, non ha valore di utilità immediata e non l’ha mai avuto, ma che aiuta il giovane a formarsi una mentalità rigorosamente logica e quindi, indirettamente, a diventare un professionista, un amministratore pubblico o un politico con una marcia in più rispetto a quanti il liceo classico non l’hanno fatto.

Questo, però, poteva essere vero fino a qualche decennio fa; ora non più. Il generale abbassamento dei contenuti della scuola pubblica italiana non ha risparmiato il liceo classico: i frutti deleteri del sei politico sono giunti anche qui, sotto forma di professori poco preparati nelle loro discipline, ma in compenso fin troppo imbottiti di ideologia progressista, i quali, per l’appunto, occupano il tempo delle loro lezioni parlando sempre meno di greco, latino e filosofia e sempre più di migranti, diritti omosessuali e lotta alla discriminazione e agli stereotipi di genere.

Con quali risultati, lo possiamo vedere ogni giorno, perché sono sotto gli occhi di tutti. E non si creda che stiamo esagerando nel dipingere il quadro della situazione attuale, facendolo più nero di quel che realmente è. Sappiamo per certo che in un liceo classico padovano i professori sottraggono ore all’insegnamento delle loro discipline per fare “informazione” sui migranti, e perfino per raccogliere offerte in denaro a loro sostegno.

E sappiamo di professori di liceo, in altre parti del Veneto, che portano gli studenti in viaggio d’istruzione a Lampedusa, per far vedere loro i luoghi dell’invasione fatta passare per accoglienza umanitaria e per esortarli a uno spirito di apertura e di dialogo, nel senso taroccato che essi danno a queste nobili parole. Il tutto, evidentemente, con l’approvazione sia delle autorità scolastiche, sia delle famiglie, che sborsano i quattrini affinché i loro figli possano arricchirsi di un così prezioso bagaglio culturale ed umano, anzi umanitario.

Il secondo fattore ha a che fare con il generale slittamento delle sinistre sulle posizioni del liberismo economico più sfrenato e del radicalismo politico, vale a dire con la loro adesione incondizionata alle filosofie individualiste e il ripudio del sociale, guardato con sospetto e fastidio: un perfetto rovesciamento rispetto alle loro posizioni di un tempo, quando era il collettivo ad essere idolatrato, mentre il privato (perfino nella musica leggera o nella vita delle singole persone, ad esempio nelle relazioni sentimentali) era equiparato a una forma di egoismo cripto-capitalista, e spregiativamente qualificato come narcisismo piccolo borghese. In tale contesto culturale, la sinistra è oggettivamente sempre più sola, sempre più velleitaria e sempre più anti-popolare.

Gli operai e i pensionati non votano più per lei, ma per la destra populista e sovranista. Pertanto, le reclute della classe dirigente di sinistra, gli studenti di liceo, vivono la frustrazione di sentirsi incompresi e malvisti dall’italiano medio. Il quale, ad esempio, non capisce cosa ci sia di biasimevole nel fatto che due ufficiai delle Forze Armate vadano in una scuola a parlare per l’occasione del 4 novembre; trovano anzi il contegno di quegli studenti e di quei professori oltraggioso e ingrato.

Le Forze Armate e le Forze dell’Ordine, infatti, fanno comodo, quando se ne ha bisogno. Fu il poliziotto Calipari a sacrificare la vita per salvare la giornalista di sinistra Giuliana Sgrena. Quando le cose prendono una brutta piega, anche i compagni chiamano in aiuto la polizia o i carabinieri, benché li detestino con tutto il cuore…

18 Commenti

  • Luigi
    3 Novembre 2019

    Tanti anni addietro anch’io frequentai il Liceo Classico, Già a quei tempi ero consapevole che ;come un diabolico cancro, una certa sinistra stava lanciando le sue metastasi in quell’istituzione. Sono astuti… Istruzione ,Giustizia ,Pubblica Amministrazione ,Vertici della Pubblica Sicurezza e per finire…la Chiesa..,questi sono sempre i bersagli della loro lenta ma inesorabile infiltrazione, come un cancro , che non a caso si definisce ” Maligno”. Sanno da sempre che il Classico è una fucina di uomini liberi …. per questo l’hanno messo da subito nel loro mirino.

