Dobbiamo ancora commentare gli strascichi dell’intervista rilasciata da Putin al giornalista Tucker Carlson.

di Luciano Lago

Ci sono seri analisti che già hanno dato il loro giudizio su quello che rappresenta questa intervista che si connota come un fatto straordinario. Tale intervista, come alcuni hanno notato, ha rotto il cerchio informativo che esisteva da parte dei media occidentali sulla Russia di Putin.
Siamo a circa 200 milioni di visualizzazioni dell’intervista è questo è comunque un fatto eccezionale.

L’annotazione più interessante è quella dell’ideologo russo Alexander Dugin, il quale ha detto che si è creato un triangolo di intesa tra Tucker Carlson, Donald Trump e Elon Musk. Una sorta di intesa di fatto tra personaggi totalmente diversi.
Bisogna studiare a fondo questa intervista di 2 ore di durata, considerando che tale intervista ha fatto il giro del mondo intero.

Vediamo i concetti nodali che sono stati espressi dal presidente Putin:

L’Ucraina è il teatro di una guerra civile;
il disastro della dollarizzazione per gli USA;
il prodigioso avanzamento dei BRICS e della Cina;
il predominio russo con i suoi missili ipersonici;
la guerra di propaganda che gli USA e GB controllano in occidente;
le critiche di quanti contestano la libertà di espressione.

Per quanti hanno cercato di contenere gli effetti di tutto questo, screditando Carlson e cercando di impedire l’evento, questo già non è contenibile ma l’opinione pubblica mondiale dovrà giudicare quello che andrà a succedere.
Non è secondario notare la profondità dei concetti espressi da Putin e la sua seduzione metafisica manifestata nel dialogo, con un atteggiamento diretto al voler negoziare il contenzioso con l’occidente per la questione l’Ucraina.
Alla fine dell’intervista lo stesso Carlson ha detto che necessita di un anno per verificare e analizzare tutto quello che è emerso dal colloquio con Putin.

L’intervista del massimo comunicatore di Fox News ha sconvolto le élites dominanti e quelle del Deep State e in particolare ha fatto infuriare il kazaro neocon straussiano Bill Kristol, un pezzo forte del fronte neocon, il quale ha preteso di proibire l’ingresso di Tucker Carlson negli USA, imitato subito dalla UE che studia di sanzionare e impedire il suo scalo nei paesi europei, calpestando così i termini volteriani della libertà di espressione.
Il WJ ha proposto comicamente una tesi per cui Tucker Carlson abbia intervistato un drone di Putin. Il quale Putin si troverebbe in un frigorifero e sarebbe morto di cancro e parkinson l’anno scorso, una tesi della guerra di propaganda che i media del sistema conducono contro la Russia.
Evidente che Tucker Carlson è un fan di Putin, altrimenti non avrebbe avuto l’intervista che molti altri suoi colleghi avevano richiesto ma non sono stati accettati.
Se tale intervista ha creato nuovi sconvolgimenti tettonici nei governi occidentali, nella sua prossima intervista preannunciata a Edward Joseph Snowden, il giornalista rifugiato in Russia, si può immaginare cosa provocherà..
Questa intervista permette che il pubblico statunitense, disinformato nella sua maggioranza, possa avere un punto di vista più equilibrato sulla Russia e sulle vere cause del conflitto in Ucraina.

Global Times mette in rilievo l’apologia di Putin alla Cina la cui filosofia, nella sua politica estera, non è aggressiva come si vuole far credere, mentre dalle parole di Putin si dimostra l’intima associazione strategica tra Cina e Russia.
Si può dare l’amen alla leggendaria russofobia geopolitica del direttore della Cia, William Burns, così come a una delle supreme furibonde russofobe, la Hillary Clinton, quella che aveva qualificato Tucker Carlson come “utile idiota” di Putin.
Hillary Clinton e Jake Sullivan si sono bloccati nella loro propaganda delle fake news sul complotto russo circa le elezioni di Trump.

Tutti gli sforzi fatti da Washington per contenere la Cina ed impedire un asse tra Pechino e Mosca sono stati vani ed il risultato è stato quello di aver creato un asse di ferro tra le due superpotenze che di fatto ha spezzato l’egemonia unipolare di Washington.
Quello che sta accadendo è che di fatto esiste già un G2 tra Russia e Cina che mette in scacco il vecchio G7.
I democratici avrebbero preferito un G2 con la Cina per contrastare la Russia ma questo ormai è un concetto obsoleto con l’avanzata del Blocco dei BRICS e il nuovo assetto internazionale che ha preso forma.

Putin non si fa illusioni sul miglioramento delle relazioni bilaterali con gli USA già che Washington è abituata a rompere ogni accordo. Con chi dovrebbe negoziare, si chiede Putin.
Infatti Putin ha descritto di aver concluso accordi con vari presidenti di diverse amministrazioni USA ma che questi sono sempre stati rotti dagli esponenti delle amministrazioni americane. Inutile quindi cercare un interlocutore a Washington.
Esiste una elite e una intossicata nomenclatura arcaica che segue vincolata alle vecchie teorie di MacKinder nel suo libro della Geografia della Storia dal 1904 da 120 anni, in cui scriveva delle talassocrazie dominanti in guerra con le potenze di terra.
Le elite USA non hanno mai attualizzato queste teorie ma ne subiscono l’influenza.
Questa intervista ha rotto il muro della censura dei media oligopolistici occidentali, lo ha notato Chas Freeman, ex assessore alla difesa USA ed ha aggiunto che Tucker Carlson ha consentito di ascoltare direttamente le tesi di Putin che il pubblico occidentale non ha mai potuto conoscere a fondo.

