"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Dopo l’attentato di Parigi i giornali francesi chiedono calma e attenzione

L’attacco terroristico di giovedì sera a Parigi, che ha provocato due morti – un poliziotto e l’uomo armato che aveva aperto il fuoco contro un mezzo di trasporto della polizia – è in prima pagina di numerosi quotidiani francesi. Molti però non hanno fatto in tempo a cambiare l’apertura o a commentare l’evento a causa dell’ora tarda in cui la notizia si è diffusa.

La trappola terroristica
Le Monde
“Non è una scoperta. Da oltre due anni i terroristi islamisti hanno fatto della Francia il bersaglio privilegiato delle loro stragi e hanno mostrato, in questo jihad sinistro, un notevole senso del simbolismo”, scrive l’editoriale del quotidiano. Che aggiunge: “L’attacco del 20 aprile sera a Parigi lo dimostra di nuovo. In qualche secondo tre simboli sono stati presi di mira: dei poliziotti, gli Champs-Elysées e la data, a tre giorni dal primo turno dell’elezione presidenziale. L’assassino era sicuro di ricordare ai francesi la minaccia ormai permanente che pesa su di loro e di drammatizzare il clima di questo grande appuntamento democratico. […] Vogliamo credere che i francesi non cederanno, al momento di scegliere il prossimo presidente, agli apprendisti stregoni che vorrebbero affrancarsi dalle regole e dai valori dello stato di diritto”.

Il terrorismo colpisce ancora nel cuore di Parigi
Le Figaro
“Il soffio del terrorismo ha seminato la morte nel quartiere altamente simbolico degli Champs-Elysées. La barbarie ha appena colpito di nuovo la capitale in pieno cuore”, scrive Christophe Cornevin. “Questo attacco semina il lutto a Parigi, mentre 22 tentativi sono stati sventati dal 2016. La sicurezza del processo elettorale, già blindata con la presenza di 50mila poliziotti e gendarmi, potrebbe essere rinforzata”.
Sparatoria mortale sui Champs-Elysées
La Dépêche du Midi, Tolosa
“La violenza – che porta chiaramente la firma del terrorismo – ieri è diventata protagonista dell’attualità. In un luogo simbolico conosciuto da tutti e a qualche ora da un’elezione presidenziale dal pronostico confuso”, scrive l’editorialista Jean-Claude Souléry. Secondo l’editorialista, “è poco prudente affermare che questo attacco potrà influenzare gli elettori in modo determinante, ma lascerà per forza una traccia nell’inconscio e nelle cabine elettorali. Tanto più che interviene due giorni dopo che la polizia ha sventato un altro attentato jihadista. La lotta contro il terrorismo richiede fermezza e attenzione più che imprecazioni. Badiamo a non destabilizzare la nostra democrazia”.
Le Figaro, 21 aprile 2017.

Sparatoria mortale sui Champs-Elysées
La Dépêche du Midi, Tolosa
“La violenza – che porta chiaramente la firma del terrorismo – ieri è diventata protagonista dell’attualità. In un luogo simbolico conosciuto da tutti e a qualche ora da un’elezione presidenziale dal pronostico confuso”, scrive l’editorialista Jean-Claude Souléry. Secondo l’editorialista, “è poco prudente affermare che questo attacco potrà influenzare gli elettori in modo determinante, ma lascerà per forza una traccia nell’inconscio e nelle cabine elettorali. Tanto più che interviene due giorni dopo che la polizia ha sventato un altro attentato jihadista. La lotta contro il terrorismo richiede fermezza e attenzione più che imprecazioni. Badiamo a non destabilizzare la nostra democrazia”.

Fonte: L’Internazionale

Questo il commento dei principali giornali francesi. Poi ci sono le polemiche ed è interessante notare come  il “fronte progressista”, sia in Francia che in Italia, non perda l’occasione per lanciare attacchi contro la candidata nazionalista Marine Le Pen, accusata di “avvantaggiarsi dal clime di terrore” causato dagli attentati:

“……E persino il premier Bernard Cazeneuve, anziché far mea culpa sul dilagare del jihadismo, preferisce attaccare la candidata alle presidenziali: “Sta strumentalizzando senza vergogna la paura dell’attentato di ieri a suo vantaggio elettorale”.

“Marine Le Pen pareva in una posizione difficile – spiega Bernardo Valli su Repubblica – con meno consensi virtuali del moderato Emmanuel Macron. Il sangue a due apssi dall’Arco di Trionfo favorisce la linea dura – continua – quella del Front National. O quella dei candidati di destra”. Non è l’unico a pensarla così. E, per alcuni versi, c’è un minimo di fondatezza. Ancora una volta la facilità con cui viene messo a segno un attacco islamista dimostra come la Francia abbia bisogno di un candidato forte, capace di dare risposte chiare sia sull’emergenza immigrazione sia sul dilagare dell’islam radicale in tutta l’Europa. Questo, però, non vuol certo dire – come pensa, per esempio, il filosofo francese Marek Halter – che “i terroristi vogliono far vincere” la Le Pen. “La leader del Front National – continua – è idealmente il loro cavallo di Troia per infiltrare nella società francese l’odio, l’intolleranza, il razzismo, per far insorgere l’estrema destra e gli estremisti in generale e così fare sempre più proseliti”. Secondo Halter, poi, “gli estremismi hanno le stesse radici e si alimentano a vicenda”.

