"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Donald Trump : l'”utile idiota” della Monarchia Saudita

di Luciano Lago

Se una cosa era evidente in tutto il contesto Medio Orientale di questi ultimi anni è il fatto che l’Arabia Saudita porta le principali responsabilità della diffusione del terrorismo di marca wahabita/salafita, lo stesso praticato dai gruppi che operano in una quantità di paesi del Medio Oriente e dell’Asia Centrale. Dall’Arabia Saudita arrivano i finanziamenti ai gruppi terroristi che peraltro si ispirano esattamente all’ideologia a sfondo religioso che Rijad si sforza di diffondere come principale confessione prevalente nel mondo sunnita. Un fatto accertato da numerose inchieste fatte anche da istituti di ricerca negli USA ed in Gran Bretagna e mai smentiti. Vedi: The Real Largest State Sponsor Of Terrorism

Non è un mistero che l’Arabia Saudita, con il supporto dei suoi alleati delle monarchie petrolifere del Golfo (Qatar in testa), miri a raggiungere, grazie alle enormi risorse finanziarie di cui dispone, la leadership nel mondo arabo, mettendo in posizione subalterna tutti gli altri paesi arabi sunniti e operando per destabilizzare quei paesi che hanno al Governo esponenti di ideologia o confessione diversa da quella professata a Rijad.

Questo è il caso della Siria, del Libano e dell’Iraq in particolare, oltre allo Yemen, il piccolo paese contro cui i sauditi hanno mosso una guerra spietata da oltre due anni colpendo con bombardamenti indiscriminati la popolazione civile, con l’appoggio attivo degli Stati Uniti. Ci sono i tentacoli dell’Arabia Saudita anche nel nord Africa dalla Libia alla Tunisia ed all’Algeria, in alcuni paesi africani come il Sudan, la Nigeria  e la Somalia. Ovunque la monarchia saudita finanzia i gruppi estremisti,  incita alle rivolte e diffonde il verbo wahabita/salafita  fra le popolazioni.

Il governo saudita è parte integrante della elite mondialista e del grande capitale internazionale ed è quindi il soggetto favorito nel piano di ripartizione nuovo assetto del Medio Oriente che gli strateghi statunitensi hanno predisposto da anni.

I sauditi dispongono di due leve di ricatto verso gli altri paesi arabi: il finanziamento che sono disponibili ad erogare per aiutare governi dei paesi subalterni, oppure la sobillazione interna per mano dei gruppi terroristi affiliati, per rovesciare i governi dei paesi arabi che siano dissenzienti con la linea saudita. Esattamente quello che è avvenuto in Siria dove il presidente Bashar al-Assad era considerato un alleato di Teheran, il principale paese antagonista dell’Arabia Saudita, paese a maggioranza sciita, confessione considerata eretica dai sauditi.

Trump a Rijad

Una situazione similare nell’ Egitto di Al Sisi, visto che questo paese, dopo vari ondeggiamenti, si è distanziato dall’alleanza con Rijad e si è indirizzato verso la Russia e verso la Sira. Immediatamente è scattato il taglio dei finanziamenti e delle forniture di greggio da parte di Rijad. Subito dopo sono iniziati gli attacchi terroristici di imprecisati gruppi dell’ISIS nel Sinai ed al Cairo.

Tutto questo è noto da tempo e lo stesso Donald Trump, nel corso della sua campagna presidenziale aveva sparato a zero sull’Arabia Saudita, criticando il trattamento riservato alle donne e ai gay da parte del Regno dei Saud, e ventilando la possibilità che il Paese sia coinvolto nel supporto alle attività terroristiche di svariati gruppi integralisti. Tuttavia, una volta giunto alla presidenza, Trump si è rimangiato tutto e, sotto la spinta di nuovi contratti miliardari di fornitura armi (l’Arabia S. è il primo importatore di armi USA al mondo), indovinate quale destinazione ha scelto per il suo primo viaggio all’estero da Presidente? Rijad, naturalmente.

