"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Donald Trump pensa di aver tolto il tappo all’ISIS ed a Al Qaeda (ed alla CIA)

Donald Trump sembra ritenere di aver convinto i sauditi nel respingere il terrorismo jihadista e nel castigare il Qatar per il suo appoggio all’ISIS ed al Qaeda. Trump non è una persona molto brillante. I Monarchi del Golfo Persico, patrocinatori del nuovo terorre jihadista per il loro istinto di conservazione, così come  gli USA appoggiano Al Qaeda per il fatto di non avere altre opzioni nella regione. Se i russi e i siriani sbaraglieranno gli jihadisti in Siria, questi  scateneranno la loro furia più intensa contro i regimi del Golfo.

Por Glen Ford

“Senza gli Jihadisti, gli Stati Uniti dovrebbero ricorrere all’impiego di proprie truppe nella regione -una  rete internazionale – missione che il popolo statunitense non potrebbe mai accettare. La rete internazionale jihadista islamica, creata on Afghanistan circa quattro decadi addietro dagli USA, dall’Arabia Saudita e dal Pakistan, sta scomparendo alla vista completa di un pubblico planetario. Donald Trump pensa che sia tutta opera sua ma è del tutto fuori strada.

Il Regno dell’Arabia Saudita nel Cosiglio di Cooperazione della maggior parte dei  paesi del Golfo ha manifestato l’intenzione  di isolare e possibilmente rovesciare l’emiro del vicino Qatar , terzo maggiore produttore di di gas del mondo. La disputa apertasi tra il Qatar e la Monarchia dei Saud -i due principali finanziatori di Al- Qaeda e della sua rigenerazione, lo Stato Islamico- si basa su rivalità che sono oltre la comprensione mentale dell’idiota della Casa Bianca, tuttavia Trump prende tutto a credito.

“Durante il mio recente viaggio in Medio Oriente mi hanno detto che non ci saranno più finanziamenti per l’ideologia islamica radicale”, ha scritto Trump convinto. “I dirigenti sauditi mi hanno segnalato il Qatar, guardate voi!”

Trump sembra realmente credere -che i sauditi – i patrocinatori, assieme agli Stati Uniti, del jihadismo interrnazionale – abbiano rinunciato al finanziamento delle loro guerre sante  islamiste.

“Tanto bene è andata la visita in Arabia Saudita con il re e 50 paesi che già sta offrendo risultati”,Ha twittato Trump. “Hanno detto che adotteranno una linea dura sul finanziamento. Forse questo sarà il principio della fine per l’orrore del terrorismo”.

I sauditi incolpano il loro colleghi wahabiti, l’Emiro del Qatar, per l’adozione di vari terroristi e dei gruppi settari diretti a destabilizzare la regione, incluso il gruppo della Fratellanza Mussulmana, il Daesh e Al-Qaeda, per promuovere l’ideologia  ed i piani di questi gruppi attraverso i loro media….appoggiando le attività terroristiche all’interno  dell’Iran dei gruppi del Governatorato di Qatif, con il finanziamento dell’Arabia Saudita e del Regno di Bahrein, approvando e dando rifugio agli estremisti che cercano di sobillare e di minare la stabilità della patria aall’interno e dall’esterno ed utilizzando i media che cercano di alimentare la lotta interna.

Oltre a bloccare il commercio, i viaggi e le relazioni diplomatiche con il Qatar, una piccola penisola che si estende al lato del Golfo Persico dall’Arabia Saudita, la dinastia dei Saud ha scomunicato l’emiro del Qatar dalla casa wahabita – una pesante sanzione tra governanti ereditari la cui legittimità è collegata alla loro relazione di fede. Tuttavia il punto chiave delle accuse dei Sauditi implica l’appoggio fornito da Qatar alla Fratellanza Mussulmana.

Vignetta sui mandanti dell’ISIS

La famiglia Reale Saudita si oppone ad ogni forma di Islam politico come ad una minaccia alla propria legittimità come Protettori delle due città sante: Mecca e Medina. Dalla loro conquista della penisola arabica, al principio del secolo 20° e nella successiva alleanza con l’imerialismo britannico, la Casa dei Saud  ha governato con il consenso della classe clericale wahabita. Si tratta di un compromesso delicato, in cui la eredità reale permette il controllo dello Stato e delle risorse nazionali in cambio dell’appoggio dello Stato Saudita agli ultra fondamentalisti dell’ideologia wahabita, una ideologia che prescrive l’uccisione dei mussulmani considerati eretici e idolatri, principalmente gli sciiti e gli alawiti. La dinastia dei Saudi considera i F.lli Mussulmani, i padrini dell’Islam politico moderno, come una sfida alla regola reale della loro legittimità. L’Arabia Saudita non li tollera in quanto li considera devianti. (……….)

La dinastia dei Saud ha imboccato un percorso pericoloso per mantenere il monopolio della famiglia sulle ricchezze del sottosuolo. (In realtà la maggiorparte del petrolio si trova nella zona popolata dalla minoranza sciita del Regno). L’accordo richiede che lo Stato Saudita, debba fornire aiuto massiccio per l’esportazione dell’ideologia della classe clericale wahbita fino ai confini del mondo mussulmano, ma il potere deve rimanere nelle mani dei principi della famiglia dei Saud, non dei clerici.

Un altro pilastro della regola è l’imperialismo occidentale. I britannici e gli americani, si sono associati a suo tempo con la Monarchia Saudita come un baluardo contro il nazionalismo laico del mondo arabo (panarabismo) e mussulmano.  Era logico che i sauditi si alleassero con la CIA americana per creare la prima rete jihadista Internazionale del mondo per sradicare un governo di sinistra e laico in Afghanistan alla fine del 1970, quella che era Al-Qaeda ed i suoi discendenti.

