BEIRUT, LIBANO (21:45) – Per la seconda volta in un mese, droni sconosciuti hanno colpito i siti di contrabbando di petrolio delle forze turche nelle campagne di Aleppo.
Secondo i rapporti, domenica sera i droni si sono avvicinati ai siti di contrabbando di petrolio delle forze sostenute dalla Turchia nella città di Tarheen.
I droni armati, probabilmente delle forze aerospaziali russe, hanno poi lanciato una raffica di missili sui siti di contrabbando di petrolio, provocando massicce esplosioni all’interno della città.
Sebbene il ministero della Difesa russo non abbia commentato questi attacchi, si ritiene che siano i loro droni ad attaccare questi siti petroliferi, come hanno avvertito in precedenza sul contrabbando delle risorse naturali sottratte alla Repubblica araba di Siria.
Jihadist area near #Tarhin targeted by unknown #Russian drone (it could be Orion – just like 10 12021) #Syria pic.twitter.com/aneXLDtpWv
— Last Defender (@LastDef) January 24, 2021
Nota: Il saccheggio delle risorse petrolifere della Siria, fatto dalle forze statunitensi, assieme a quelle turche e curde, non può essere tollerato dai siriani che si trovano in grave crisi economica ed energetica dopo circa 10 anni di guerra. Per questo la scelta della Russia è quella di guastare il business e punire i responsabili del contrabbando, non potendo attaccare direttamente i siti dei giacimenti che si trovano sotto il controllo delle forze USA.
Le forze occupanti USA, su ordine del Pentagono, hanno occuipato i siti petroliferi nel nord est della Siria ed impediscono al governo siriano di rientrare in possesso delle proprie risorse petrolifere.
Fonte: Al Masdar News
Traduzione: Luciano Lago