Donetsk “conquista” Verona


di Eliseo Bertolasi

A Verona il 9 febbraio è stato inaugurato un ufficio territoriale di Rappresentanza della Repubblica Popolare di Donetsk. È il secondo in Italia. Nel dicembre del 2016 è stata aperta la prima sede nella città di Torino.
Responsabile dell’ufficio di Verona è il signor Palmarino Zoccatelli coadiuvato dal signor Alberto Magagna (nella foto in alto).

Un passo dovuto, Verona negli ultimi anni è stata la promotrice di tutta una serie d’iniziative a favore della Russia e del Donbass.
Proprio da Verona, nel novembre del 2015, è partita una delegazione, la prima dall’Italia, per recarsi a Donetsk con l’intento di portare sostegno e solidarietà alla popolazione del Donbass. In quell’occasione furono creati solidi rapporti d’amicizia con il Ministero degli Esteri della Repubblica Popolare di Donetsk. Rapporti  che si sono consolidati negli anni e che ora si sono perfezionati con l’apertura del Centro di Verona.
Al momento dell’inaugurazione Zoccatelli ha dichiarato: “Con l’apertura del Centro a Verona vogliamo suggellare l’amicizia tra il Veneto e il Donbass, sorta dopo la missione di una delegazione veneta, la prima dall’Italia, nel novembre 2015 a Donetsk”.

Grazie all’apertura della Rappresentanza della DNR a Verona verrà estesa l’attività che il Centro principale di Torino sta portando avanti, che consiste, soprattutto, nel dare visibilità in Italia alla tragedia del popolo del Donbass, sotto le bombe ucraine dal 2014. I due centri lavoreranno in sinergia, in programma, ci sono già tutta una serie d’iniziative: conferenze, mostre fotografiche…
In occidente i media ufficiali hanno sempre parlato poco di questa guerra, a volte dando anche informazioni distorte che riflettono la versione di Kiev. Versione che vedrebbe i territori del Donbass sotto l’occupazione di truppe russe, con la popolazione desiderosa di ritornare sotto il controllo dell’Ucraina.

Chi è stato nel Donbass smentisce categoricamente questa versione. Le due Repubbliche Popolari del Donbass, quella di Lugansk e quella di Donetsk, che già dal 2014 hanno intrapreso un cammino autonomo di separazione dall’Ucraina, non sarebbero durate così a lungo e non sopravvivrebbero senza contare su un deciso sostegno popolare.

Natalia Nikonorova

Se ora in Italia operano due Centri di Rappresentanza della Repubblica Popolare di Donetsk, certamente, un merito va anche al Ministro degli Affari Esteri della DNR, Natalia Nikonorova, che immediatamente dall’inizio del suo mandato, con molta lungimiranza, ha creduto nell’importanza d’aprire in Europa Centri di Rappresentanza della DNR. Ora in Europa, oltre che in Italia, sono stati aperti Centri in Grecia, Finlandia, Francia. Un Centro in Repubblica Ceca aperto nel 2016 è già stato chiuso.

All’apertura a Verona, lo stesso Ministro Nikonorva è intervenuta con un videomessaggio:
“Cari Amici! A nome del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Popolare di Donetsk, mi congratulo cordialmente per l’apertura del Centro di Rappresentanza della Repubblica popolare di Donetsk nella città di Verona. L’importanza di questo evento è davvero enorme. L’apertura di un nuovo Centro in Europa ci offre ancora più opportunità per diffondere informazioni veritiere su ciò che sta accadendo nel Donbass.
Il Centro di Rappresentativo della Repubblica Popolare di Donetsk a Verona, siamo convinti, contribuirà all’ulteriore sviluppo e al rafforzamento dei legami tra i popoli del Donbass e dell’Italia.
Esprimiamo la nostra sincera gratitudine a tutti, in particolare al signor Palmarino Zoccatelli. Le siamo grati per il suo scrupoloso lavoro, per la sua forza, e il suo desiderio nel difendere gli interessi del popolo del Donbass in Europa. Speriamo in un’ulteriore fruttuosa cooperazione e nel rafforzamento dell’amicizia tra l’Italia e il Donbass. Sono sicura, che i nostri sforzi congiunti porteranno al riconoscimento della Repubblica Popolare di Donetsk come Soggetto a pieno titolo delle relazioni internazionali. Successo a Voi amici!”

