Dura risposta dell’Iran al rappresentante di Washington


L’Ambasciata dell’Iran in Libano ha risposto sprezzantemente alle osservazioni fatte dal sottosegretario di Stato USA per le questioni politiche, Davida Hale, circa i commenti sul ruolo della Repubblica Islamica nella Regione ed in particolare sulla presenza militare in Siria.
In una dichiarazione emessa il martedì, l’Ambasciata iraniana ha detto che la presenza militare delle forze iraniane in Siria è legittima, visto che è motivata da una richiesta del Governo siriano ed ha sottolineato che Teheran non cercherà il permesso degli Stati Uniti per essere presente in Siria.
“Come parte delle affermazioni fatte nel corso delle visite dei funzionari USA nei vari stati della regione, il sottosegretario Davis Hale, ha fatto affermazioni provocatorie lo scorso Lunedì”, si recita nella dichiarazione dell’Ambasciata. “I commenti fatti da Hale non possono essere considerati altro che una flagrante ingerenza nelle questioni interne di altri stati ed un tentativo di dettare la propria agenda di Washington ad altri paesi”.
L’Ambasciata di riferiva alla politica degli USA nella regione, segnalando che Washington ha cercato di cambiare il corso degli eventi a suo favore dopo il fallimento delle sue politiche in Medio Oriente.
“Sembra che l’inviato degli Stati Uniti si sia dimenticato che il suo paese è stato il primo difensore del terrore nella regione “, ha detto la dichiarazione.
“Se non fosse stato per le forze iraniane in Siria ed i suoi alleati, Esercito siriano ed Hezbollah, l’ISIS (Daesh) non sarebbe mai stato sconfitto”.
“Mentre l’Iran appoggiava il governo ed il popolo libanese gli USA erano impegnati a difendere le aggressioni di Israele ed ha fornire armi ed appoggio ai gruppi terroristi”, ha dichiarato l’ambasciata nel suo comunicato.

Armi della NATO nei depositi dell’ISIS


Nota: Nel frattempo l’Esercito siriano e le forze di Hezbollah continuano a trovare, nei depositi abbandonati dai terroristi, enormi quantità di armi sofisticate made in USA. Fra queste armi, in particolare i lanciamissili anticarro Tow, in dotazione alla US. Army, apparati elettronici di interferenza e veicoli blindati di produzione USA.
Certamente tutte queste armi non sono arrivate per caso nella disponibilità dei terroristi e provano la complicità del Pentagono nell’armare e sostenere i terroristi takfiri che hanno seminato morte e distruzione in Siria ed in Iraq. Il loro obiettivo era quello di rovesciare il legittimo governo di Damasco, prendere il controllo anche del Libano e dividere il paese in varie entità sotto la gestione degli USA e dell’Arabia Saudita. Fortunatamente il loro piano è stato sventato.

Fonte: Al Manar

Traduzione: Luciano Lago

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