  • Giovanni Foddanu
    4 Novembre 2019

    Cioè un pilone lunghissimo per dire che noi in italia non siamo abbastanza peso alle forze armata e questo ci mette in una posizione di inferiorità a livello internazionale.
    Cioè il fatto che due rappresentanti non abbiano parlato ad una scolaresca dovrebbe secondo l’autore essere uno scandalo da prime pagine del giornale.
    Nel minestrone ideologico a quanto pare di destra che è questo articolo si cita Umbria Francia scuola Nassirya latino liberismo economico ma non si arriva al punto.
    Dovremmo osannare e rinforzare le forze militari a che pro?
    Dovremmo spendere miliardi in aerei difettosi e in missioni dove uccidono i nostri concittadini per cosa? Per avere un peso maggiore nella Nato? Per fare quello che già facciamo nello scacchiere internazionale ossia chinare il capo allo zio Sam? Forse la Francia non è paragonabile all’italia ne per estensione ne per abitanti ne è soprattutto per il profilo storico di colonialista che, ad oggi è ancora la sua maggiore rendita.
    Lo slittamento della sinistra verso il neoliberismo vorrei sottolineare che è uno slittamento a destra, orgogliosamente portabandiera da 40 anni del pensiero di privatizzazione e depauperamento delle ricchezze pubbliche.
    Invece di pensare all’orgoglio italico militare che tanto danno ci ha fatto in passato (la francia ha vinto la II guerra l’Italia persa, altro insignificante differenza dell’evoluzione dei poteri nel mondo) perché non pensiamo che invece di un discorso delle forze armate (per cui non ci vedo nulla di male) la scuola in italia avrebbe bisogno dei soldi degli f35 per i tetti le mense gli handicappati e l’assistenza ai bambini che non hanno accesso allo studio e ai ragazzi che lasciano la scuola a 14 anni per poi scrivere titolo di studio “la strada” e farsi riempire la testa di stronzate fasciste in articoli come questi.

  • carmine
    4 Novembre 2019

    L’inconsistenza del nostro paese la sua inaffidabilità deriva dalla sua storia. Lo Stato unitario nasce con la partecipazione attiva di mafia e camorra ma non del popolo. Il risorgimento è una rivoluzione mancata. Le emigrazioni di massa sono la certificazione di classe dirigente.di furfanti che per il loro interesse hanno mantenuto il popolo in sudditanza. feudale vera tirannia. Il momento di gloria per il popolo italiano è stata la lotta di liberazione dal nazifascismo. La lotta di liberazione non ha avuto compimento perché lasciava intatto lo Stato profondo quello che aveva giurato fedeltà al fascismo. Ero lo Stato servo degli americani e da tutti quelli che stupravano il popolo italiano. Era quello che ideava la strategia della tensione. Lo sputtanato a livello internazionale è conseguenza diretta di questa storia. Quelli che definite di sinistra sono degli straccivendoli servi del capitale internazionale. Il popolo italiano è in cerca di risposte. Le troverà quando imparerà a smettere di essere popolino e diventare popolo.

    • Sed Vaste
      4 Novembre 2019

      Vede Giovanni foddanu il suo ragionamento fila che e’ una bellezza c’e’ solo un particolare che le sfugge e cioe’ che non siamo afrikani o asiatici non ci stiamo a essere dileggiati anche in queste piccole situazioni ,son gesti di sottomissione servilita’ canine non degne per un popolo come quello italiano , e poi vorrei ricordarle che LA Francia ha PERSO LA guerra ! Capitale Parigi occupata governo di Vichy Pétain , guardi che qui quel rabbi di blondet non c’e’ glielo dico con umilta’ ,xche’ blondet vuole solo avvilirvi in modo che vi vergognate di essere italiani cosi da non rialzarvi piu

      • Kaius
        4 Novembre 2019

        Verissimo quel che dice Sed .
        Ormai anche i blog “cattolici ” più famosi sono diventati un mix di fandonie, fantascienza e esoterismo al limite del ridicolo.
        Per non parlar poi di quelle “cattoliche ” che prima parlano di Vangelo e poi postano le foto mezze nude sui social,lo schifo più totale…..
        La zoccolaggine e la massoneria da sempre vanno a stretto braccetto.