Larry Johnson, analista ed ex membro della CIA, ha osservato che, con i suoi 200 milioni di visualizzazioni, Tucker Karlson ha rotto il blocco dei media occidentali.
Dimitri Suslov, docente e direttore del Centro di Studi relazioni Internazionali, ha detto: il presidente russo ha posto le condizioni perché si possa interrompere la guerra. Adesso la palla si trova nel campo degli USA e della Nato, saranno loro a decidere se si vuole dare l’alt al conflitto.
Penso, ha dichiarato Suslov, che il più importante messaggio è quello che la Russia è pronta a negoziare un accordo per fermare la guerra. Adesso dipende dall’occidente se vogliono accettare un negoziato alle condizioni che proporrà la Russia, vittoriosa sul campo.
In realtà il partito della guerra è molto forte negli USA per gli interessi economici dell’apparato militare industriale USA che viene alimentato dalla guerra e dall’allargamento della Nato.
Carlson ha chiesto a Putin cosa pensa della divisione del mondo in due parti, a cui questi ha risposto:
il mondo è oggi diviso in due parti : globalisti e sovranisti, tutte le altre divisioni sono artificiali e superate. Inoltre il globalismo sta perdendo terreno. Nessuna delle parti, USA, Cina, Russia può prevalere ma è il mondo che corre il rischio di un armageddon.
Questa intervista è l’ultimo passo per evitare l’apocalisse, ha detto il filosofo Alexander Dugin.


Tucker Carlson

Carlson è una figura simbolica, lui è il principale simbolo che odia i globalisti e lui prevede che in caso di vittoria di Trump, sarà Greg Abbott, il governatore del Texas, il suo vice alla presidenza.
Una previsione sulla tumultuosa lotta per il potere che oggi è in atto negli Stati Uniti.

7 commenti su “Dobbiamo ancora commentare gli strascichi dell’intervista rilasciata da Putin al giornalista Tucker Carlson.

  1. Che dire di più? Non mi sbilancio perché altrimenti dovrei fare dei vaticini per prevedere i prossimi svilutppi geopolitici e sul campo di battaglia …

    Di una cosa sono certo: il problema sono gli usa in quanto tali, e non i presidenti che si alternano nella carica, quindi solo il collasso degli usa potrà, forse, garantirci sovranità, libertà e civiltà.

    Cari saluti

  2. Oramai il degrado degli USA è inarrestabile, il debito pubblico federale sta volando verso i 34300 miliardi di dollari, nel 2023 la spesa per gli interessi per il suo mantenimento ha superato i 1000 miliardi, in continuo aumento, mentre le entrate fiscali sono poco sopra i 4000 miliardi di dollari annui in diminuzione, ciò significa che a breve il governo federale potrebbe smettere di funzionare per mancanza di fondi.
    A ciò si aggiunge il fatto che i singoli stati si stanno polarizzando sul piano etnico in base al colore politico, i bianchi si spostano negli stati repubblicani, assieme alle aziende, mentre i neri e gli asiatici preferiscono gli stati democratici.
    Gli ispanici si trovano bene in tutti gli stati, però bisogna dire che gli stati del sud ovest come Arizona, New Mexico e Texas hanno ricevuto un’antica emigrazione dal Messico del Nord che era stato colonizzato dagli spagnoli già nel Seicento quando la regione era quasi disabitata, quindi i messicani della regione sono per oltre la metà bianchi e il resto mestizos, mentre stati ad esempio come la California e New York hanno ricevuto un’emigrazione latino-americana arrivata da più lontano e quindi molto più varia.
    Insomma è molto probabile che nel medio periodo gli USA si dissolvano, e il Nord America diventi una babele di stati etnicamente diversificati prossimi al conflitto interstatale.

  3. a me sembra un po strano, come sostiene qualcuno, che gli USA possano suicidarsi, da soggetti guida, diventare secondari per responsabilità propria. Penso che la Russia, con la strada dei bricks stia crescendo ma per togliere il ruolo guida agli USA, essi devono ulteriormente rafforzarsi.

  4. Il degrado ukronazi, invece, ricorda l’isis e in particolare le “lepri” che correvano verso i soldati attirando il fuoco delle loro armi e facendosi uccidere, nonché i drogati con il captagon e i kamikaze che guidavano i vecoli esplosivi blindati artigianlmente …. Ecco un significativo articolo con video (a riprova) pubblicato da South Front:

    UKRAINIAN COMMANDERS USE DRUGGED SOLDIERS TO DISCOVER RUSSIAN POSITIONS

    https://southfront.press/ukrainian-commanders-use-drugged-soldiers-to-discover-russian-positions/

    Cari saluti

  5. A parte i riferimenti culturali da voi citati, non credo che appunto il problema americano sia appunto filosofico. Non odiano i russi quanto russi o quanto comunisti, gl’ americani odiano. Punto. Odiano i rifiuti della società e li abbandonano a loro stessi. Odiano coloro che non s’ inseriscono nella mentalità aziendale del top ad ogni costo. Odiano i diversi, i neri, gl’ ispanici ed hanno odiato anche noi italiani. Sono in una parola dei bastardi nazisti. E come loro ambiscono solo alla superiorità indiscussa su chiunque. Come loro inglesi ed ebrei. La triade maligna. Ha ragione Putin quando sostiene che non si può trattare pacificamente con loro, e che impugnare le armi è l’ unico modo di farsi rispettare da questi vaccari con la mania di dominio.

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