Il signor Palmarino Zoccatelli è stato nel Donbass più di una volta. Il fatto d’aver visto con gli occhi la situazione reale, lo ha portato a maturare questa sua posizione di vicinanza e d’aiuto alla popolazione del Donbass, ecco le sue motivazioni:
“Sono stato a Donetsk più di una volta. La prima volta nel 2015. Ricordo ci siamo avvicinati fino all’aeroporto (l’epicentro dei combattimenti a Donetsk ndr.) in vista, si sentivano i frastuoni delle bombe e degli spari. Abbiamo visto villaggi completamente distrutti, case nei quartieri nord di Donetsk completamente sventrate dalle bombe.. Parliamo di abitazioni, scuole, obiettivi civili distrutti.. Ci sono rapporti delle nazioni che parlano di oltre 10.000 morti civili, sappiamo si contano anche centinaia di bambini morti sotto le bombe ucraine.. Com’è possibile tacere e nascondere questa tragedia. È un dovere non solo civile ma anche morale davanti a Dio, denunciare questi crimini! Basta guerra!! Ora col Centro continueremo su questa strada, anzi ancor più di prima! Viviamo in un occidente ancora succube al potere degli USA che non vuole vedere il dramma che sta subendo la popolazione russofona del Donbass. L’Europa che dice di voler concedere diritti a tutti.. perché non riconosce il diritto alla vita, il diritto alla pace, ai bambini e agli abitanti del Donbass?”

Quali sono le tue speranze?
“Di poter al più presto vedere la pace sui martoriati territori del Donbass! Ecco, se grazie alle attività del Centro di Rappresentanza, raccontando la verità, suscitando indignazione tra la gente, influenzando i media occidentali.. riuscirò a contribuire anche minimamente a questo processo, questa sarà la mia più grande soddisfazione”.

Alla cerimonia d’inaugurazione sono giunti sia italiani, sia russi che vivono a Verona o nelle vicinanze. Tutti hanno manifestato la loro solidarietà al popolo del Donbass.
Amicizia e vicinanza è stata espressa anche da una delegazione della Rappresentanza italiana della Repubblica dell’Ossezia del Sud presente all’evento.

Reazioni negative dall’Ucraina

Già nei giorni successivi all’apertura del Centro di Verona le autorità diplomatiche ucraine in Italia e il Ministero degli esteri ucraino, con tempestività hanno annunciato misure politiche e diplomatiche. https://it.sputniknews.com/italia/201902117255428-ucraina-kiev-invia-nota-di-protesta-alla-farnesina-su-ufficio-dpr-di-verona/
È stata inviata una nota verbale al Ministero degli Esteri italiano, oltre a richieste alla prefettura e alla questura di Verona, esprimendo protesta contro le provocazioni anti-ucraine. Una risposta isterica da parte di un paese, l’Ucraina, che alla nausea si proclama europeo, ma che poi, nella realtà, si irrita precipitosamente davanti ad ogni forma di dissenso, che provenga dal suo interno, o addirittura dall’estero. Una palese dimostrazione di non aver ancora recepito quei valori di tolleranza e di pluralità, che seppur probabilmente eccessivi, sono pur sempre tipici dell’Europa.
In Italia c’è la più assoluta libertà di pensiero, di parola e di schierarsi contro o a favore di qualcuno o qualcosa senza alcun problema, anche troppo; ci basti osservare come nell’arena politica italiana si arrivi addirittura a insultare o minacciare di morte un ministro vice-premier senza di fatto andare incontro, né a censure, né a serie ripercussioni, un eccesso, certo, ma pure un dato di fatto.

Eliseo Bertolasi

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