  • maurizio ratti
    4 Novembre 2019

    Talvolta la sinistra serve a qualcosa. Bellissima iniziativa che ha disinnescato il tentativo della fascistella Elena Donazzan di propagandare i concetti di questa destra stracciona italiana attraverso il coinvolgimento delle forze armate. Gli studenti hanno evitato la somministrazione del solito brodo retorico denso di sciocchezze tipico della recitazione patriottarda grondante di eroismo, valore, abnegazione e fedeltà, che fanno parte del repertorio ipocrita unto e bisunto di questa giornata dedicata alla cosiddetta unità nazionale.

  • giuseppe sartori
    4 Novembre 2019

    questa volta lamendola ha fatto un minestrone non commestibile in cui ha mescolato in modalità alcoolica elementi disparati che alla fine dovrebbero mostrare che “la sinistra” è stata sempre e comunque la ragione dei disastri italiani..
    infatti fu la sinistra ad attaccare l’etiopia, fu la sinistra ad attaccare la grecia, fu la sinistra a firmare i patti della nato, governava la sinistra quando gli italiani che cercavano un posto al sole non si accorsero di avere il culo appoggiato su un mare di petrolio in libia, fu la sinistra che partecipò alla disastrosa spedizione contro l’unione sovietica.
    riguardo poi alle classi digerenti che uscirebbero dal liceo classico, dirotterei lo sguardo verso le scuole dei gesuiti ( monti, draghi ecc.) e gli istituti inglesi e svizzeri in cui i rampolli delle elites si formano da secoli.
    riguardo poi alla marina e alla guardia di finanza invitate nelle scuole non vedo proprio cosa dobbiamo festeggiare: la meravigliosa prima guerra mondiale? la lotta accanita della guardia di finanza contro le multinazionali che non pagano le tasse?

    • Nicola
      4 Novembre 2019

      Bravo signor Sartori, sottoscrivo il suo commento. Io non ho nessun rispetto per l’attuale forza armata italiota che è una forza mercenaria gestita dallo stato italiano per eseguire i compiti dettati da Usa-Nato (ostilità alla Russia con manovre a favore di paesi baltici e Ucraina, incondizionato appoggio a manovre Usa in Afganistan, in Siria , in Kosovo ecc.). Un solo appunto, non me ne voglia,
      dato dal fatto che l’attuale sinistra è solo una brutta copia della sinistra che lei descrive nel suo intervento. Mi riferisco all’appoggio
      dato dal governo D’alema alla aggressione Nato contro la Serbia!

      • giuseppe sartori
        4 Novembre 2019

        d’alema, rifondazione comunista, p.d., l.e.u., e compagnia cantante con la sinistra che si occupava di una maggiore giustizia sociale, non hanno nulla che fare.
        dai tempi di berlinguer e dell’eurocomunismo, la sinistra è passata in maniera subdola nel campo della nato; per dirla con alan ford, per vincere la guerra hanno indossato le divise del nemico.

        • Monk
          7 Novembre 2019

          ‘la sinistra che si occupava di una maggiore giustizia sociale’
          Sì,lobotomizzando le masse di giovani coglioni con il ’68 che hanno partorito i d’alema e compagnia danzante

  • Kaius
    4 Novembre 2019

    Condivido il contenuto dell articolo, ma come al solito non condivido la forma.
    Parlare di termini senza significato,senza motivo di esistere come “pedofobia”,”omofobia” o parole cuscinetto come “interruzione della gravidanza “non porta mai a nulla di buono perché si fa il gioco del nemico…..
    Bisognerebbe invece parlare di parafilie,pedofilia,omofilia ecc. che sono delle patologie e delle immani perversioni contro natura,crimini meritevoli di morte.
    La parola “diritto” non deve comparire vicino all infanticidio,a degli stupratori invasori ecc.
    Tanto meno dovrebbe essere indicato come “”insegnante”” uno schifosissimo sacco di merda depravato che supporta le parafilie e le ideologie lgbtqp.
    Il trucco sta tutto nella forma,l imbroglio sta nell usare il loro stesso linguaggio colmo di ideologie demenziali e termini che non si basano sul nulla