Non contento, Trump nel corso della sua visita a Rijad, si è oggi esibito in un discorso pubblico che, definire farsesco è poco ed in cui ha sostenuto e si è fatto portatore di un nuovo progetto politico-militare che prevede la costituzione si una “Nato araba” che avrebbe il compito di combattere il terrorismo islamico, e che vede proprio nell’Arabia Saudita il cardine su cui costruire questa alleanza. Nel suo discorso Trump ha dichiarato che “….bisogna opporsi all’estremismo islamico e ai gruppi del terrore islamico che ad esso si ispirano”, pronunciare queste parole mentre si è in visita nello stato principale sponsor del terrorismo islamico lascia quanto meno perplessi. Evidente che i contratti miliardari di Rijad hanno tappato gli occhi a Trump ed al suo staff.

“Questa non è una lotta tra le diverse fedi, sette o civiltà. Questa è una lotta tra criminali barbarici che cercano di annullare la vita umana e le persone di tutte le religioni che cercano di proteggerla. Questa è una lotta tra il bene e il male”, ha aggiunto Trump, mentre alcuni dei monarchi dell’Arabia Saudita e del Qatar si guardavano alle spalle per capire se Trump volesse fare qulche possibile allusione. Subito dopo però i monarchi sauditi ed i principi qatarioti sono stati tranquillizzati, infatti, rivolgendosi ai leader del mondo musulmano a Riad, Trump ha attaccato a testa bassa l’Iran: «L’Iran sostiene il terrorismo e ha aiutato Assad a compiere atti deprecabili in Siria», ma «arriverà il giorno che il popolo iraniano avrà il governo giusto e che merita». «Il nostro obiettivo comune deve essere quello di creare una grande coalizione per distruggere il terrorismo. La maggioranza musulmana deve prendere la leadership nella lotta alla radicalizzazione».

Un plauso entusiasta da parte dei monarchi e principi sauditi non poteva che seguire queste parole di Trump che segnano definitivamente, con il capovolgimento della realtà, da una parte la riabilitazione di Rijad, e dall’altra una consacrazione della lotta contro l’Iran e la Siria di Assad, indicati come la “fonte di ogni male” e come gli sponsor del terrorismo, proprio quegli stati che da anni combattono contro i gruppi terroristi finanziati, armati ed sostenuti da Arabia Saudita e Stati Uniti. Di fatto un via libera ed una sponsorizzazione alla campagna di espansione dell’Arabia Saudita come leader del mondo arabo, grazie al potente alleato.

Trump si rivela così l'”utile idiota” per il piano nefasto di allargamento della dominazione saudita nella regione e per l’incremento delle attività terroristiche. Un via libera all’intensificazione della guerra contro la Siria di Assad e con il previsto coivolgimento dell’Iran. Prepariamoci al peggio, a nuove guerre e nuovi disastri nel Medio Oriente ed in Nord Africa, con il duo Rijad-Washington in perfetta sintonia, con le conseguenze di ondate di profughi che vederemo sempre di più sulle nostre coste, mentre appare chiaro che la Russia di Putin non rimarrà a guardare.

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  1. annibale55 4 mesi fa

    Secondo me è un articolo privo di senso. Cosa doveva fare Trump: sputare ad una fornitura di armi da 100 mld di dollari? Le industrie americane lo avrebbero fatto fuori 3 secondi dopo. Poi se vorrà indebitare l’ Arabia Saudita con missili patacca…

