"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Duello Le Pen-Macron: chi vince e chi perde

di  MARCELLO FOA

Chi ha vinto il confronto Le Pen-Macron? Secondo l’unico sondaggio disponibile Macron, piuttosto nettamente, ma i sondaggi a caldo sono relativamente affidabili, vedi i dibattiti Clinton-Trump che davano sempre vincente Hillary. Com’è andata a finire poi lo sappiamo.

Marine Le Pen ieri sera ha dominato il dibattito, nel senso che ha sempre imposto a Macron i temi. I due moderatori sembrava che non ci fossero. La sua personalità è risultata sovrastante: decisa, ironica, capace di interrompere il ragionamento dell’avversario con piccole, velenose battute. Macron anzichè ignorarle le assecondava e ha trascorso quasi tutta la serata a giustificarsi e a spiegare.

Anche la mimica dei due era evidente: lei sicura con il piglio del professore, il tacco fermo sotto il tavolo, lui a tratti in soggezione mostrava evidenti segni di nervosismo. Più volte grumi di bava sono apparsi sulle sue labbra.

La strategia della Le Pen era evidente: dimostrare che Macron non rappresenta il cambiamento ma è l’erede del Partito socialista che ha governato la Francia per 5 anni. Marine gli ha rinfacciato più volte il fatto di essere stato ministro dell’economia, chiedendogli: perché non ha fatto le riforme che propone oggi quando era al governo come consigliere e poi ministro?

Anche quando parlava dei problemi reali della gente è apparsa più credibile: dava l’impressione di conoscerli meglio, in una certa misura di “viverli” e dunque di comprendere bene la realtà delle fasce più basse della popolazione. Macron dava l’impressione di recitare una parte, di parlare di argomenti e di una realtà, quella popolare, che ha studiato sui libri, come un allievo diligente ma senza trasporto, senza reale condivisione.

Altrettanto chiara la sua strategia: caratterizzare Marine Le Pen come un’estremista, come l’erede del padre e in un paio di occasioni ci è riuscito ma questo tema è rimasto sullo sfondo. Dure le sue battute sull’incapacità del candidato del Fronte Nazionale: più volte le ha rimproverato di dire delle sciocchezze, sempre, però, in contropiede.

Su un punto Marine Le Pen ha sbagliato: nella foga di distruggere l’immagine di Macron non si è mostrata abbastanza propositiva. Nel finale avrebbe dovuto lasciare da parte le polemiche e rivolgersi non più al suo avversario ma ai francesi a casa, prendendo il tono e la postura di un presidente autorevole che parla alla Nazione, come si aspettano i francesi da un Capo dello Stato che in una certa misura deve apparire regale.

Macron non ha interpretato questo ruolo ma alla fine è apparso più moderato e rassicurante, recuperando in parte il terreno perso in precedenza.

E allora chi ha vinto? Non saranno i sondaggi a a caldo a dircelo, come quello commissionato da BFMTV, da sempre molto vicina a Macron e che potrebbe pertanto essere tendenzioso. Una prima analisi del sentiment su twitter, ad esempio, indica il contrario.

La partita si gioca nelle città di provincia. Il rischio, per Marine Le Pen, è che la sua aggressività induca alcuni elettori di sinistra, orientati ad astenersi, ad andare alle urne e a votare Macron “turandosi il naso”. La speranza è di aver fatto breccia nel cuore del francese medio, che vive lontano da Parigi e che sente i valori della Francia profonda.

Basterà per ribaltare la vittoria annunciata di Macron?

Fonte: Corriere del Ticino

Uno storico francese prevede la vittoria della Le Pen

Come potrebbe guadagnare la vittoria la Le Pen al prossimo turno di Domenica se tutti i sondaggi danno in vantaggio il candidato centrista Macron? Esiste solo una possibilità: che una buon a parte dei macronisti se ne rimangano a casa.

Vero ma bisogna dire che viviamo tempi difficili per chi volesse svolgere il ruolo del profeta ed almeno uno storico francese, Francois Durpaire, vede possibile la vittoriq della candidata del Front National.

Al pricipio, questa vittoria non è tanto difficile come potrebbe sembrare, lo chiarisce Herman Tertsch su ABC, il quale commenta che il principale ed unico merito di Emmanuel Macron è quello “di non essere la Marine Le Pen”.

Se ne rende conto anche il Pais che, nel suo primo editoriale, lanciava il suo grido di allarme: “Marine Le Pen avanza pericolosamente”.

Uno può amare o odiare la Le Pen ma è difficile dire lo stesso di Macron. Non entusiasma neppure i suoi stretti sostenitori, tanto è un personaggio scialbo e precostruito dai media.

Il candidato favorito delle elites è un “marchio” un “brand”, rappresenta un maggiore salto nel vuoto piuttosto che se la maggioranza votasse la Le Pen. In qualsiasi caso sarebbe assurdo immaginare  che Macron sia un trascinatore di masse, piuttosto è un personaggio che rappresenta di poteri forti della finanza e delle banche.