La famiglia reale del Qatar, con una poplazione di solo 200.000 cittadini (il resto degli abitanti sono circa 2 milioni di stranieri, lavoratori a bassi salari, molti indiani), anche questi sono nominalmente wahabiti. Tuttavia hanno scelto un percorso differente alla legittimità politica -tornando ad essere esportatori del terrorismo jihadista. Gli emiri del piccolo stato hanno cercato di stabilire una presenza politica pan-araba e mussulmana con l’aiuto della loro ricchezza- il pil procapite più alto del mondo- attraverso una aggressiva strategia incluso con un sostanziale appoggio alla Fratellanza Mussulmana. Il Qatar ha finanziato con milioni di dollari il breve governo del presidente egiziano  Al Morsi , prima che questo fosse rovesciato da un golpe militare nel 2013. (I sauditi hanno finanziato con milioni di dollari il generale Al Sisi il quale si è unto nell’isolamento del Qatar).

Tutti pensano che, tramite l’esportazione del terrore, si potranno proteggere dall’ira degli jihadisti

Gli emiri avevano ottenuto un grande prestigio mondiale attraverso la TV Al  Jazeera , che però era stata una fonte di irritazione spesso per l’Arabia Saudita, per la famiglia reale del Kuwait e degli Emirati, così come per gli imperialisti occidentali. Al-Jazeera è stata accusata di favorire apertamente il rovesciamento del governo dei F.lli Mussulmani in Egitto ed espulsa dal paese. L’Arabia Sauita e gli altri stati del Golfo hanno espulso per un anno hanno interrotto le realzioni diplomatiche con il Qatar per otto mesi come castigo.

Nonostante le differenze, il Qatar, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, sono tutti associati con gli Stati Uniti nel favorire la guerra del terrore  in Siria. E’ una questione di istinto di conservazione. Come regimi ereditari rifiutano la democrazia in qualsiasi salsa. Come clienti dell’Imperialismo occidentale, loro si oppongono al nazionalismo arabo e ed in ultima istanza sono subordinati a Washington.  Sono alleati con gli elementi più reazionari del clero che richiedono l’appoggio alla guerra islamista. Tutti ritengono che, con l’esportazione del terrorore, di potersi proteggere dall’ira degli jihadisti . Tuttavia il peso delle contraddizioni condizionano e segnano il destino di tutti questi autocrati – e la sconfitta che si avvicina per gli Stati Uniti.

Donald Trump sembra francamente vertiginoso, credendo di aver obbligato i sauditi a  rifiutare il terrore jihadista e castigare il Qatar per il suo appoggio all’ISIS ed a Al-Qaeda. Forse lui relamente non sa che il principale attore nella guerra non è l’Arabia S. o gli Emirati Arabi o il Kuwait o il Qatar  ma è la CIA che è il vero padrino dello Stato Islamico. (La CIA  non è necessariamente alleata di Trump e forse non si parlano fra loro). Gli USA si sono trasformati in un dipendente di Al Qaeda  e dei suoi cugini  come soldati dell’Imperialismo in Asia sud occidentale. Se i suoi combattenti vengono messi fuori servizio, attraverso il blocco delle forniture di armi, denaro e protezione, allora la guerra contro la Siria è persa e l’offensiva miltiare USA, iniziata da Obama nel 2011, con l’attacco non provocato contro la Libia, terminerà con una sconfitta. Senza gli jihadisti, gli USA dovrebebro ricorrere ad uno dispiegamento massiccio di proprie truppe nella regione – una missione che il popolo statunitense non accetterà.

Il regime saudita in particolare non può sopravvivere alla fine della guerra in Siria. Nel corso del conflitto, la fazione dello Stato Islamico di Al-Qaeda ha attraversato il Rubicone, nel dichiarare guerra all’Arabia Saudita nel 2014 e si è proclamata come un Califfato. Le differenze ideologiche tra Al-Qaeda e l’ISIS sono che Al Qaeda è disposta a posporre la costituzione di un Califfato, mentre  l’ISIS non è disposta. Al contrario le due fazioni sono identiche come teologia politica. Se gli jihadisti vengono sconfitti in Siria, soprattutto si sentiranno traditi e la loro furia sarà più intensa verso i propri correligionari ed ex patrocinatori, gli sceicchi del Golfo. Al Qaeda si trasformerà in un ISIS senza pietà verso i  suo ex patrocinatori.

Pertanto non si può credere per un solo secondo che i sauditi stiano abbandonando l’ISIS e Al-Qaeda, o che cerchino di disarmare queste organizzazioni. Tanto meno la CIA che semplicemente elimina i suoi jihadisti quando le sue tracce diventano troppo conosciute.

Trump lo sa che i sauditi gli stanno solo soffiando fumo sulla faccia? Chi lo sa? Importa realmente? Per il peso delle sue stesse contraddizioni, dovrà franare la guerra criminale degli Stati Uniti contro la Sira. Alla fine saranno in gioco i colli dei  soci del Golfo di Washington, sarà un loro problema.

Fonte: Information Clearing House

Traduzione: Luciano Lago

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  1. Giorgio 3 mesi fa

    Mi sembra un domino alla rovescia, uno sostiene l’altro, chissà come andrà a finire questa pagliacciata, temo male.

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  2. Mardunolbo 3 mesi fa

    Articolo che condivido per la sua logica e conoscenze della dinamica “strana” che coinvolge Usa e suoi alleati !

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