Anche il governo di Hollande nega l’evidenza. E, anziché condannare senza se e senza ma, il terrorismo islamico, preferisce predersela con la Le Pen. “Non è stato dimostrato nessun legame tra il fenomeno dell’immigrazione e gli attacchi terroristici”, ha tuonato in conferenza stampa Cazeneuve invitando i francesi a “essere responsabili” e a “non cedere all’odio”. “Il mio appello è di mantenere vivi i valori della Repubblica: il rispetto della verità – ha continuato – il nostro avvenire non può essere come quello prospettato dal Front National che attizza odio, dobbiamo essere saldi nella nostra unità”. Il premier non ha risparmiato critiche nemmeno al candidato conservatore, François Fillon, che nelle ultime ore ha chiesto una revisione dei Trattati di Schengen. “Certi candidati fanno la scelta dell’oltraggio e della paura”.

Fonte: Il Giornale

Nota: Questa la situazione della Fancia che non appare molto migliore  di quella dell’Italia, dopo anni di un governo succube dell’oligarchia europea e dei potentati finanziari sovranazionali. Dai comenti sui grandi giornali del sistema si evidenzia un fatto: i politici ed opinionisti del fronte mondialista filo Hollanade e filo Macron, di fronte alla prospettiva sempre più concreta di una possibile vittoria della Le Pen, stanno “uscendo fuori di testa” e si attaccano a tutto. La Le Pen è stata accusata di essere l’agente di Putin come adesso viene accusata di essere il “cavallo di Troia” dell’ISIS, non c’è limite alla demenza.

In ogni caso,  quello che accadrà in Francia in queste elezioni, quale che sia il risultato, potrebbe avere un effetto dirompente sull’assetto dell’Unione Europea e una forte influenza sugli sviluppi politici di paesi come l’Italia. Staremo a vedere!

Note e commento di Luciano Lago

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  1. Giorgio 8 mesi fa

    Per il momento le parole non costano nulla in termini monetari, quindi ognuno ne rilascia in quantità industriali, altra cosa sono i fatti e questi testimoniano che la Francia ancora oggi protegge i terroristi italiani, fortunatamente i nostri geni politici vogliono accomunarsi con detti personaggi che non sono solo sporchi fisicamente come ha scritto Citodacal ma anche spiritualmente, logicamente ci saranno dei francesi che si smarcano da detto idem sentire.

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    1. Citodacal 8 mesi fa

      Veramente il sottoscritto annoverava la “sporcizia” di tutti i francesi tra i soliti banali luoghi comuni, nonché generalizzazioni da mescita pubblica.

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      1. Giorgio 8 mesi fa

        Salvo le eccezioni veramente li ritengo sporchi e non solo loro ma lo hanno inculcato anche ai popoli che hanno colonizzato, puzza tutto da fetore immondo, poi se al bar la pensano come il sottoscritto perché dispiacermene?.

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  2. Mardunolbo 8 mesi fa

    “..Cazzinuovi …invitando i francesi a “essere responsabili” e a “non cedere all’odio”. “Il mio appello è di mantenere vivi i valori della Repubblica: il rispetto della verità – ha continuato – il nostro avvenire non può essere come quello prospettato dal Front National che attizza odio, dobbiamo essere saldi nella nostra unità”
    molto chiaro l’appello del C….. Mi ricordano molto i proclami che affliggono l’Italia, tipo ” tranquilli, è nostra priorità di governo ricostruire dopo il terremoto…” ed altre analoghe frasi.
    Fossi in Gad Lerner od in Parenzo , troverei la connessione netta ed certa (anche se indimostrabile) tra la Le Pen e gli atti di terrorismo.
    Divertiamoci ad ipotizzare come questi due…
    Sarebbe una frangia alterata della Cia che organizza dei fuoriusciti russi che a loro volta contattano la Le Pen e si accordano per far fare un attentato con sparacchiature in Parigi.
    Oppure la Le Pen stessa che coordinata con elementi di destra islamica, antisionista, organizza attentatucci in vista della sua vittoria elettorale.
    Dai, che tra un po’ qualche teoria analoga ci scappa in qualche bocca !

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    1. Citodacal 8 mesi fa

      All’elenco mancano le spiegazioni, a mo’ di scusa, che John Belushi cerca di rifilare all’ex fidanzata dentro un lurido tunnel in “The Blues Brothers”: prepariamoci, arriveranno pure quelle.

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  3. dolphin 8 mesi fa

    come la regia USA dirige gli attori dell’ISIS in Syria, così li dirige negli attentati in europa per far capire che ogni tentativo di cambiare il copione, avrà delle conseguenze, l’importante é non intimorirsi e affrontare le conseguenze pur di cambiare regia una volta per tutte.

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  4. andrea z. 8 mesi fa

    “Niente testimonia meglio la crisi dell’oligarchia euro-atlantica che l’incessante stillicidio di attentati che continua ad insanguinare l’Occidente: attacchi terroristici, più o meno eclatanti, più o meno letali, si sono moltiplicati a partire dal 2015 sino ad occupare le prime pagine dei giornali con cadenza settimanale o, al massimo, mensile. Ogni attentato rimane in primo piano per due o tre giorni, quindi scivola velocemente nel dimenticatoio: permane il senso di inquietudine, ma né la magistratura, né la politica, né i media, hanno interesse a scavare a fondo, ponendosi interrogativi sulle falle negli apparati di sicurezza che permettono a terroristi, tutti puntualmente noti alle forze dell’ordine, di agire indisturbati. Scavando, infatti, scoprirebbero che le falle sono in realtà connivenze e che i terroristi, tutti puntualmente uccisi nel corso dell’operazione, siano in realtà semplici pedine, manovrate, più o meno consapevolmente, dai servizi segreti: nessun ministro dell’Interno si è mai dimesso, nessuna testa è mai caduta dentro la polizia od i servizi, perché sono tutti custodi dello stesso segreto. Non è l’ISIS ad architettare le stragi, ma le varie CIA, MI6, DGSE, Mossad, etc. etc.”

    http://federicodezzani.altervista.org/un-crescendo-di-tensione-fino-al-ballottaggio-ed-oltre/

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