  • Max Dewa
    4 Novembre 2019

    Ma io non li leggo neanche gli articoli leggo tuttalpiu’ qualche commento che mi fa accapponare LA pelle come quelli di Sartori io non so il suo barman chi sia ma deve essere un mezzo massone fa delle affermazioni da chiedersi dove le ha sentite dove le ha lette ! ,ma porca vacca ci stanno siti non contamination ancora Dalla giudaglia e dalla massoneria Imperante gliene indico qualcuno sartori digiti” antimassoneria altervista libri” oppure ” aaargh Italia” oppure ” Mauro likar l’ebreo internzionale” oppure” Henri delassus il problema dell’ora presente PDF” oppure ” l’ebreo attraverso I secoli ” su archive dove ci sta ” LA civilta’ cattolica” ” Cesare Lombroso ” ” I quaderni neri di Heidegger ” ecc ecc cazzo se mi guarda I siti di Aldo giannulli gremellini ecc allora si metta I’ll cinto erniale e amen patologia Fastidiosa che puo venire nel leggere quei siti percio’ li evito

    • Kaius
      4 Novembre 2019

      Antimassoneria altervista?
      Quello gestito da quella tipa che mette sue foto mezza nuda su fb?Quella che simpatizza per gli adulteri e per i pedofili come Michael Jackson?
      Il diavolo mischia sempre mezze bugie e mezze verità…

  • atlas
    4 Novembre 2019

    concordo in parte un pò con tutti i commentatori: le milizie di regime democratico, questo sono in realtà, oggi non le avversano solo i disordinati sinistri. E non è una contraddizione

    contraddittorio per contraddittorio, chi è che applicherà di fatto i dettami della Segre e Boldrini con la Bonino ? Chi è che va a guardarsi le registrazioni delle telecamere per chi fa buuu a un negro allo stadio e invece lo può fare a un bianco ? E poi lo va a prendere a casa all’alba distruggendogli e sequestrandogli tutto ?

    Chi è che reprimerà ? Commissione d’odio ? Ma io odio prima di tutto chi mi trovo davanti in divisa e non

    a rappresentarmi poi cosa ? Leggi tecnocratiche senza alcunchè di morale, liberiste e capitaliste ? L’ho avuta anch’io una divisa di polizia e forza armata, ma erano altri tempi. Chi devo omaggiare oggi, chi si sente migliore di me perchè di fatto è al servizio dei BerLuxCohen e della massoneria ? Gentaglia ignorante che non sa nemmeno parlare correttamente ? Come i politicanti in parlamento del resto. Degli omologati conformi al sistema democratico ?

    MA CHE VADANO A ZAPPAREEE

  • atlas
    4 Novembre 2019

    articolo che ci si poteva risparmiare. I peggiori delinquenti che ho dovuto conoscere in carcere avevano una divisa

  • Sed Vaste
    4 Novembre 2019

    Kaius tu devi capire quello che leggi : ho detto ” antimassoneria altervista LIBRI” diamine ! Non ho detto il sito Della di Castro la curatrice del sito ,ho detto I libri in PDF gratis che esulano dal sitaccio in questione di questa patacca ebrea che comunque non sembra male ,almeno anch’io ho visto le foto sembra passabile dubito che sia lei la curatrice del sitaccio comunque I libri sono molto molto buoni vedi ” vermjon” o Maurice pinay o meinville o la questiona giudaica lettura che riproduce alla lettera e’ un estratto de ” la civilta cattolica ” io kaius non sono un pezzente come atlas che vi mette le boiate di bombolo o gente che canta con gli stracci in testa

    • atlas
      5 Novembre 2019

      e mi sa che tu sei proprio il contrario di ciò che affermi di essere. E fai il contrario di ciò che dici di fare

      ti ci vorrebbe solo un poliziotto come il maresciallo

  • atlas
    5 Novembre 2019

    IN DEMOCRAZIA I POLIZIOTTI SONO CANI A GUARDIA DI PECORE. STRUMENTO DI INGIUSTIZIA E NULL’ALTRO

    NEMICI DEI NAZIONAL SOCIALISTI

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