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  2. Mardunolbo 4 mesi fa

    E’ un articolo che pone la realtà dei fatti ! Un presidente americano può permettersi di dire tante cose, ovunque vada, ma una delle regole principali da parte di qualsiasi autorità o diplomatico, è saper tacere per non dire idiozie o, peggio, menzogne !
    E’ proprio quel che ha fatto Trump-etta: sparare minchiate contro l’Iran che , da quando è salito al governo, è oggetto di una campagna di linciaggio che non ha assolutamente alcuna ragione d’essere.
    Anche se gli Usa esportano armi alla grande, in Arabia, trovare altre nazioni che importino non è così difficile, ma bisogna saper lavorare di diplomazia e capacità.
    Sono qualità mancanti alle elite americane che avanzano come pistoleri sicuri e strafottenti nella loro forza.
    La Rabbia Saudita è, come nascita, usi, progetti, la perfetta antitesi degli Usa. Una sola cosa li accomuna: il valore dei soldi! Per il resto una differenza totale e basterebbe solo pensare al ruolo della donna nelle due nazioni. Negli Usa quasi comandano le donne, nell’Arabia il contrario totale.
    Ricordo benissimo alla 1 guerra del Golfo, per l’attacco all’Iraq erano arrivate squadriglie di aerei Usa in Arabia. Disagio ed imbarazzo degli arabi che vedevano circolare soldatesse americane di supporto all’aviazione…
    Eppure questo sodalizio criminale procede ancora , nonostante le differenze marchiane, solo per il il “dio quattrino”.
    Non per nulla Komeini, che aveva conosciuto molto bene la doppiezza Usa, definiva i Serpenti Uniti d’America, come il “Grande Satana” . Aveva ragione !

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  3. Salvatore Penzone 4 mesi fa

    Quello di Trump è un bluff che sembra funzionare…
    Altro che utile idiota, Trump ha il compito di avviare una guerra vera, ma non dichiarata, alla Siria e All’Iran. Una guerra che lo stesso Obama non ha avuto anima di fare, e la farà utilizzando la copertura create dal suo predecessore e da Bush, la guerra al terrorismo. Trump dichiara di voler portare in Siria, insieme agli alleati dell’area, più di 30 mila uomini per combattere il terrorismo, un esercito. E lo farebbero proprio ora che il fronte della resistenza ha assestato durissimi colpi ai jihadisti wahabiti, i quali dovrebbero, secondo le dichiarazioni fatte a Rjyad, essere combattuti, come fa notare Lago, proprio da chi li ha armati e finanziati fin dall’inizio. Tenendo conto degli ultimi attacchi aerei della coalizione americana ai convogli sciiti e dell’esercito siriano, delle dichiarazioni contro l’Iran “patria del terrorismo” e della vendita di una decina di miliardi in armamenti che inevitabilmente andranno in buona parte al terrorismo wahabita, si può ben capire a cosa punta la presunta NATO araba contro il terrorismo. Gli USA con Trump stanno giocando un grande bluff ai danni della Russia e dei suoi alleati, tanto ben orchestrato da far cadere in trappola anche un analista in buona fede e del calibro di Thierry Meyssan.

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    1. Mardunolbo 4 mesi fa

      Giusta visione ! Potrebbe essere un bluff per avviare una guerra seria…Ma avrà pensato Trump-etta che inserire 30.000 soldati significa occupare un notevole territorio, che per ora manca agli Usa e che attiverebbe una ritorsione immediata da parte alleati, Iran-Russia-Siria ?
      Mah ! Nelle zucche americane scorre di tutto ed è difficile decifrare le trame e le contorsioni che allignano…
      Vero è che , come dice giustamente un altro articolo, mentre gli Usa sparano minchiate contro l’Iran, in Cina si riunisce un consesso internazionale per concordare un più attivo scambio commerciale tramite la “via della seta”, a guida cinese.
      Non credo , quindi che le sparate di Trump-etta e il reale invio di soldati in Siria possa modificare + di tanto la situazione disastrosa di Usraele e dei suoi sgherri tagliagole ! Piuttosto preparerà “meglio” uno scontro finale tra i Serpenti Uniti d’America + Israel-Saudita contro l’Alleanza sciita+ Russia, con tutte le conseguenze del caso in cui sarà investita, come sempre, l’Europa dei governi minchioni.

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      1. Mardunolbo 4 mesi fa

        Aggiungo che sarebbe il momento giusto per politici “populisti” alla Salvini, promuovere azioni importanti per uscire dalla Nato ed eliminare le sedi militari americojons in Italia…
        Purtroppo però il livello cultural-internazionale del Salvini è così ridotto (come per il 98% dei politici) che dichiarò giusto un annetto fa che la “Nato è importante per noi…”.
        Quindi, anche da questo cappio non si scappa !

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