Divertente! Gli Stati Uniti dicono all’ l’Iraq che lasciare la base è una “linea rossa”

Gli Stati Uniti hanno dichiarato che non possono lasciare la base irachena , come se loro fossero il potere sovrano su Ayn al-Asad piuttosto l’Iraq.

Le forze armate statunitensi hanno offerto agli alti funzionari della sicurezza irachena piani per un parziale ritiro delle truppe dall’Iraq , in risposta al voto parlamentare di gennaio che chiede alle forze straniere di lasciare il paese, come ha potuto rivelare la fonte “Middle East Eye”.

Da un incontro tra le due parti, tenutosi in gran segreto la scorsa settimana, si è saputo che Washington era pronta “in linea di principio” per discutere del ritiro delle forze USA.

Un rappresentante delle forze armate statunitensi ha dichiarato agli iracheni presenti che gli Stati Uniti erano pronti a lasciare posizioni nelle o nelle aree a maggioranza sciita, come la base aerea di Balad, che si trova 80 km a nord di Baghdad e ospita addestratori e appaltatori statunitensi.

Washington, secondo gli iracheni, potrebbe anche prendere in considerazione di ridurre la sua presenza a Baghdad.

“Siamo pronti a lasciare alcune delle aree a maggioranza sciita, come la base di Balad. Forse potremmo ridurre la nostra presenza a Baghdad “, ha detto il rappresentante militare ai suoi omologhi iracheni, che hanno capito da questo che la presenza americana nella capitale irachena si sarebbe ridotta a guardia della loro ambasciata e dell’aeroporto.

Tuttavia, la parte americana ha escluso categoricamente il ritiro dalla loro più grande base aerea in Iraq, che è in effetti quella più importante dell’intero Medio Oriente, Ain al-Assad.

La base della provincia di Anbar è stata sottoposta a missili balistici dall’Iran il mese scorso, in risposta all’uccisione da parte degli Stati Uniti del principale comandante iraniano, il maggiore generale Qassem Soleimani, e Abu Mahdi al-Muhandis, vice capo delle forze paramilitari dell’Hashd al-Shaabi , all’aeroporto di Baghdad.

Per la parte americana, Ain al-Assad era la loro “linea rossa”.

Il rappresentante ha dichiarato: “Non possiamo nemmeno iniziare a parlare del ritiro [da quella base]. Il ritiro è fuori discussione. “

Gigantesca manifestazione a Baghdad contro le forze USA

La sensibilità su queste discussioni è stata tale che si sono tenuti ben lontani dallo svolgere gli incontri in Iraq. L’incontro ha avuto luogo nella residenza privata dell’ambasciatore canadese in Giordania ad Amman, secondo quanto riferito da Middle East Eye.

All’incontro erano presenti un rappresentante delle forze armate statunitensi, un funzionario della NATO e un alto consigliere per la sicurezza iracheno.

Nota: Dopo la richiesta del ritiro delle Forze USA fatta dal Parlamento iracheno sono seguite massicce manifestazioni di massa contro la presenza delle truppe USA nel paese, questo ha fatto smuovere il Pentagono che teme per la sicurezza delle truppe USA nel paese. L’omicidio del generale Soleimani e del comandante iracheno al-Muhandis attuato dagli americani ha fatto precipitare la situazione e gli iracheni hanno manifestato la loro volontà di far ritirare le forze USA dal paese, minacciando di considerare ogni militare USA, presente nel paese, come un obiettivo da colpire.

https://www.middleeasteye.net/news/exclusive-us-military-offers-iraq-partial-pullback

Fonte:Middle East Eye

Traduzione e nota: Luciano Lago

1 commento

  • Ubaldo Croce
    16 Febbraio 2020

    A questo punto se qualcuno avesse dei dubbi sulle vere intenzioni usa é servito… La differenza, comunque, é che gli irakeni dicono a chiare lettere agli usa di andarsene mentre gli europoidi, italioti compresi, non lo dicono e si fanno schiavi zare…

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