Per il resto la reazione della estrema sinistra non sta aiutando il candidato antilepenista. Lanciare molotov contro i poliziotti e compiere atti vandalici, anche se con lo slogan “nè Macron nè la Le Pen”, danneggia il primo e rafforza la seconda, come dimostra la salita nei sondaggi delle ultime settimane. Continua il vantaggio di Macron ma non è la legnata che si presupponeva, visto che la Le Pen dispone già di un 40% dei voti dei sondaggi.

La strategia della Le Pen può essere la stessa che adottano i rivoltosi parigini che manifestano in casa. Fare in modo che gli elettori di Macron rimangano in casa o vadano in campagna il giorno 7.

E’ questa l’idea di Durpaire che aveva  presentato la sua profezia,  in forma di commedia in tre capitoli, nel corso del 2015. Durpaire adesso afferma che la grande mobilitazione contro la Le Pen verificatasi al primo turno sta dando ora segni di disgregazione al secondo turno. Questo, spiega il professore, è un fenomeno che sembra opposto di quanto accaduto nel 2002 quando Le Pen padre passò a sorpresa nel primo turno contro Jacque Chirac. Nel secondo turno ci fu però il massacro quando tutti i partiti si coalizzarono contro il Front National e questo ottenne soltanto il 17% dei voti.

Attualmente la situazione è cambiata il Front National non è più quello di allora e l’esasperazione di molti settori popolari francesi potrebbe dare la volata al successo della Le Pen, mentre una larga parte di elettorato deluso o contrario al candidato dell’establishment, Macron, potrebbe decidere di starsene a casa e non andare alle urne. Il successo della Le Pen sarebbe pieno.

Fonti: La Gaceta.es

El Confidencial

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. annibale55 8 mesi fa

    L’ unica possibilità per la Le Pen di vincere è di convincere gli obbedisco della sinistra. E’ impossibile, significherebbe tradire ciò per cui esistono: gli utili sciocchi!

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    1. Eugenio Orso 8 mesi fa

      La massa zombie sinistroide lobotomizzata, quintessenza dell’idiotismo sociopolitico, è stata creata per questo. E’ un trentennio che i servi delle élite, nei “laboratori” mediatici, accademici, ideologici, giuslavoristici, eccetera, fanno esperimenti di grande portata (demonizzazione del novecento come secolo fascista, nazista e staliniano di guerre, demonizzazione dei dittatori resistenti, liberalismo, mercato e libertarismo, fake news e via dicendo). Hanno avuto grande successo, se ci guardiamo intorno. E’ successo non solo in Italia, paese dove gli spregevoli imbecilli sinistroidi politicamente corretti pullulano come vermi nel cadavere della nazione, ma anche nella più orgogliosa Francia, che cala le brache davanti al droide telegenico dei Rothschild.

      Cari saluti

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  2. Anonimo 8 mesi fa

    Buongiorno,
    ho la sensazione di assistere alla presa di posizione chiara ed evidente dei mass media(e non solo) che vogliono a tutti i costi indicare/avvantaggiare, magari anche truccando sondaggi e screditando l’ avversario con qualsiasi “arma” in loro possesso, il candidato che più fa comodo.Un po’ come è successo oltreoceano qualche mese fa… Perdonate la mia ignoranza, ma chi era questo personaggio fino a qualche settimana fa?

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  3. maurizio 8 mesi fa

    Gli italiani sono rassegnati e abituati ad autoingannarsi non entrando mai nel merito dei contenuti.
    Preferiscono le balle trasformate in verità perchè è impegnativo pensare con la propria testa.
    Dei salari, delle pensioni, dei diritti sociali, delle politiche internazionali non gliene importa nulla poichè sono temi seri che richiederebbero analisi e riflessione.
    Il pensiero è scomparso ,la politica è finita per cui la propaganda e le idiozie fanno breccia nella mente oramai ecologicamente inquinata.
    La Francia di Macron neonazista rosa la spunterà alle elezioni proponendo un nuovo neoliberismo che affonderà definitivamente qualsiasi spiraglio di democrazia.
    e dissenso.
    Solo intraprendo la lunga e faticosa strada dell’anticapitalismo prospettando un percorso di comunitarismo potrebbe salvarci.moi pu

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  4. articolo illeggibile, sembra di stare davanti alla tv, parla persino come un qualsiasi demoliberale…
    cito : (…)gne gne gne non rappresenta il cambiamento gne gne gne(…)

    qui si continua a partire da un presupposto sbagliato : il voto conta qualcosa.

    bene, adesso ditemi Voi quando abbiamo votato per decidere se adottare l’euro, per aprire le frontiere, per diffondere sodomia e perversioni affini come se fosse acqua fresca e così via.
    in attesa di risposta saluto tutti

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    1. Giorgio 8 mesi fa

      Ma è stato in vacanza fino ad oggi? Non si è accorto che praticamente siamo chiamati al voto diuturnamente?

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      1. in questi giorni ho avuto da fare, ma sono tornato
        eh eh eh
        U_U

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